Perché il centrodestra provinciale preferisce rinviare il vertice

A livello nazionale si aspettano le elezioni in Emilia Romagna e le decisioni sulla legge elettorale. Giorgia Meloni ha invitato gli alleati a fare le barricate contro il ritorno al proporzionale, al quale guarda invece Silvio Berlusconi. In Ciociaria i cambiamenti all'interno di Forza Italia modificano il quadro delle relazioni

Ci sarà un motivo se il vertice del centrodestra provinciale, annunciato innumerevoli volte, non si è ancora svolto. Intanto perché la situazione sta cambiando molto velocemente. Il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ha aderito alla Lega e quindi il peso politico di Cambiamo si è notevolmente ridotto in Ciociaria.

I leader del centrodestra nazionale

Sul piano nazionale anche il centrodestra aspetta di vedere come andranno a finire le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria (c’è anche la Calabria). Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, al Corriere della Sera ha anticipato quali saranno le sue prossime mosse se la coalizione dovesse espugnare la roccaforte “rossa” per antonomasia, cioè l’Emilia Romagna.

Intanto verrebbero chieste immediatamente le elezioni nazionali. Giorgia Meloni ha invitato tutto il centrodestra a fare le barricate contro l’ipotesi del ritorno ad un sistema elettorale proporzionale. Messaggio rivolto soprattutto a Forza Italia, perché Silvio Berlusconi non ha mai negato di guardare con interesse ed attenzione al proporzionale.

La Meloni ha anticipato che Fratelli d’Italia è pronta alla mobilitazione in piazza per scongiurare il via libera all’autorizzazione a procedere nei confronti del leader leghista Matteo Salvini sulla Gregoretti. A conferma di un asse d’acciaio tra Lega e Fratelli d’Italia. Questo è il quadro nazionale.

A livello locale le elezioni comunali della prossima primavera stanno registrando una diversa strategia: non un tavolo unitario ma un confronto a tappe. Francesca Gerardi sta coordinando il dibattito nel centrodestra incontrando a Roma il senatore Massimo Ruspandini (FdI) e sul territorio gli altri interlocutori.

Francesca Gerardi

Perché non una riunione unitaria? Fino alla settimana scorsa era impensabile riuscire a mettere intorno allo stesso tavolo Gianluca Quadrini (coordinatore regionale di Forza Italia) e Pasquale Ciacciarelli (Cambiamo): troppi conti in sospeso. Inoltre la situazione all’interno di Forza Italia è in rapida evoluzione.

C’è una novità di rilievo. La settimana scorsa il sub commissario provinciale Rossella Chiusaroli ha nominato il commissario cittadino del Partito a Sora, stravolgendo le strategie disegnate da Quadrini. Inoltre ha annunciato al sindaco Anselmo Rotondo l’intenzione di fare altrettanto su Pontecorvo. Scatenando la reazione del circolo cittadino che ha preteso una discussione e non una nomina calata dall’alto. Anche in questo caso è una linea diversa da quella seguita finora. (leggi qui Le tre mosse che rivoluzionano il centrodestra).

In un quadro del genere è più efficace il metodo Gerardi. E così a Ceccano è stato già definito tutto: candidato (Roberto Caligiore), coalizione e liste. A Pontecorvo, con il pretesto che è un Comune sotto i 15mila abitanti, si andrà verso una divisione del centrodestra su più liste civiche. A Sora (elezioni il 2021) se non ci sarà un tavolo provinciale il centrodestra andrà diviso.

Con tutte le variabili nazionali e locali che ci sono si preferisce che il centrodestra provinciale non si riunisca. Questa è la verità.

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