Perché è Zingaretti a blindare Letta

Il presidente della Regione Lazio difende il segretario del Pd dopo la sconfitta parlamentare sul ddl Zan. Facendo capire che non esiste un dualismo sul modello D’Alema-Veltroni. E il futuro del Governatore del Lazio è in Parlamento, ma adesso avrebbe poco senso.

Penso che Letta abbia assolutamente in mano la leadership di questo Partito, l’ha guidato alle amministrative e ha avuto il coraggio di rendere chiaro chi in questo Paese fa il furbo”. Firmato Nicola Zingaretti. In politica il tempismo è tutto e il presidente della Regione Lazio è un autentico fuoriclasse in materia.

Il Giornale di Augusto Minzolini (sempre informatissimo) ha scritto che la prima spallata non la darà sicuramente Zingaretti, il quale però potrebbe riprendersi il Partito. Soprattutto se dovesse decidere di candidarsi alle suppletive del collegio Roma Centro lasciato vacante dopo l’elezione in Campidoglio di Roberto Gualtieri. Ma Zingaretti subito ha fatto sentire la sua voce.

Gli uomini del passo indietro

Nicola Zingaretti ed Enrico Letta

Certamente la sconfitta parlamentare sul ddl Zan ha mostrato alcuni limiti di Enrico Letta, che però appena poche settimane fa è stato il trionfatore delle elezioni comunali. Ma soprattutto, perché Nicola Zingaretti dovrebbe candidarsi ad un seggio per circa dodici mesi di legislatura, mandando inevitabilmente la Regione alle urne in maniera anticipata? Non si capisce molto, ma non è soltanto questo il punto.

Semmai il ragionamento potrebbe essere un altro. Ci sono stati dei lunghi momenti nei quali il principale Partito della sinistra post Pci aveva un dualismo al proprio interno. Parliamo del Pds-Ds-Pd, parliamo di Massimo D’Alema e Walter Veltroni. Il fatto però è che tra Enrico Letta e Nicola Zingaretti non sono dei fautori del dualismo. Sono entrambi uomini che uniscono, che non hanno esitato a fare passi indietro quando lo hanno ritenuto opportuno.

Enrico Letta è stato anni in Francia dopo il siluramento da parte di Matteo Renzi, mentre Nicola Zingaretti si è dimesso da Segretario del Partito dopo aver stravinto le Regionali dell’autunno 2020. Non saranno mai in competizione, magari potrebbero avere dei ruoli complementari. Ma non è questo il momento.

Obiettivo, blindare Quirinale

Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica

Ora la priorità è rappresentata dall’elezione del presidente della Repubblica. Il voto segreto sul ddl Zan, come ha opportunamente sottolineato Pierluigi Bersani, fa emergere delle difficoltà che potrebbero palesarsi quando si voterà per il Colle.

I Democrat ne sono consapevoli. Verrà il momento in cui Nicola Zingaretti penserà al suo futuro in Parlamento. Ma lo farà d’intesa con Enrico Letta. Non contro.

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