Perché il “ribaltone” della Polverini inguaia Tajani

Il numero due del partito ha detto che non se l’aspettava e questo per un leader politico non è il massimo. Inoltre in provincia di Frosinone in tantissimi sono andati via in questi anni senza che il vicepresidente “azzurro” provasse a far cambiare loro idea. Resa dei conti vicinissima, Forza Italia non può permettersi altre defezioni.

A proporla per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio fu Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale. Ma a farla eleggere ci pensò Silvio Berlusconi, imperatore del centrodestra e generale di Forza Italia. Sì perché alle Regionali del 2010 nella provincia di Roma vennero escluse le liste del Popolo delle Libertà. La candidata del centrosinistra era Emma Bonino e la partita si era complicata molto per il centrodestra. A quel punto Berlusconi decise di fare… Berlusconi. Appello agli elettori del Popolo delle Libertà di votare la lista civica della Polverini in provincia di Roma e campagna elettorale martellante, sul campo, con il Cavaliere sui palchi a salutare e in strada a stringere mani. Funzionò e la Polverini venne eletta.

Non è una sorpresa

Renata Polverini e Mario Abbruzzese (Foto: Daniele Scudieri / Imagoeconomica)

Il fatto che l’ex leader dell’Ugl abbia deciso ieri sera di votare la fiducia al Governo Conte e quindi di mettersi fuori da Forza Italia non può sorprendere né i diretti interessati né gli addetti ai lavori. (Leggi qui Polverini vota Si a Conte e lascia Forza Italia).

I malumori di Renata Polverini erano noti da tanto tempo. Il fatto che Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, abbia riunito immediatamente l’intero gruppo “azzurro” a Palazzo Madama per evitare altre sorprese, è indicativo. In questa partita tutti si stanno giocando tutto. Anche Forza Italia di Silvio Berlusconi. Perché se nel centrodestra ci saranno altri soccorsi “azzurri” a Conte, stavolta Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) se lo legheranno al dito. Con conseguenze sulle alleanze future e soprattutto sulle candidature. Qualunque sarà la legge elettorale.

Sorpresi da Polverini

Antonio Tajani con Mario Abbruzzese ed Antonello Iannarilli

Ma la cosa politicamente più sorprendente è stata la reazione di Antonio Tajani, numero due del Partito e capo operativo. Ha lasciato intendere di non aver immaginato una scelta del genere da parte di Renata Polverini. E questo non è il massimo per un leader politico.

Forse però il discorso è più ampio. Per limitarlo, per esempio, soltanto alla provincia di Frosinone, basta ricordare tutti i big che negli ultimi anni sono andati via da Forza Italia: Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli, Nicola Ottaviani, Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Magliocchetti. E poi tantissimi sindaci, consiglieri comunali, assessori. Senza che nessuno, men che meno Tajani, abbia provato a far cambiare loro idea.

Il declino di Forza Italia è avvenuto anche per queste scelte, naturalmente moltiplicate in tutta Italia. L’addio di Renata Polverini mette in difficoltà soprattutto Antonio Tajani.

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