Perché le provinciali possono spingere il Pd all’unità

Le regole sono cambiate e bisognerà guardare attentamente ai rapporti di forza nei Comuni. Il segretario Luca Fantini lo sta già facendo nell’ottica di una vera unità di intenti tra le correnti di De Angelis e Pompeo. Perché altrimenti i Democrat rischiano di perdere la supremazia tra gli amministratori.

Le regole sono cambiate. Prima era competenza del presidente della Provincia indicare la data delle elezioni. Ora invece la norma stabilisce che le consultazioni si tengano entro sessanta giorni dalle ultime Comunali. Per le Amministrative si voterà tra il 15 settembre e il 15 ottobre prossimi. Vuol dire che prima di Natale il voto ponderato stabilirà chi saranno i 12 consiglieri provinciali.

Poi a fine ottobre 2022 scadrà il mandato del presidente Antonio Pompeo. Ma le prime elezioni Comunali successive potrebbero tenersi tra aprile e giugno 2023. E quindi il prossimo presidente della Provincia sarà eletto nel pieno dell’estate di quell’anno. Una data lontanissima. Inoltre, per poter concorrere a presidente della Provincia un sindaco dovrà avere davanti più di 18 mesi di mandato.

Due ipotesi, tutte passano dai Comuni

Antonio Pompeo

Per il Partito Democratico non ci sono alternative quindi. Intanto alle elezioni in programma tra pochi mesi occorre decidere una volta per tutte se procedere con una lista unitaria (per dare un segnale di compattezza all’interno ed all’esterno) oppure con due liste (consentendo una conta tra i sindaci che fanno riferimento a Pensare Democratico di Francesco De Angelis e quelli che fanno riferimento a Volume di Antonio Pompeo).

Lo scopo, in entrambi i casi, resta lo stesso: continuare ad avere la maggioranza dei sindaci per dare continuità ai due mandati di Antonio Pompeo. Altrimenti sarà complicato.

Il segretario Luca Fantini sta già lavorando a questo tipo di prospettiva. Tenere tutti insieme ma anche piantare diverse bandierine. Mantenere il Comune di Alatri per esempio, dove c’è l’uscente Giuseppe Morini che non può candidarsi al terzo mandato. Ecco perché tutti gli sforzi vanno concentrati su Fabio Di Fabio. ‘Sforzi‘ perché ad Alatri c’è una sensibilità che avrebbe preferito un rinnovamento più netto di quello rappresentato da Di Fabio e soprattutto avrebbe preferito un nome più in sintonia con la componente Dem di maggioranza. Un segnale molto chiaro in questa direzione lo ha già dato il Segretario Provinciale: Luca Fantini è iscritto alla sezione di Alatri, fino alla fine ha mediato tra le posizioni, ha accettato il risultato ma ha imposto una designazione all’unanimità, affinché ci fosse un evidente segnale di compattezza.

Così come a Sora non intende rinunciare a provarci. Ha già ottenuto un primo risultato, ricostruendo l’unità interna. Luca Fantini ha ereditato una sezione in crisi, dove c’erano state le dimissioni di tutti i quadri; il lavoro dei commissari Stefania Martini ed Adamo Pantano ha riportato quella serenità che è alla base del confronto. Ad oggi, alle riunioni del gruppo dirigente per scegliere la linea per le Comunali hanno partecipato tutti, c’è stata una discussione ampia ed approfondita, le decisioni sono arrivate tutte senza la minima spaccatura.

Prove di unità

Fabio Di Fabio

Ma nei prossimi anni si voterà ovunque, da Frosinone a Ferentino, passando per Anagni e Fiuggi. Le elezioni provinciali (i consiglieri prima e il presidente dopo) rappresenteranno anche un test formidabile per capire se e come il Pd può continuare ad avere la maggioranza negli enti intermedi. Dalla Saf  a tutto il resto. (Leggi qui Gli 11 Comuni che fanno la differenza).

Luca Fantini è stato eletto per cercare di armonizzare il peso delle varie correnti del Pd. Sostanzialmente due però: Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti e Base Riformista di Antonio Pompeo. Il Pd ha a disposizione varie alternative. La prima prevede l’unità su liste e candidature (quella preferita dal Segretario). La seconda prevede liste divise per cercare di aggregare anche quel mondo civico che non è Dem ma ne sta ai margini.

I risultati ottenuti per ora ad Alatri (la designazione di Fabio Di Fabio all’unanimità) ed a Sora (la sostanziale riaggregazione di un quadro in frantumi) dicono che la via dell’unità porta ad un Pd più competitivo. Serviranno i risultati delle urne per certificarlo. Ma al momento un primo step è compiuto. E questo è un grande vantaggio per il segretario Luca Fantini.

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