Perché Forza Italia è insostituibile nel centrodestra. Anche in Ciociaria

Un anno fa il trionfo di Ciacciarelli, Abbruzzese e Ciccone al congresso provinciale, poi l’esodo. Ma Claudio Fazzone ha reagito e adesso alle prossime comunali si può pensare perfino a laboratori. Lega e Fratelli d’Italia mostrano i muscoli, ma non basta.

Un anno fa, giorno più giorno meno, Tommaso Ciccone veniva eletto coordinatore provinciale di Forza Italia. Nell’ambito di un congresso dominato dalla componente di Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli. Dopo che in tanti erano andati via: Nicola Ottaviani alla Lega, Antonello Iannarilli a Fratelli d’Italia. Un elenco lunghissimo.

Tommaso Ciccone

Poi però cambiò tutto in pochi mesi: i vincitori (Abbruzzese, Ciacciarelli e Ciccone) seguirono Giovanni Toti in Cambiamo. Un’avventura breve, almeno per quel che riguarda il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, nel frattempo salito sul Carroccio con la promessa della ricandidatura alle regionali in tasca. Mentre il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone si riprendeva il partito, nominava Gianluca Quadrini vicecoordinatore regionale. Poi, qualche mese fa, tre commissari: Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli.

Nonostante tutti questi cambiamenti, Forza Italia fatica a riprendersi la scena del centrodestra in Ciociaria. Non perché Lega e Fratelli d’Italia sono cresciuti e veleggiano nei sondaggi. Ma perché manca la determinazione di far “pesare” il ruolo del Partito ad ogni livello. Senza il sostegno di Forza Italia, per esempio, l’Amministrazione Ottaviani nel capoluogo non avrebbe la stessa connotazione. Il gruppo di Forza Italia alla Provincia è l’unico del centrodestra a fare opposizione vera ad Antonio Pompeo. In tanti altri Comuni i forzisti potrebbero in ogni caso rimarcare il loro ruolo.

I congressi servono a poco in questa fase, ma forse la convocazione degli stati generali “azzurri” in Ciociaria non sarebbe una cattiva idea. Anche per sottolineare in quella sede le strategie alle comunali e sull’intero territorio.

Antonio Tajani, Claudio Fazzone © Imagoeconomica, Rocco Pettini

L’intuizione di Silvio Berlusconi a livello nazionale resta giusta: Lega e Fratelli d’Italia possono prendere tanti voti, possono vincere, ma senza l’ala moderata (Forza Italia appunto) faticano a governare.

Sul piano locale è la stessa cosa. Anche perché la Lega è attraversata da diverse tensioni e fibrillazioni al proprio interno. Mentre Fratelli d’Italia mantiene una connotazione identitaria che chiude gli spazi perfino a chi si è avvicinato in tempi non sospetti. E’ il caso, per esempio, di Antonello Iannarilli e Alessia Savo.

Infine, e questo discorso vale soprattutto nei Comuni, Forza Italia può fare accordi sia con altre formazioni centriste (è il caso di Italia Viva) che il Pd. Un laboratorio potrebbe essere Pontecorvo. Lega e Fratelli d’Italia mostrano i muscoli, ma non basta. Forza Italia può contare su un peso specifico difficilmente sostituibile.

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