Per il virus del piagnisteo il vaccino è l’eccellenza

Il clima di rassegnazione non è accettabile. Ma è ancora diffuso. Dobbiamo entrare nella dimensione in cui nulla sarà come prima. Ma il dopo dobbiamo sbrigarci a disegnarlo, altrimenti sarà tardi

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Siamo ai tempi del Covid e non finiranno prestissimo. Per questo è fondamentale guardare avanti e programmare ugualmente. Lo ha fatto la Camera di Commercio del Basso Lazio, con il presidente Giovanni Acampora che ha varato una Giunta operativa e rappresentativa di sette delle quattordici associazioni di categoria presenti in Consiglio.

L’organigramma non è ancora concluso perché manca la presidenza dell’Azienda speciale, ma anche in quel caso la ricetta è ormai delineata: competenza ed equilibrio. Un equilibrio a livello associativo ma pure territoriale, perché alla fine i territori di Frosinone e Latina sono sì complementari ma non hanno mai collaborato insieme in una esperienza di questo tipo.

Mauro Buschini con Francesco De Angelis incontrano Giovanni Acampora

L’ente camerale del Basso Lazio è l’ottavo in Italia, ha una forza “politica”e contrattuale che deve perfino imparare a conoscere, ma quello che è già chiaro a tutti è che peserà moltissimo in ogni tavolo di confronto: regionale e anche nazionale. Per questo motivo Acampora ha voluto una governance in grado di andare oltre gli schemi e oltre quelle logiche da derby che troppo spesso hanno caratterizzato i rapporti tra le due province.

Poi c’è stato l’incontro con il presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini e con Francesco De Angelis, che in questo momento è il numero del Consorzio Asi di Frosinone ma che si appresta a diventare il presidente del Consorzio industriale regionale unico. Anche in tal caso una dimensione che va oltre l’ambito provinciale, che si proietta in un contesto regionale.

In questa fase storica l’orizzonte non può essere diverso. E ha detto benissimo Miriam Diurni, neo presidente di Unindustria Frosinone: l’Alta Velocità è un’opportunità straordinaria che non può limitarsi al concetto di collegamento veloce con Roma, pure importantissimo.

Uno sviluppo ad Alta Velocità

Le fermate dell’Alta Velocità di Frosinone e Cassino collegano questa provincia con le grandi metropoli del nord e quindi con l’Europa. Già, i collegamenti. Rappresentano la vera chiave di volta per poter immaginare uno sviluppo futuro.

Foto © Stefan Wohlfahrt

Parliamoci chiaro: non è che prima del Covid la Ciociaria navigasse nell’oro e non avesse problemi di sorta. La crisi c’era già allora: quante fabbriche e quante aziende (soprattutto piccole e medie) hanno chiuso i battenti in questi anni? Così come l’inquinamento della Valle del Sacco, che blocca sul nascere nuovi possibili insediamenti industriali rappresenta un macigno da anni. Senza che mai si sia passati davvero alla fase operativa.

La pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio i sistemi sanitari ed economici di tutto il mondo. Ma quando si dice che nulla sarà mai più come prima bisogna esserne davvero convinti e consapevoli. E quindi attrezzarsi per tempo.

Nell’intervista a Ciociaria Oggi Miriam Diurni, presidente di Unindustria Frosinone, ha citato gli esempi delle eccellenze. Il chimico farmaceutico su tutti. Ma ce ne sono pure altre. A questo tipo di esempi occorre guardare per immaginare una “visione”, per porre le basi adesso della ripartenza che dovrà esserci nel prossimo futuro.

In questo quadro la politica fatica ad adeguarsi. Restano tutti concentrati sulle prossime elezioni, quelle comunali della primavera 2021. Ammesso che possano celebrarsi considerando il Coronavirus. Nessuno sembra porsi il problema che i collegi elettorali cambieranno per via del taglio dei 345 seggi parlamentari. E cambieranno nell’ambito di una strada obbligata: l’accorpamento.

Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Pure in tal caso l’ipotesi più probabile è quella di un collegio unico tra Frosinone e Latina. Potrebbero però esserci delle variabili: una parte del nord della provincia compresa in un collegio nel quale ricade un “pezzo” della provincia di Roma. Oppure il cassinate che potrebbe trovare spazio in un collegio dove magari ci sono pure Formia e Gaeta.

Comunque vada, la classe politica provinciale sarà chiamata a confrontarsi in un ambito più grande, più competitivo. E le posizioni di rendita che sono state garantite finora non potranno più esserlo. A nessun livello. Ci si preoccupa della possibilità di una candidatura parlamentare o regionale senza pensare che occorreranno delle risposte sul versante dell’Alta velocità, dei collegamento trasversali, delle competenze, delle eccellenze. E tutto questo contesto andrà necessariamente a svilupparsi nell’era del dopo Covid. Quando bisognerà pensare a ridisegnare perfino gli assetti sanitari. Come la Asl di Frosinone ha cominciato a fare per la verità.

Ecco che cosa significa sul serio la locuzione “nulla sarà più come prima”.

Il coraggio di poter cambiare la narrazione

Terapia intensiva di Frosinone

Ci sono in questo territorio tanti esempi di chi lotta quotidianamente. Per rimanere aperto, per pagare gli stipendi, per disegnare un futuro per i figli e perfino per i nipoti. Non è tollerabile quel clima di rassegnazione diffuso, come se non potesse e se non dovesse mai cambiare nulla se non in peggio. Non è così. Certamente non è facile.

Però il futuro va immaginato e programmato. Iniziando a cambiare anche la narrazione. Piangersi addosso non serve a nulla e non produce risultati. Evidente che lo tsunami della pandemia ha spazzato via un mondo e che senza un piano di rilancio serio da parte del Governo non si andrà lontano.

Ma intanto recuperiamo quella dimensione “glocal” che ha sempre rappresentato una forza: guardare cioè al mondo globale mantenendo salde le radici locali. Perché quelle sono la vera forza.

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