Perché il Pd non può che sostenere Mauro Vicano

Il centrosinistra si presenterà spaccato alle elezioni, con Psi, Cinque Stelle e Frosinone in Comune che balleranno da soli, ognuno per conto proprio. Davanti alla corazzata del centrodestra i Dem non possono che appoggiare Mauro Vicano. Provando ad arrivare al ballottaggio

Nel centrosinistra non ci sarà un candidato unico per le elezioni comunali di Frosinone. Il Partito Democratico ha come obiettivo un’alleanza a sostegno di Mauro Vicano che comprenda queste liste: Pd, Azione, Italia Viva, Demos e Verdi. Come partiti. Poi: le due liste civiche di Vicano e l’appoggio del Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli, della lista di Carlo Gagliardi e Carmine Tucci, della Piattaforma dei Luigi Vacana. Tenendo dentro il progetto sia l’ex sindaco Domenico Marzi che il presidente dell’ordine dei medici Fabrizio Cristofari.

Il Movimento Cinque Stelle andrà per conto suo, Frosinone in Comune (Stefano Pizzutelli) pure, il Psi anche. Come probabilmente Articolo Uno. L’ex sindaco Michele Marini è tornato ad indossare la tuta di palombaro e difficilmente darà indicazioni.

Le consultazioni di Fantini

Il Segretario provinciale del Pd Luca Fantini vuole coinvolgere gli organismi dirigenti, ma non sembrano esserci alternative a Vicano. Si spiega così il giro di consultazioni che ha annunciato ieri. Un giro quasi quirinalizio: il Segretario ascolterà gli ex sindaci, i consiglieri regionali, le figure di riferimento all’interno del Partito. E poi farà un passaggio al livello superiore, coinvolgendo ufficialmente il Segretario regionale Bruno Astorre, non ufficialmente il governatore Nicola Zingaretti. A cosa serve tutto questo giro?

Serve per mettere il Pd di fronte alle sue responsabilità. Una parte del Partito è apertamente contraria alla candidatura di quello che per anni è stato il suo Capogruppo, poi è stato Direttore generale della Asl e presidente della società pubblica Saf. Ci può stare. Ma a quel punto – e sta tutta qui la ragione della consultazione – chi dice no ha il dovere di proporre un’alternativa. Si può dire no ma non è sufficiente. Il ragionamento di Fantini è: si può contestare a Mauro Vicano di essere poco empatico, pratico al limite della ruvidezza, sordo alle sollecitazioni che non vengano dal suo interno come dimostrano i clamorosi scontri avuti nel passato. Ma a quel punto si deve anche dire ‘allora chi’.

Sta tutta qui la decisione di coinvolgere Bruno Astorre. Non sono consentiti né strappi né defezioni. Per Fantini il Pd deve decidere e dimostrare di avere la capacità della sintesi politica. E sostenerla democraticamente con le Primarie: strumento previsto nel suo Statuto.

L’Azione di Vicano

Lunedì l’incontro tra Mauro Vicano e Azione per verificare le convergenze programmatiche. Il percorso in realtà sembra segnato.

Italia Viva sta riflettendo. Il fatto che l’ex Dg dell’Asl sia sempre più distante dal Pd, lo avvicina alle forze renziane. Che potrebbero valutare se appoggiarlo, mettendo a disposizione un paio di candidati sui quali concentrare i voti.

La volta scorsa il centrosinistra arrivò sotto al 30%. Adesso, per sperare di arrivare al ballottaggio deve toccare almeno il 38%. Basteranno le liste provenienti dal centrodestra? Si tratta del punto più importante in questa fase perché Nicola Ottaviani non sta a guardare ed è impegnato a convincere chi lo ha sostenuto per dieci a restare esattamente dove è adesso.

L’importanza del quadro

Non conta tanto chi sarà il prossimo candidato sindaco, conta provare a tenere quanto più possibile il quadro, cercando si compensare eventuali voti in uscita con altrettanti entrata. La Lista Ottaviani sotto questo punto di vista sarà più strategica di quella dei partiti.

A poco più di quattro mesi dalle elezioni non si vedono novità in grado di cambiare il quadro. Da una parte ci sarà il centrodestra, che deve soltanto capire se Fratelli d’Italia starà in coalizione oppure no. Dall’altra il centrosinistra, che deve mettere in conto come Psi, Cinque Stelle e Frosinone in Comune faranno altri percorsi.

Quella di Mauro Vicano è la candidatura in campo. Si tratta di determinare le condizioni per arrivare al ballottaggio.

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