Perché i locali dovranno adeguarsi ai diktat dei big

Sergio Mattarella

Sul Governo Draghi si decideranno le alleanze del futuro. Deputati, senatori, consiglieri regionali de referenti politici dei partiti in provincia di Frosinone non avranno molti spazi di manovra. Però potranno dire la loro. E poi tutto cambierà. Nel Pd c’è chi (Pompeo) spera nel ribaltone.

Davvero mai come in questo momento le dinamiche nazionali influenzeranno quelle locali. Il sì o il no ad un eventuale Governo Draghi finirà con il cambiare (e di molto) anche gli assetti e le posizioni locali.

La Lega è il Partito di maggioranza relativa nei sondaggi e quindi avverte il peso di scelte che si riverbereranno sul Paese reale. Inoltre, un no secco al Capo dello Stato non si addice molto al profilo di un Partito che si candida a governare l’Italia per i prossimi anni. Il tweet di ieri sera di Matteo Salvini sull’articolo costituzionale che la sovranità appartiene al popolo ha rappresentato la risposta per la base. Adesso bisognerà vedere.

Matteo Salvini, Claudio Durigon, Francesco Zicchieri

Giancarlo Giorgetti potrebbe essere favorevole al sostegno ad un esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce. Certamente nella riunione della direzione nazionale diranno la loro anche Claudio Durigon (coordinatore regionale) e Francesco Zicchieri (responsabile nazionale del radicamento del Partito nel centrosud). Entrambi potrebbero essere favorevoli all’opzione Draghi. Come del resto il  senatore Gianfranco Rufa e la deputata Francesca Gerardi. E il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani.

In Forza Italia neppure a dirlo: deciderà Silvio Berlusconi. Ma è facile ipotizzare che sia il vicepresidente nazionale Antonio Tajani  che il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone possano vedere di buon occhio un Governo guidato da Supermario.

Giorgia Meloni ha subito posizionato Fratelli d’Italia sulla linea dell’opposizione, anche se responsabile e non barricadera. Su quella linea sarà posizionato il senatore Massimo Ruspandini

Allineati e coperti

Per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, il capo politico Vito Crimi ha detto che sarà no a Draghi. In realtà bisognerà attendere. Le varie anime pentastellate sono spaccate. Certamente i deputati Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri, come hanno sempre fatto, non si discosteranno da quella che sarà la linea di Luigi Di Maio.

Per quanto riguarda Italia Viva, sui territori non ha la stessa forza che Renzi ha in Parlamento. Ma sarà comunque complicato che il centrosinistra possa prescindere dal partito del Rottamatore. Ecco perché Valentina Calcagni e Germano Caperna hanno alzato tutte le antenne.

Blindatura per Zingaretti

Infine il Pd. In Ciociaria è già partita la blindatura di Nicola Zingaretti. Lo ha fatto Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico. Lo ha fatto di prima mattina pubblicando sulla sua bacheca Facebook un post che non lascia spazio a dubbi.

Scrive: «L’obiettivo del Partito Democratico è il bene comune di questo Paese, come già ribadito dal nostro Segretario Nicola Zingaretti. Lo è da sempre e lo sarà in futuro. Lo è oggi, dopo che alcune scelte irresponsabili hanno dato vita ad una crisi di Governo che in questo particolare momento storico non era assolutamente opportuna, perché del tutto dannosa per l’Italia. Siamo al fianco del presidente Mattarella, e raccogliamo il suo appello. Noi siamo pronti a confrontarci e siamo al servizio del nostro Paese e della nostra gente. Come sempre».

Con Francesco De Angelis si muoveranno per fare quadrato intorno al Segretario nazionale il provinciale Luca Fantini, il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini e il consigliere regionale Sara Battisti.

Diverso il discorso per Antonio Pompeo, leader locale di Base Riformista. Lui magari spera che gli ex renziani possano effettuare il ribaltone nel Partito.

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