Perché Matteo Renzi si sta smarcando da tutti

Scommette sul fatto che la Lega resterà al Governo, ma prende le distanze da Matteo Salvini su Quota 100. Ribadisce l’appartenenza al centrosinistra, ma profetizza la fine dei Cinque Stelle nel 2022 e non risparmia critiche al Pd. Sullo sfondo c’è la partita politica più importante degli ultimi sette anni: la presidenza della Repubblica. E l’ex Rottamatore non vedrebbe male Mario Draghi.

Quando parla Matteo Renzi bisogna prenderlo sul serio relativamente agli scenari politici del prossimo futuro. Dopo aver fatto da levatrice al Governo Conte bis, quello sostenuto da Pd e Cinque Stelle, poi lo ha affossato. Spianando la strada all’esecutivo Draghi. Nelle scorse settimane in molti erano pronti a scommettere che Renzi stesse lavorando ad un’intesa trasversale con la Lega e con il centrodestra. Oggi ribadisce la sua appartenenza al centrosinistra e continua a profetizzare la fine dei Cinque Stelle. Ma aggiunge un elemento: Mario Draghi sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica.

La novità più importante è la frase sulla necessità di superare Quota 100, la misura simbolo della Lega. Esattamente come il Reddito di Cittadinanza per i Cinque Stelle.

Matteo dixit

Sergio Mattarella e Matteo Renzi (Foto: Paolo Giandotti via Imagoeconomica)

E allora tornano alla mente le parole di Renzi a L’Aria che Tira, quando, intervistato da Myrta Merlino, ha detto: “La posizione di Salvini e della Meloni contro il green pass e anche di una parte della sinistra, di qualche filosofo, di qualche sindacalista per me è una posizione assurda cioè il passo ci sta riportando a vivere. La posizione di Salvini è politicamente folle, che Letta lo vuole fuori dal governo lo dice da un mese. Ma è un’ipotesi irrealistica perché il leader della Lega non uscirà mai dal governo, lui per primo ha paura ad uscire. Tutti all’inizio avevano un po’ la faccia così corrucciata ma adesso si stanno accorgendo che con Draghi le cose vanno meglio e quindi Salvini come Letta preferisce essere a favore di Draghi e meno male”.

E proseguendo: “Salvini e Meloni hanno un interesse comune a mandare Draghi al Quirinale? Potrebbe essere, non lo so mi sembra molto prematuro. Mancano ancora 5 mesi alla fine, è molto complicato, ci sono sempre sorprese. Però Draghi è adatto o no a fare il presidente della Repubblica? Secondo me sarebbe un bravissimo presidente della Repubblica come è stato un bravissimo presidente della Repubblica Sergio Mattarella”.

Infine: “I Cinque Stelle non arriveranno al 2023, esplodono prima. C’è la notte di San Lorenzo delle stelle cadenti. Dal punto di vista vero, fisico, reale è il 10 agosto. Ma dal punto di vista politico sarà il 2022 perché se Conte davvero avesse avuto la forza che racconta di avere, e basta vedere i sondaggi, si sarebbe candidato a Primavalle invece sono scappati da quel seggio”.

Il ruolo decisivo

Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica

Su Radio 24 concetto ribadito: “Essere contro il Green pass è una scelta assurda. La Lega ha delle dinamiche interne che non mi aspettavo e di cui non mi interessa un fico secco. Il governo va avanti, la Lega non esce dal governo nemmeno con le bombe a mano”.

Vero che il leader di Italia Viva non ha da tempo il 42% ottenuto con il Pd alle Europee del 2014. Vero che è accreditato del 2%. Vero pure che comincia a perdere qualche parlamentare. Ma in questa stagione politica la battaglia più importante sarà quella del Quirinale, destinata a cambiare gli assetti della politica italiana. Per gli effetti sul Governo, ma pure per le strategie della coalizione.

E Matteo Renzi in quella battaglia sarà decisivo. Su questo non ci sono dubbi. Perciò si sta smarcando da tutti.

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