Pompeo e Zingaretti, “scatti vincenti”

C’è un Pd che vince e convince, quello dei successi alla Regione e alla presidenza della Provincia di Frosinone dopo la conferma al primo turno a Ferentino. I vertici del Nazareno dovrebbero guardare la foto dell’Accordo di Programma: Zingaretti e Pompeo mentre firmano da protagonisti, con Luigi Di Maio nel ruolo di notaio

Due volte sindaco di Ferentino e due volte presidente della Provincia. Con davanti  cinque e quattro anni di mandato come sindaco e come presidente. Anni nei quali continuare a saldare ancora i rapporti con i sindaci e con i consiglieri comunali. La strategia di Antonio Pompeo sta funzionando alla perfezione, considerando che circa un anno fa spense immediatamente il canto delle sirene che lo “tentavano” per una candidatura diversa: alle Regionali o alle Politiche.

In quell’occasione Pompeo scelse di restare sul territorio. Dimostrando visione politica. Adesso il problema si porrà in futuro, quando potrebbero andare a coincidere diversi appuntamenti elettorali. Certamente il due volte sindaco di Ferentino e presidente della Provincia sarà in corsa per un seggio “pesante”.

 

La domanda però è: con quale Pd, con quale centrosinistra?

Il Lazio si sta caratterizzando per un modello alternativo. Quello di Nicola Zingaretti, capace di vincere alla Regione nello stesso giorno in cui il Pd renziano franava alle politiche.

Di vincere senza la maggioranza in Consiglio però, con l’anatra zoppa cioè. Ma proprio questa circostanza fa capire come Zingaretti abbia messo in campo un modello in grado di “intercettare” i consensi di elettori anche di centrodestra.

 

Antonio Pompeo è stato l’unico sindaco del Pd nel Lazio ad essere riconfermato al primo turno in un paese con più di quindicimila abitanti. Alla Provincia, se è vero che votavano gli amministratori, è altrettanto vero che superare la soglia del 60% non stava in nessuna previsione. Neppure in quelle più ottimistiche.

Al netto di tutte le ricostruzioni e dei retroscenismi sfrenati, rimane il fatto che tantissimi amministratori di centrodestra hanno votato per Antonio Pompeo. E non tutti con lo scopo di affossare Tommaso Ciccone.

 

Quando il presidente della Provincia dice di augurarsi che al Nazareno arrivino certi segnali, vuole esattamente sottolineare che possono esserci modelli vincenti nel Pd. E che forse il Partito dovrebbe ricominciare a guardare ai territori per trovare spunti ed ispirazioni vincenti.

Pochi giorni fa è stato firmato l’Accordo di Programma: Nicola Zingaretti e Antonio Pompeo in piedi, uno accanto all’altro, fautori di questo traguardo. Con il vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio a fare da notaio in un’operazione portata avanti dal suo predecessore Carlo Calenda. Basterebbe quella fotografia.

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