Piacentini: «Prima vinciamo, poi festeggiamo. Troppa euforia è pericolosa»

Adriano Piacentini è il capogruppo di Forza Italia al Comune di Frosinone e un vero e proprio veterano. Il centrodestra si candida per un bis di Nicola Ottaviani che sarebbe storico, bis riuscito finora soltanto a Memmo Marzi.

 

Alessioporcu.it – Piacentini, ci credete?
Adriano Piacentini – “Leggendo l’interessante dibattito sul vostro Blog mi sono chiesto: ma un’Amministrazione Comunale oggi cosa può fare per cercare di migliorare la qualità della vita dei cittadini, considerando che poi la “mission” della politica è soltanto questa?
E’ vero: in Ciociaria la disoccupazione è altissima, la desertificazione industriale una realtà, la sanità ha mille problemi, i servizi arretrano, l’inquinamento ambientale aumenta. Ma cosa dovremmo fare? Rassegnarci? No. L’Ammministrazione Ottaviani ha lanciato un messaggio forte in questi anni: nonostante un Piano di rientro da 50 milioni di euro, non ci si rassegna e anzi si investe. Lo spirito è questo”.

 

Tra pochissimo si vota per le elezioni comunali di Frosinone. Il sindaco Nicola Ottaviani ha detto che vuole mantenere un profilo locale, evitando le manifestazioni con i big nazionali. Ma questo non rischia di isolare politicamente il capoluogo?

“Lo ha fatto per serietà. Parliamoci chiaro: tutti i sondaggi più accreditati concordano nel dire che il centrodestra, unito, è maggioranza nel Paese, che il Pd arretra e che i Cinque Stelle avanzano. Invitare i big nazionali non sarebbe un problema per la nostra parte politica. Il fatto è che parliamo delle elezioni ci un Comune. Guardi, noi abbiamo scelto di effettuare le primarie. Qualcuno ha detto che il risultato era annunciato, ma quel qualcuno (il Pd) le primarie non le ha fatte. Nicola Ottaviani le ha volute per ampliare la base di partecipazione, confronto e coinvolgimento. L’obiettivo è sempre quello di tenere la barra dritta sul contesto comunale. Non una mancanza di rispetto verso i leader nazionali”.

 

Nella vostra coalizione c’è grande euforia, in tanti pensano di vincere al primo turno. Anche lei?
“Assolutamente no. Intanto massimo rispetto per gli avversari. Le vittorie si conquistano sul campo e quello che si è fatto è una base di partenza, non di arrivo.

Faccio politica da tanto di quel tempo che so perfettamente che la produzione amministrativa è un “un atto dovuto” nei confronti dei cittadini. L’Amministrazione Ottaviani, però, di fatti ne ha prodotti: intanto evitando il dissesto e riuscendo ad essere ammessa ad un Piano di rientro decennale per pagare un debito di 50 milioni di euro lasciato in eredità da chi ci aveva preceduto. Non sto qui a parlare di grandi opere come il nuovo stadio, il Parco urbano, il progetto per lo Scalo, lo sblocco della situazione della Monti Lepini. Non sto qui neppure a ricordare le manifestazioni culturali di primo piano”.

 

Insisto: c’è troppa euforia?
“Completo il ragionamento. Sto qui, però, per mettere l’accento su quell’amministrazione quotidiana che è passata attraverso l’arredo urbano, la ripulitura delle mura della città, il funzionamento della macchina comunale, la razionalizzazione delle spese, il pagamento di milioni di debiti fuori bilancio che spuntano come funghi da un passato di “deregulation” totale. Sono qui per rivendicare con orgoglio che, in tempi di drastici tagli delle risorse ai Comuni, comunque sono state date risposte sul fronte dei servizi sociali e della sicurezza delle scuole. Poi le dinamiche elettorali seguono a volte percorsi insondabili, ma è giusto oggi rivendicare quanto è stato fatto.

Questa Amministrazione ha segnato un punto di svolta. Ma, detto questo, guai ad abbassare la guardia. Mi hanno insegnato a non dire gatto se non l’hai nel sacco. Fabrizio Cristofari e il centrosinistra la campagna elettorale la stanno facendo e noi non possiamo permetterci cali di concentrazione”.

 

Parliamo di programma futuro?
“Certamente molto c’è ancora da fare: credo che il Parco urbano nell’area del Campo Sportivo imponga alla classe dirigente politica di questo territorio una presa di coscienza forte: il capoluogo cambierà volto. E allora bisognerà pensare ad una mobilità diversa, che integri l’opportunità dell’impianto di risalita sia con il trasporto pubblico che con percorsi pedonali, soprattutto al centro storico. Ma anche nella parte bassa del capoluogo. Bisognerà pensare ad un inevitabile “collegamento virtuoso” tra il Parco e la Villa comunale. Bisognerà lavorare ad un Piano traffico e un Piano parcheggi degni di questo nome. Ma soprattutto sarà importante avviare la stagione dell’urbanistica: Frosinone è un capoluogo di provincia che deve tornare ad essere attrattivo, a recuperare residenti, a “convincere” i giovani a restare qui, ad immaginare in città il proprio futuro.

Possiamo farlo, vogliamo farlo e questa Amministrazione ha già gettato le basi per un riordino anche urbanistico della città.

C’è poi la questione dell’anello viario contestualizzato in un’ottica di città intercomunale.
Il punto è semplice: l’Amministrazione Ottaviani non ha solo dimostrato che si può fare. Lo ha fatto. E’ con questa convinzione che ci presentiamo in campagna elettorale, lontano dagli schemi politici tradizionali che alla fin fine si traducono sempre nel voto “contro”. Noi guardiamo avanti, consapevoli di essere all’altezza”.

 

Frosinone è tornata centrale nel panorama politico provinciale.
“Era ora. Il capoluogo merita un ruolo centrale, che in passato ha spaventato le classi dirigenti dei partiti. Ma adesso la musica è cambiata”.

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