Pellegrini saluta dopo 43 anni di onorata carriera ma la storia non va in pensione

Ultimo giorno di lavoro per un professionista che ha attraversato quasi mezzo secolo di Frosinone Calcio. Prima giocatore e poi Segretario e dirigente, è arrivato in Ciociaria nel 1976 e non è andato mai via

Alessandro Salines

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Il Segretario ed il dirigente lasciano l’ufficio come 37 anni fa il calciatore ha appeso gli scarpini al fatidico chiodo. Ma la “bandiera” non si ammaina, la storia resta scritta, il tifoso continuerà a soffrire e gioire. Ultimo giorno di lavoro per Raniero Pellegrini che si congeda dal Frosinone dopo 43 anni di carriera tra campo e scrivania.

Una figura che ha attraversato tante epoche del club giallazzurro al quale resterà legato per sempre. Testimone di diversi cambiamenti con il denominatore comune della professionalità e della serietà. Giocatore generoso, un mediano o terzino d’altri tempi. Un dirigente di grande competenza, tra i più bravi in Italia, profondo conoscitore dei regolamenti e delle famose carte federali.

La società ha voluto giustamente rendergli omaggio sul sito internet: “Gli applausi a scena aperta li ha meritati tutti dopo 43 anni totali di Frosinone Calcio. Quelli del presidente Maurizio Stirpe del quale è stato un prezioso collaboratore per 20 anni e quelli di tutti i dipendenti del club giallazzurro. Quelli delle centinaia di calciatori che lo hanno conosciuto, degli allenatori, dei Direttori, dei colleghi in giro per l’Italia. Quelli di un mondo del calcio intero dove rimarrà scolpito come una vera e propria istituzione, si legge nell’articolo pubblicato nell’home page.

Nella top ten dei fedelissimi

Raniero Pellegrini

Raniero Pellegrini, classe 1955, è arrivato a Frosinone ad appena 21 anni dopo gli inizi al Rieti, la squadra della città dove è nato. Fu ingaggiato dal presidente Raffaele Bizzicari e dal vice Giuseppe Battista insieme ad altri suoi 7 compagni (Catoni, Cignitti, Daldin, Di Marco, Fabri, Passarani e Sebastiani).

In giallazzurro ha giocato dal 1976 al 1985, collezionando 198 partite tra Serie D e C, decimo nella classifica dei giocatori più presenti del Frosinone. Mediano e all’occorrenza terzino, generoso, umile, grande cursore.

La maglia giallazzurra a vita, una seconda pelle tanto che Frosinone è diventata anche la sua città d’adozione dove ha deciso di vivere.

Cuore, discrezione e regole: una vita da Segretario

Raniero Pellegrini

Con una laurea in sociologia in tasca (roba rara per i calciatori dell’epoca) Raniero Pellegrini è passato dal campo alla scrivania, ricoprendo il ruolo di Segretario, una figura chiave in ogni società di calcio.

Cinque campionati in periodi non semplici per il calcio frusinate con Pellegrini sempre in trincea per risolvere problemi di ogni tipo. Poi dal 1990 al 1992 al Potenza in Serie C, unica esperienza lontano da Frosinone. Il ritorno in Ciociaria, Segretario generale fino allo scorso anno quando ha cambiato ruolo vestendo i panni di consigliere della Tis.

Oggi l’ultimo giorno di lavoro e non mancherà l’emozione malgrado il suo proverbiale aplomb. Pellegrini ha lavorato in tutti i campionati, dai dilettanti alla Serie A. E’ stato un punto di riferimento, custode di ogni segreto della società canarina. Passavano presidenti, dirigenti, tecnici e giocatori ma Raniero Pellegrini c’era sempre pronto a dare il suo prezioso contributo. Protagonista dietro la scrivania e le quinte dei successi più importanti dell’era-Stirpe come le 5 promozioni, le prime volte in Serie B e ed in A.

Sempre con competenza, abnegazione, discrezione e senso d’appartenenza. Regole e cuore al punto di dimettersi nell’agosto del 2005 dopo la sconfitta a tavolino in Coppa Italia contro l’Avellino per aver schierato D’Antoni squalificato. Dimissioni che il presidente Maurizio Stirpe ha respinto apprezzando il gesto di Pellegrini.

L’applauso della società

Maurizio Stirpe ha salutato Pellegrini con una nota sul sito internet

Il Frosinone ha voluto congedarlo con un ideale applauso, sottolineando le qualità umane oltre che professionali. “Raniero esce in punta di piedi ma quegli applausi sono tutti per lui”.

Discrezione, competenza, un bagaglio di conoscenza illimitato, tanta umiltà: le caratteristiche che lo avevano distinto calciatore le ha portate con sé nella lunghissima carriera di Segretario Generale. Raniero è sempre là, in piedi, a trepidare in religioso silenzio per il ‘suo’ Frosinone. E ora è il momento degli applausi. A scena aperta. Meritati”.

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