Pec e documenti. La crisi formiana alla prova d’aula

In un cestino del Municipio, trovata una copia del documento di 'Città in Comune' per salvare la consiliatura di Paola Villa. Se ne fa nulla. Via Pec Antonio Capraro conferma: si tira fuori.

Vigilia di Consiglio Comunale incandescente a Formia. In una città che non si fa mancare nulla. Dalle Pec che confermano la crisi ai documenti di salvataggio trovati in un cestino. Soprattutto l’etichetta di ospitare il principale cluster del Covid 19 in provincia di Latina per colpa del proprio mercato ittico. Al punto che l’altra sera Bruno Vespa ha coniato a “Porta a Porta” l’infelice affermazione «Come nel mercato del pesce di Wuhan dove tutto ha avuto inizio».

Lunedì pomeriggio si accenderanno i riflettori dell’aula consiliare ‘Ernesto Ribaud’. E sarà la prima seduta dopo la crisi che si è aperta all’inizio del mese nell’amministrazione comunale del sindaco Paola Villa. Una crisi culminata con la revoca della fiducia da parte del Gruppo civico “Ripartiamo con voi”, le dimissioni dei suoi assessori Lino Forte e Alessandra Lardo. A cui si aggiunge la dichiarazione di indipendenza del capogruppo di “Formia Vinci” Antonio Capraro. (Leggi qui Ripartiamo… senza sindaco: la civica molla Paola Villa).

Una crisi alla quale era seguito l’impegno ad un generico “appoggio esterno” di ‘Ripartiamo’. E la mossa tecnica del presidente del Consiglio Comunale Pasquale Di Gabriele: che pretendeva l’invio di una Pec, altrimenti per lui la crisi era solo una chiacchiera. (leggi qui Indipendenza certificata chiedesi: a mezzo Pec, sennò mollare Villa “non vale”).

L’emergenza Covid ha fatto passare tutto in secondo piano. Ancora per qualche ora.

Nel cestino la bozza della soluzione

Paola Villa e Pasquale Di Gabriele

Ma un sonnacchioso fine settimana di settembre è stato movimentato da quella che sino a qualche giorno fa era soltanto un’indiscrezione.

Una delle tre gambe della maggioranza, “Formia città in comune”, pare su input dello stesso primo cittadino, ha scritto un documento. Che potrebbe significare molto sulla vita futura della traballante amministrazione comunale cittadina. Un testo sulla falsariga di quello dei “quattro punti” con cui il sindaco Villa ha tentato di arrivare ad un accordo di fine consiliatura, senza riuscirci. (Leggi qui Niente salvagente per Villa: 6 assenti, la crisi si avvicina).

Come si è venuto a sapere del documento? Gli addetti del servizio di pulizia del comune di Formia lo hanno rinvenuto abbandonato in un cestino della sala Sicurezza.

In quel testo, “Formia città in comune” torna alla carica elaborando una sorta di piattaforma programmatica che dovrebbe caratterizzare la seconda parte della consiliatura civica.

È solo una minuta della copia finale? O è un testo ormai cestinato? Uno dei suoi principali esponenti della civica, il presidente del consiglio Pasquale Di Gabriele, ricordandosi che di professione fa l’avvocato, si è rifugiato in una formula giuridica. Quello del “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Ma Formia non è una megalopoli. Le cose che qualcuno pensa di nascondere o circoscrivere, qualcun altro invece ha tutto l’interesse a renderle note.

Romano non vuole cocci rotti

Paola Villa e Dario Colella

E’ il caso del coordinatore politico Joseph Romano di “Ripartiamo con voi”. Cioè la componente politica a cui è diretto proprio il documento.

Con cui “Formia città in comune” e soprattutto Paola Villa stanno cercando disperatamente di raccogliere i cocci sparsi qua e là.

Romano ha dapprima escluso l’indiscrezione. In base alla quale il proprio capogruppo consiliare Dario Colella fosse andato di sabato pomeriggio a ritirare il documento “della ripartenza”. Non è stato così. Ma poco cambia.

C’è già la chiusura a quest’altro tentativo di apertura. «I nostri consiglieri comunali Dario Colella, Ida Brongo e Lino Martellucci sono stati invece convocati dal sindaco alle 17.15 di lunedì 28 settembre». L’orario d’inizio del consiglio comunale è fissato un quarto d’ora più tardi. «Convocati per ritirare questo documento che qualcuno ci vuole sottoporre».

Questa logica del ‘prendere o lasciare’ non piace alla componente Costiana. Il coordinatore Romano preannuncia che questo patto di fine mandato non avrà le firme dei tre consiglieri comunale di riferimento.

Critici ma presenti in Consiglio

Il consiglio comunale di Formia

Niente firme e c’è pure il motivo. «Innanzitutto il metodo seguito continua ad essere sbagliato in partenza. Non possiamo firmare nulla quando nessuno ha chiesto un nostro contributo. Questo per capire quello che questa amministrazione dovrebbe fare nei prossimi due anni e mezzo. Un programma c’è ed è sottoposto con successo all’elettorato alle amministrative del 2018. Non c’è bisogno di altro e le priorità di adesso sono quelle di due anni fa».

“Ripartiamo con voi” non vuole effettuare alcun dietro front sul piano politico, nei rapporti con la maggioranza di cui ha fatto parte.

Alla vigilia del consiglio comunale di lunedì pomeriggio i consiglieri Colella, Brongo e Martellucci risponderanno ‘presente‘ all’appello del segretario generale Izzi? La loro presenza numerica garantirebbe lo svolgimento regolare in prima convocazione della seduta consiliare. Ma al momento l’interrogativo ha avuto già una risposta scontata. Nel senso che lunedì non si verificherà nessuno tsunami. Lo impone l’ordine del giorno che richiama un forte senso di responsabilità. Non consente rotture drammatiche. Non quel giorno, non su quei temi.

L’argomento più importante sarà il quarto. “Intervento di realizzazione della nuova scuola secondaria di 1° grado “V. Pollione”. E della nuova palestra della scuola primaria “E. De Amicis” e secondaria “V. Pollione. Attraverso demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti. Approvazione progetto di fattibilità tecnica ed economica e apposizione vincolo preordinato all’esproprio”.

“Ripartiamo con voi”, presenziando in aula, intende dimostrare che, solo grazie al contributo dei tre suoi consiglieri, potrà continuare l’iter per questo duplice e storico intervento di edilizia scolastica.

Intervento per il quale si possono aprire due cantieri per un valore che sfiora i dieci milioni di euro.

Nessuno si intesta il fallimento

Pasquale Di Gabriele, presidente del Consiglio Comunale di Formia

Ma c’è anche un altro scopo, nella strategia della presenza, decisa dal gruppo civico. Intende lanciare un altro segnale politico.

Lo ha spiegato Romano. «Nessuno di noi intende accollarsi la responsabilità di perdere un maxi finanziamento. (Ottenuto dalla Giunta Bartolomeo) E necessario per migliaia di famiglie formiane».

Ma nell’agenda consiliare compaiono anche significativi debiti fuori bilancio. Debiti che finiranno dritti dritti alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Il coordinatore Romano liquida la cosa con una battuta molto reclamizzata. «Le sentenze della magistratura (Giudice di pace di Gaeta) emesse a favore di alcuni cittadini vanno soltanto rispettate. Ma c’è l’incognita del danno erariale? Se dovesse essere ipotizzato si andranno a individuare le dovute responsabilità».

L’addio via Pec

Antonio Capraro

Infine c’è la questione della Pec. Quella che il presidente d’aula Pasquale Di Gabriele ha inviato al ‘rivoltoso’ capogruppo di Formia Vinci Antonio Capraro. È arrivata. Reclama una risposta: fino a quel momento non considererà in corso alcuna crisi. (Leggi qui Indipendenza certificata chiedesi: a mezzo Pec, sennò mollare Villa “non vale”).

La Pec è stata inviata il 22 settembre e prende le mosse dalle tre righe del presidente della commissione Ambiente. Che annunciava la volontà di «lasciare la maggioranza» e di dichiararsi «indipendente». Il presidente Gabriele – come annunciato – ha invitato Capraro a chiarire la sua posizione. Perché «necessaria ai fini della corretta composizione delle commissioni consiliari».

In sintesi. Poiché la posizione di “indipendente” non è «prevista nel nostro Regolamento del Consiglio Comunale ci faccia la cortesia di chiarire. Chiarire se appartiene alla maggioranza o alla minoranza».

In una domenica uggiosa il consigliere Capraro da Bologna (dove lavora) ha aperto la posta elettronica certificata messagli a disposizione dal Comune. E costringendo la sua ex maggioranza a modificare la composizione delle cinque commissioni di cui faceva parte sinora ha chiarito i dubbi dell’avvocato Di Gabriele.

«Caro presidente, colgo con attenzione la richiesta di chiarimento giuntami via Pec. Le ripeto quello che ho già detto al sindaco Villa in un incontro del 15 settembre scorso. Non ci sono più i presupposti indispensabili per poter continuare questo percorso. Confermo, pertanto, di voler lasciare la maggioranza consiliare. E di comunicare il passaggio a gruppo di minoranza».

Passo e chiudo. Per sempre.

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