Brutto, confuso, senz’anima. I tifosi voltano le spalle al Frosinone (di A. Salines)

Foto © Mario Salati

Il Frosinone visto a Perugia è stato brutto, con poche idee e nemmeno molto chiare. La rabbia dei tifosi al momento del saluto finale: per la mancanza di mordente. Gli inizi lenti delle squadre di Nesta. E gli scenari impensabili se si dovesse perdere ancora

Alessandro Salines

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La difesa sballata, il centrocampo endemicamente fioco, l’attacco scomposto di gente molto sollecitata ad impaurirsi. E dove credevamo di andare?“. Gianni Brera, maestro di giornalismo, colui il quale riscrisse lo sport, commentò così la famigerata sconfitta dell’Italia contro la Corea del Nord ai Mondiali del 1966. Le proporzioni del ko del Frosinone a Perugia sono ovviamente diverse. Cinquantatrè anni fa gli azzurri furono eliminati dalla rassegna iridata subendo un’umiliazione storica. Per i canarini invece è soltanto un ko alla quinta giornata del campionato di serie B e in futuro chissà in quanti la ricorderanno. 

Peruigia – Frosinone Foto © Mario Salati

Ma la citazione di  Brera (il 9 settembre scorso si è celebrato il centenario della sua nascita) può andar bene per sintetizzare la debacle dei giallazzurri al “Renato Curi” nel primo turno infrasettimanale. Al netto dell’innegabile valore del Perugia (secondo posto ad 11), al Frosinone infatti non ha funzionato nulla. Difesa in perenne affanno, centrocampo piatto, attacco disarmato. Discutibili poi le scelte del tecnico Alessandro Nesta che in Umbria tornava da ex. Una serata nera. Forse la più nera della stagione.

Brutto e senz’anima

Il Frosinone forse ha toccato il fondo di un inizio di campionato sicuramente avaro di soddisfazioni. Quattro punti in cinque gare non valgono neppure come media-salvezza. E per una formazione partita per lottare ai vertici è uno score a dir poco modesto. Ancor di più se ci mettiamo i 9 gol incassati (seconda peggior difesa dopo la Juve Stabia) contro i 4 segnati. 

Perugia – Frosinone 3-1 © Mario Salati

Poche idee e sufficientemente confuse quelle mostrate a Perugia. Eppure i canarini erano passati in vantaggio in apertura grazie alla rete di Paganini ma non hanno saputo approfittarne. Il Grifo ha affondato gli artigli ed ha rovesciato il risultato grazie a due rigori ma ha creato tantissimo e meritato. La truppa di Nesta si è smarrita subito. Il gol dopo 2′ ha avuto l’effetto contrario. Gli attuali limiti tattici e soprattutto di personalità sono venuti fuori. E i biancorossi sono andati a nozze.

Un Frosinone senz’anima, sconclusionato e raffazzonato. Nesta ha tentato di correggere l’assetto in corsa (dal 4-3-2-1 al 3-5-2) ma senza ottenere nessun risultato. Anche il turnover non ha sortito gli effetti sperati anzi ha ulteriormente indebolito una formazione già fragile. 

Un’involuzione preoccupante

Dopo una buona Coppa Italia con due turni passati pur con avversarie di serie C (Carrarese e Monopoli), il Frosinone ha preso un brutta china. E salvo qualche sprazzo finora ha deluso nonostante le grandi aspettative della vigilia.

Tre sconfitte di cui due contro altrettante neo promosse. Una vittoria acciuffata in casa con l’Ascoli all’ultimo tuffo e un pari col Venezia. I canarini non hanno mostrato segnali di crescita e si sono infilati in un tunnel pericoloso. I nuovi ancora non hanno inciso mentre la vecchia guardia stenta ad imporsi tranne qualche eccezione (Paganini ad esempio). 

“Garra” ai minimi termini

Perugia-Frosinone 3-2 © Mario Salati

Anche al “Curi” i tifosi non hanno nascosto la loro delusione stavolta girando le spalle al saluto della squadra alla fine della partita. Un messaggio chiaro dopo la contestazione di venerdì scorso.

La sensazione è che i supporters imputino al gruppo la mancanza di quel furore agonistico fondamentale per ottenere certi risultati o quantomeno uscire dal campo a testa alta. E le parole dure di Paganini in zona mista suonano come una conferma: “Si poteva fare di più sotto il profilo del carattere e dell’agonismo. Dovevamo metterci più fame e voglia. Così facciamo molta fatica. Servivano maggiore aggressività e tigna. Gli episodi ancora una volta ci penalizzano ma i due rigori li abbiamo regalati noi“.    

Nesta e le partenze lente

Anche la stagione scorsa alla guida del Perugia l’allenatore romano era partito col freno a mano tirato. Dopo cinque gare aveva collezionato altrettanti punti: una vittoria e due pareggi. Poi Nesta era riuscito a trovare un po’ di continuità che gli avevano consentito di attestarsi nelle zone medio alte della classifica.

La speranza è che possa ripetersi facendo addirittura meglio considerando il valore della rosa e le attese riposte sulla compagine ciociara.

La classifica piange

Perugia-Frosinone 3-2 © Mario Salati

Il Frosinone è al 17° posto con quattro punti ed è in piena zona playout. Fa un certo effetto vedere i giallazzurri così in basso. Almeno in serie B si era abituati a ben altri piazzamenti. Ma la dura realtà dice questo e bisogna prenderne atto.

Certo dopo cinque giornate la classifica lascia il tempo che trova e soprattutto in serie B c’è sempre molta incertezza.  Basta una serie di risultati positivi per tornare in quota. Tuttavia guai a prendere sottogamba questo momento.

Per una squadra costruita e partita per vincere il campionato, ritrovarsi a lottare per la salvezza può diventare davvero complicato.

Urge tornare a fare punti. Sabato allo “Stirpe” col Cosenza non si può più sbagliare. In caso contrario si aprirebbero scenari finora impensabili.

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