Vertenza acqua, convocati i sindaci per la risoluzione

PIERFEDERICO PERNARELLA per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE

Ora c’è una data, anzi la data. Quella che potrebbe decretare la rottura definitiva con Acea, l’attuale gestore del servizio idrico. La Consulta d’ambito, riunitasi ieri, ha deciso di fissare per il 12 dicembre la Conferenza dei sindaci con all’ordine del giorno due punti: la determinazione delle tariffe per il periodo 2016-2019, ma soprattutto la proposta di risoluzione firmata da tredici sindaci. Sono i primi cittadini di Frosinone, Ceccano, Cassino, Sora, Boville Ernica, Piedimonte San Germano, Roccadarce, Villa Santa Lucia, Fiuggi, Ripi, Arnara, Pescosolido, Strangolagalli.

Per quanto i giochi possano essere ritenuti fatti, c’è chi ancora crede che ci sia un qualche margine per dialogo. Lo credono soprattutto le “colombe” della vertenza idrica, cioè gli amministratori che in questi mesi si sono fatti portavoce del dialogo con il gestore, primo fra tutti il presidente della Provincia e di Ato5 Frosinone, Antonio Pompeo. E in questa direzione sembra andare la decisione di una parte della Consulta d’ambito di convocare il gestore per l’inizio della prossima settimana.

L’appuntamento rappresenta anche un’occasione per incontrare Stefano Magini, il nuovo presidente operativo di Acea Ato5, eletto dal Cda nella seduta che si è svolta lo scorso 25 novembre. Magini, che già in passato aveva ricoperto la carica di amministratore delegato nella società di Frosinone, prende il posto di Paolo Saccani, il quale restacomunque nel Cda. Nello stesso consiglio da venerdì è entrato a far parte anche Paolo Carta, responsabile di gruppo per le attività di regolazione e che è delegato ai rapporti con l’Autorità d’Ambito di Frosinone.

L’incontro con il gestore, precisa una nota stampa del Provincia di Frosinone, è «finalizzato ad affrontare tutte le problematiche che il servizio idrico della provincia di Frosinone presenta al momento, senza tralasciare nemmeno l’aspetto legato al piano tariffario».

Al di là della risoluzione, dovrà essere comunque sciolto il nodo della tariffa per il triennio 2016-2019 e del conguaglio relativo al mancato adeguamento tariffario per gli anni 2014-2015. Lo scorso 17 novembre l’Autorità per l’energia, gas e servizi idrici ha diffidato l’Ambito territoriale ad adottare gli obblighi di legge in quanto la maggioranza della Conferenza dei sindaci, sia nella seduta di luglio e settembre, aveva deciso di non approvare alcun aumento.

Ad oggi l’Autorità ha ricevuto soltanto la proposta di Acea: aumento dell’8 per cento all’anno (quello minimo previsto dalla legge) pari al 34 per cento il prossimo quadriennio e un conguaglio di 77 milioni di euro da spalmare sulle bollette dal 2021 al 2027. La proposta della Sto (la segreteria tecnico operativa al servizio dei Comuni) è la seguente: aumento minimo della tariffa, e conguaglio da 35 milioni di euro, da recuperare sulle bollette dal 2021 al 2033. Quindi 42 milioni di euro in meno e 6 anni in più. Tale proposta però, come detto, è stata bocciata dalla Conferenza dei sindaci. Nella nota stampa della Provincia di Frosinone si fa presente anche nella proposta della Sto erano stati previsti «interventi per il miglioramento del servizio e clausole di salvaguardia per le fasce meno abbienti».

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