Pd, tempesta Di Rollo: in un bicchiere. Centrodestra: Carlo Maria agita le acque

Ogni schieramento sgrana il suo rosario in barba ai contagi Covid. Con Salera che ha le grane di congresso Pd ed 'affaire' Di Rollo. E con il centrodestra spaccato fra i Mario Free e... Mario e basta.

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Tu chiamalo, se vuoi, ‘Effetto Fantini‘ L’accensione dei motori al Partito Nuovo innescata la settimana scorsa dal Segretario Provinciale Luca Fantini ha fatto scoccare la scintilla anche al Pd di Cassino. Messo di fronte alla scelta tra far ripartire il dibattito per il Congresso cittadino o subirne la ripartenza ad opera del Segretario, il Partito Cassinate si è rimesso in marcia. Destinazione: ricostruire gli organi democratici interni. (Leggi qui La rivoluzione ruvida per ricostruire il Pd a Cassino).

Il sindaco Dem Enzo Salera ha fatto il punto con il commissario di Circolo Romeo Fionda. Insieme hanno fissato la dead line: congresso entro il 30 novembre.

ENZO SALERA E ROMEO FIONDA

Ne hanno parlato nella riunione che si è svolta lunedì sera. Un summit che ha visto insieme gli assessori ed i consiglieri comunali del Pd e della civica “Salera Sindaco”. La riunione è servita anche a disinnescare possibili equivoci legati alla nomina della Segreteria Provinciale. In particolare per la designazione di Barbara Di Rollo. Alcuni hanno esplicitamente manifestato dissenso: sostengono che ci sarebbe una sovraesposizione per la Presidente del Consiglio Comunale. E che avrebbe dovuto lasciare spazio ad un giovane, nello specifico ad Arianna Volante.

La tempesta in un bicchiere

Una tempesta in un bicchiere d’acqua. Discussione legittima, sbagliato il presupposto: e cioè che qualcuno abbia ‘suggerito‘ o peggio ‘impostoBarbara Di Rollo al Segretario Provinciale. Presupposto inesistente perché Fantini è un Segretario al quale non può essere tirata la giacca: si confronta direttamente con il segretario Regionale e con quello Nazionale. La scelta della Segreteria è sua e l’ha bilanciata così perché le sfide che il Partito dovrà affrontare richiedono la presenza di una persona con il profilo della Presidente.

Barbara Di Rollo e Nicola Zingaretti

Secondo errore: la Segreteria Fantini non è una specie di casino di caccia con appese alle pareti in legno le teste ornamentali dei neo dirigenti provinciali. Se qualcuno ha avuto nel passato questa immagine della Segreteria, forse sbagliava allora; certamente sbaglia oggi.

Il presidente Barbara Di Rollo ha preso atto delle critiche e del fatto che quasi tutta la maggioranza ha mostrato pollice verso alla sua designazione. Ha spiegato che la scelta è del Segretario, che c’è una mission politica da realizzare e che le è sufficiente la visibilità già garantita dal suo ruolo istituzionale. Ha ricucito subito i piccoli strappi prima che diventassero troppo larghi. E garantito ai giovani che dovranno essere protagonisti della nuova era del Pd locale.

Il Consiglio? Da casa: è più prudente

Intanto il Covid dilaga a Cassino. I posti in ospedale sono sempre meno. I Consiglieri di opposizione Giuseppe Golini Petrarcone, Salvatore Fontana, Massimiliano Mignanelli e Franco Evangelista hanno chiesto al sindaco e al presidente del Consiglio di non svolgere in presenza il Consiglio comunale in programma venerdì pomeriggio alle ore 16.

Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Massimiliano Mignanelli

«La diffusione della pandemia sta ormai raggiungendo limiti elevati anche nella nostra città. Ed è noto che ci sono stati casi di positività al Covid riconducibili alla sfera familiare. Familiare e delle conoscenze di consiglieri comunali. Anche di personale in servizio impiegato presso il Comune. Tant’è che l’Ente si è visto costretto a chiudere tutti gli uffici per tre giorni, la scorsa settimana. Questo al fine di effettuare la sanificazione».

Dal Municipio non è ancora giunta nessuna risposta. Ma qualcuno fa notare che, seguendo questo ragionamento, bisognerebbe interrompere anche i concorsi e di fatto dare inizio al lockdown a Cassino.

Cortocircuito bis Grossi-Maccaro

Lockdown che secondo l’assessore Danilo Grossi a breve sarà inevitabile per l’Italia. Tuttavia ancora una volta, come già avvenuto durante la fase acuta dell’emergenza a marzo, si crea un cortocircuito con il collega Luigi Maccaro.

L’assessore alla Coesione Sociale nei giorni scorsi aveva evidenziato: «Mai come oggi abbiamo un Presidente del consiglio e molti ministri gravemente inadeguati al compito. Hanno sbagliato tutto, ma proprio tutto. Ci hanno tenuto un’estate intera a blaterare di banchi con le rotelle. Questo invece di pensare a raddoppiare i trasporti pubblici».

L’ASSESSORE LUIGI MACCARO

«E adesso non vogliono i soldi del MES per sostenere la sanità pubblica. Soldi unico argine alla pandemia. Per farli tornare nel loro anonimato dovremo aspettare le prossime elezioni. Nel frattempo però ognuno di noi può impegnarsi e fare qualcosa per la collettività. Più prudenza, più generosità verso gli ultimi, più collaborazione, più serietà».

Di tutt’altro avviso il collega con delega alla Cultura che invece tesse le lodi dell’esecutivo. «L’importo medio del contributo a fondo perduto mensile, per ristoranti fino a 400.000 euro di fatturato, sarà di 5.173 euro. Per quelli fino a un milione 13.920 euro. Quelli fino a cinque milioni di fatturato 25.000 euro. Si rafforza il fondo di emergenza per il cinema e lo spettacolo. E il fondo d’emergenze per agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche. Inoltre il fondo di emergenza per imprese e istituzioni culturali».

«Il governo ha annunciato che il tutto verrà dato entro metà novembre direttamente sui conti correnti delle aziende. Sarà sufficiente? Forse no. Si poteva fare altro? Probabilmente si. Ma intanto ecco una risposta forte e veloce dello Stato. Quello Stato Sociale tanto vituperato in passato che corre in soccorso delle imprese. Grazie in parte al supporto dell’Europa, che è sempre tirata in mezzo in modo negativo. E che oggi è la nostra àncora di salvataggio, nonostante i vari sovranismi».

Maretta Pd e mareggiata a destra

Carlo Maria D’Alessandro Nicola Ottaviani

Ma la maretta nel Pd e la divisione su temi nazionali tra due assessori sono niente in confronto a ciò che accade nel centrodestra. Dove ormai la bussola è completamente impazzita. E dove non si capisce più “chi sta con chi , chi sta contro chi e chi sta a favore di”. Qualche esempio. Dopo l’incontro a Ceprano tra il coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani e l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro, è stato chiesto al gruppo consiliare della Lega di marciare compatto. (Leggi qui Ottaviani – D’Alessandro, il vertice che confina Mario e qui la chiave di lettura Caro Mario, caro Carlo: la via di Ottaviani per l’unità).

Ma l’unità è durata il tempo di diramare un comunicato e una interrogazione. Entrambe vedono alla regia l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro.

I due leghisti Franco Evangelista e Michelina Bevilacqua hanno chiesto per quale motivo nel 2019 sono stati accertati 1.900.000 euro di somme da recuperare. Ma ad oggi sono stati riscossi solo 130.000 euro. Poi hanno chiesto di posticipare il regolamento sulla Tari perché non ci sarebbero i tempi per fare gli emendamenti.

La replica è al vetriolo. «Non sappiamo a quali tempi si riferiscono i consiglieri, ma il regolamento è depositato già da dieci giorni. È grave che i consiglieri comunali e, forse, anche un ex sindaco non conoscano lo statuto. E provino a fare ostruzionismo in questo modo. La Commissione si è riunita solo oggi, è vero, ma il tempo per fare gli emendamenti c’era tutto».

Carlo Maria alla regia politica

Franco Evangelista

Tanto è bastato a Michelina Bevilacqua per prendere nuovamente le distanze da Evangelista. Che nel frattempo ha preso il suo posto insieme ai tre consiglieri Petrarcone, Fontana e Mignanelli. I quali, dopo aver contribuito a far eleggere Michelina Bevilacqua nella Commissione “Grandi opere” adesso l’hanno sostituita con il collega Evangelista.

I quattro consiglieri, talvolta diventano in cinque: quando Luca Fardelli vuole mandare qualche segnale. Carlo Maria D’Alessandro alla regia gongola. Lo fa vedendo isolato Mario Abbruzzese mentre lui dirige il gruppo leghista e dialoga con il trio di Fontana.

Mario si smarca coi dehors

Ma intanto l’ex presidente del consiglio regionale, seppur isolato, è un dato di fatto, si smarca dalla gazzarra. E presenta emendamenti propositivi per migliorare il regolamento dei dehors. (Leggi qui Maledetti dehors, nuovo scontro in Comune).

Mario Abbruzzese. Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

I quattro dei “due Matteo” (Evangelista, Mignanelli, Fontana e Golini Petrarcone) tornano a chiedere regole meno rigide. E quindi presentano una proposta, già rigettata in Commissione. Proposta per far sì che l’autorizzazione si possa richiedere con una semplice SCIA (segnalazione certificata inizio attività).

Una cosa appare certa in tutto questo bailamme. Che cioè la luna di miele in maggioranza è finita. Ora pian piano si apre qualche crepa. Ma nessuna opposizione è in grado di incunearsi. Perché ci sono pochi gregari e molte prime donne.

E ora non possono fare neanche la gara a chi ce l’ha più lungo, il tavolo, perché Conte gli ha chiuso i ristoranti!