Perché i Partiti non possono fallire a Frosinone

La Lega di Ottaviani punta alla leadership, il Pd di De Angelis al grande riscatto, Fratelli d’Italia di Ruspandini all’exploit e Forza Italia di Piacentini alla risalita. Ma si gioca tutto pure il Psi di Schietroma.

Questa volta i Partiti non possono sbagliare a Frosinone: nemmeno se alla fine il risultato del loro candidato sindaco sarà positivo. Perché a sospingere la coalizione saranno le liste. Nel 2017 la lista del Pd toccò il minimo storico dei consensi, nonostante l’exploit di Angelo Pizzutelli, solito recordman delle preferenze. Nel centrodestra Nicola Ottaviani puntò (a ragione) su una coalizione vasta e civica. Ma stavolta il quadro è cambiato e i Partiti dovranno fare bella figura. Nonostante le civiche ed il ruolo chiave che avranno. (Leggi qui Frosinone, la galassia delle liste civiche).

Le elezioni Comunali di Cassino due anni fa hanno rappresentato uno spartiacque. Hanno dimostrato in maniera lucida che a stabilire i rapporti di forza all’interno delle coalizioni sono i voti che ciascuna lista riesce ad ottenere; avere un blocco di Partito ampio e compatto equivale a possedere una guardia pretoriana che impedisce a chiunque anche solo il pensare che sia possibile prendere in ostaggio il sindaco.

La nuova conta di Nicola

Partiamo dalla Lega: Nicola Ottaviani, oltre che sindaco di Frosinone, è coordinatore provinciale del Carroccio. Impossibile per lui non allestire una squadra forte e competitiva, capace di fare “strike” di preferenze.

Al varco lo aspetteranno tutti nel Partito: i deputati Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Con loro c’è già stata una conta alle Provinciali dello scorso dicembre: Ciacciarelli ha stravinto portando il massimo dei voti al suo candidato Luca Zaccari; il candidato di Ottaviani è arrivato terzo ma è vero che partiva da un piccolo centro come Vicalvi.

Ad attendere al varco c’è pure il deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon. Perfino il Capitano Matteo Salvini. Perché Nicola Ottaviani si giocherà anche le carte per una eventuale candidatura alla Camera. Non può fallire la “missione capoluogo”. E men che meno nella lista della Lega.

La conta con i Fratelli

Massimo Ruspandini

Il senatore Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d’Italia, sta seriamente ragionando sulla possibilità di andare da solo nel capoluogo. Fuori dal centrodestra. Con Fabio Tagliaferri candidato sindaco. Ragione in più per mettere in campo una lista forte e agguerrita, capace in ogni caso di raggiungere un risultato ragguardevole.

Non solo nella prospettiva di una eventuale riunificazione del centrodestra al ballottaggio (al momento molto difficile), ma anche per far capire che Fratelli d’Italia ha una propria rappresentanza forte nel capoluogo.

Non rappresenterebbe un suicidio politico andare divisi al primo turno delle Comunali di Frosinone. Perché tutti gli indicatori dicono che anche questa volta sarà il turno di ballottaggio ad eleggere il sindaco. Ed il primo turno può svolgere allora il ruolo delle Primarie: vere, senza trucchi.

Le attese azzurre

Claudio Fazzone

Poi c’è Forza Italia: dopo il flop delle Provinciali gli “azzurri” hanno la necessità di battere un colpo a Frosinone. Nessuno dimentica che nei primi mesi dello scorso anno il senatore Claudio Fazzone rivendicò per il suo Partito la candidatura nel capoluogo. (Leggi qui «A Frosinone rivendicheremo la candidatura»).

Certamente Adriano Piacentini, presidente del consiglio comunale e tra i possibili candidati a sindaco, non starà a guardare. Ma avrà bisogno del sostegno dell’intero Partito, a cominciare dal senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. In teoria, FdI ha già avuto la sua quota ottenendo la candidatura a Ceccano e poi quella a Sora; la Partita potrebbe essere tra Lega e azzurri. A meno che pure loro non vogliano usare il primo turno come se fossero Primarie.

A Frosinone vorranno fare bella figura anche l’Udc di Angelo D’Ovidio e Coraggio Italia di Mario Abbruzzese. Si faranno sentire: su questo non c’è alcun dubbio.

I Dem e la lista

Nel centrosinistra si sta muovendo il leader maximo Francesco De Angelis. Questo vuol dire due cose. La prima è che il Partito dovrà allestire una lista fortissima e nessuno potrà tirarsi fuori, disimpegnarsi e nemmeno mettere il pilota automatico. La seconda è che con De Angelis in campo le “beghe” all’interno del circolo cittadino non potranno essere considerate neppure a livello di gossip.

A De Angelis l’esempio dato da Enzo Salera a Cassino è piaciuto molto: si è blindato grazie ad un gruppo infinito e compatto; vorrebbe la stessa cosa a Frosinone.

Infine il Psi di Gian Franco Schietroma: in questo momento è posizionato su un fronte diverso rispetto a quello del Partito Democratico. Bisognerà vedere quello che succederà nei prossimi mesi, ma comunque i Socialisti non potranno che mettere in campo una lista competitiva.

Ecco perché alle elezioni comunali di Frosinone nessuno potrà fallire.

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