Peppino resta con noi o… se perdiamo la sconfitta sarà colpa tua

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Il senatore Bruno Astorre apre la porta all'ex sindaco Petrarcone. "Non può disertare le primarie: non glielo consente né la sua storia né il suo amore per Cassino". Le dimissioni ed il rientro: "Comprensibili, frutto della passione". Il rischio: "Diventerebbe il colpevole di una eventuale sconfitta"

«Ho visto la sofferenza interiore, il travaglio politico dell’uomo che ha dato tantissimo alla sua città, capisco benissimo quanto sia doloroso dover prendere una decisione. È per questo che non mi stupisce il ritiro deciso nelle settimane scorse da Peppino Petrarcone, allo stesso modo in cui non mi stupisce la sua decisione di rientrare in campo sulla spinta dell’affetto degli elettori. Capirei meno se ora non partecipasse alle Primarie… ». Il senatore Bruno Astorre è il Segretario Regionale del Partito Democratico nel Lazio e viene da lontano. Il suo feudo elettorale è una roccaforte che ha resistito alla catastrofe del 2018, su quel terreno politico Nicola Zingaretti ha posto uno dei suoi pilastri per la scalata alla segreteria nazionale.

Non è uno di primo pelo. Ed ha fiutato il pericolo. In ventiquattrore Mauro Buschini ha saldato i pezzi della coalizione di centrosinistra che a Cassino tardava ad assemblarsi (leggi qui Buschini salda i cocci della coalizione: primarie uniti. Ma Petrarcone non partecipa) . Ma Bruno Astorre sa benissimo che ora il rischio è di vedere rimanere fuori uno dei pezzi più importanti. Infatti, l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone ieri sera ha detto ad Alessioporcu.it che non parteciperà alle Primarie. E che non ha ancora deciso se il 26 maggio se ne andrà al mare. Oppure voterà qualcun altro. O, peggio ancora, scenderà in campo a capo di un’altra aggregazione.

Peppino rimani con noi

Nessuna minaccia di scomunica. Nessuna sconfessione. Bruno Astorre invece punta dritto al cuore. Come ha fatto martedì sera intervenendo per la prima volta nel dibattito politico di Cassino: azzittendo chi tentava di buttarla in caciara, disinnescando le mine nascoste sul percorso, sventando trappole e giochi fatti in proprio. (leggi qui la riunione Fardelli la fa sotto il naso di tutti: è lui il candidato del Pde qui quello che è accaduto dopo Pd in crisi epilettica: dimissioni, anzi ritiro, anzi no. Astorre: Primarie e basta giochi)

Così ora dice: «Se Peppino Petrarcone non partecipa alle primarie e soprattutto se si fa promotore di una sua candidatura, diventa il responsabile di una eventuale sconfitta del centrosinistra e questo la storia e non glielo potrà mai perdonare».

Il senatore conosce benissimo la storia politica di Giuseppe Golini Petrarcone, la svolta che rappresentò negli anni a cavallo tra la I e la II Repubblica, la ventata di pulizia che una quindicina d’anni più tardi portò in municipio dopo una consiliatura carica di veleni.

«Proprio per quella storia politica personale, proprio per quello che ho sentito dire martedì sera dalla bocca di Peppino, lo invito a partecipare alle Primarie e ad esplicitare così la sua passione per la città di cassino inserendola in questo esercizio di democrazia. Perché lo stimo in quanto è stato un ottimo sindaco. E perché il suo travaglio politico è comprensibile: il ritiro, il ritorno, ora il nuovo ritiro, sono figli della sua passione per la città. Soprattutto deve partecipare alle Primarie perché altrimenti si trasformerebbe in un facile capro espiatorio al quale addebitare la responsabilità di un’eventuale sconfitta».

Le primarie unica soluzione

A Bruno Astorre le Primarie fatte di corsa non fanno compiere balzi di gioia. Ma il centrodestra a Cassino è a pezzi e trascinare ancora a lungo il dibattito sulla candidatura del Centrosinistra rischia di far perdere il vantaggio che deriva dalle divisioni degli avversari e dal fatto che l’amministrazione sia caduta prima della scadenza naturale.

«So benissimo che le primarie hanno pregi e difetti – ammette il segretario regionale del Pd – soprattutto quando si tratta di Primarie aperte a tutti i cittadini, non con un albo degli elettori come avviene negli Usa. E so benissimo quanto possa essere uno strumento che si appresa a condizionamenti. Ma è lo strumento al quale dal 2004, dai tempi di Romano Prodi, ci affidiamo per affrontare e dirimente i nodi della leadership». Cita Churchill e dice “So benissimo che la democrazia ha i suoi limiti ma fino a quando non inventano qualcosa di migliore…”

Il latte versato

Infatti, sta provando a scrivere nuove regole. da inserire nel nuovo Statuto del Pd del Lazio. Lì prevede che le primarie si tengano almeno 6 mesi prima del voto. «In modo da metabolizzare il risultato e consentire a chi vince di organizzarsi».

In queste ore più di qualcuno si è domandato a cosa servano le Primarie se Petrarcone si ritira. Bruno Astorre è convinto «Sono uno strumento di democrazia, rappresentano la legittimazione della della leadership. Potevamo calare anche noi un candidato dall’alto, come fa il centrodestra. Ed a volte funziona. Ma noi amiamo la democrazia, E deve essere Cassino a decidere chi vuole che la governi» 

Il Pd ha discusso tanto. Ancora una volta. Perché Bruno Astorre è arrivato in città solo martedì? «Il se ed il ma sono il paradiso degli stolti: intendo dire che è inutile perdere tempo su questo genere di discussione perché ora si deve andare avanti. Non è colpa di nessuno se siamo arrivati ad oggi: si è provato ad arrivare ad una sintesi. Le Primarie saranno la legittimazione».

Anche senza Petrarcone? «Peppino deve partecipare. È impensabile che non lo faccia. Non glielo permette la sua storia. Non può accettare di diventare un capro espiatorio in caso di sconfitta. Glielo dico ancora una volta: rimanga con noi».

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