Piacere, Antonio Pompeo: e ora alzo il Volume

Antonio Pompeo mette in mare la sua componente. E lancia la sfida a Pensare Democratico di De Angelis. Non sui numeri. La sfida è sulla sostanza

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Giura che non sia un’operazione politica e che tutto stia fuori dai Partiti. Non è così. Il leader di Base Riformista Antonio Pompeo questa mattina ha iniziato la costruzione della sua casa dentro al Partito Democratico. Si chiamerà Volume e sarà la sua personale area di riferimento. Aperta ai civici, a chi non sta nel Pd, soprattutto a chi ne è uscito o non si sente più rappresentato. Un po’ quello che, sull’altra sponda Dem, è Pensare Democratico: l’area di Francesco De Angelis.

E Base Riformista? Resta eccome: ma per poter scalare le prossime elezioni Regionali c’è bisogno di consenso, voti, campi larghi che vadano ben oltre il recinto del Pd. Soprattutto vadano in una direzione diversa da quella del Pd a trazione Pensare Democratico. (Leggi qui Quell’associazione di Pompeo che agita il Pd).

Non siamo come loro

Antonio Pompeo

Antonio Pompeo lo spiega con chiarezza in mattinata da una delle sale del Bassetto. È la prima conferenza stampa politica in presenza dopo mesi. Ma il mondo è cambiato e ora a dettare i tempi è il video, la diretta sulle piattaforme social.

Maglia nera che ricorda la serie Exchange di Armani, appena visibile intorno al collo il bordino dell’intimo bianco in cotone lasciato apparire con finta noncuranza: è il leit motiv della mattinata, tutto sembra informale, tutto sembra casuale, invece c’è nulla che non sia stato studiato e preparato. Le luci bilanciate, il roll up sulla destra con il logo colorato dell’associazione, la scritta che campeggia alla giusta distanza sulla parete per apparire nell’inquadratura.

Soprattutto è il messaggio ad essere studiato. È una diplomatica apertura di ostilità che ci accompagnerà fino alle Regionali del 2023: da qui al giorno del voto Volume sarà l’area nella quale Antonio Pompeo accoglierà tutti quelli che nel mondo Dem ed al suo esterno vorranno sostenerlo, fosse pure soltanto per stare contro Pensare Democratico.

In apparenza è tutto il contrario. «L’associazione è aperta a tutti coloro che vorranno condividere questo progetto. È un’Idea che nasce alcuni anni fa, con l’esperienza da Presidente della Provincia: il contatto con le amministrazioni, le associazioni, i cittadini comuni che hanno intenzione di fare ma non si riconoscono in nessun contenitore. Tutto questo ci ha fatto capire che occorreva un campo per dare a loro uno spazio di discussione e di crescita».

Ma il vero punto di forza è il non detto, ciò che è lasciato tra le righe: noi non siamo come loro. (Leggi qui Preavviso di rottura: Pompeo invia la notifica al Pd).

Plurali, concreti, oltre le ideologie: più Volume

Antonio Pompeo

Loro chi? Quelli ai quali Antonio Pompeo e la sua area si contrappongono nel Pd.

«Volume nasce per dare voce ai territori ed alle associazioni. È un’associazione aperta: lo dimostra il fatto che io oggi sia qui da solo per presentarla. Perché vogliamo che anche visivamente sia chiaro che non ci sono ancora presidenti, segretari, tesorieri. Nulla è stato già costruito, nulla verrà imposto: questa è un’associazione che vuole nascere dal basso e la costruiremo insieme». È la prima bordata su Pensare Democratico: accusata da sempre di essere settaria, voler imporre il suo pensiero a colpi di maggioranza.

Ma il meglio deve ancora arrivare. Ora ci sono i temi. «Noi vogliamo essere soprattutto concreti. Altri si appassionano ai dibattiti sulle ideologie. Le nostre ideologie? La lotta alla disoccupazione, la difesa dell’Ambiente, la crescita dell’industria nel rispetto dell’Ambiente, il ruolo dei Giovani nella società. Vogliamo confrontarci su temi concreti e non su ideologie».  È la seconda bordata.

La terza arriva quando Antonio Pompeo parla di pluralità: quella che ha sempre rimproverato al Pd provinciale di Frosinone d’avere dimenticato, nonostante i patti che hanno portato all’elezione unitaria di Luca Fantini come Segretario Provinciale.

Il ruolo degli amministratori

Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Non è un caso che a questo punto Antonio Pompeo citi l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Upi (Unione delle Province Italiane, di cui è presidente regionale). «Sono un esempio di pluralità. È grazie a questa loro capacità di essere plurali che sono riusciti a costruire un nuovo ruolo alle Province. Questa coralità non avviene da troppo tempo sul nostro territorio».

È questo il momento in cui Antonio Pompeo prova a mordere il polpaccio. «Noi abbiamo il dovere di creare idee: credo che questo territorio abbia bisogno di un azione politica. Io metto a disposizione la mia esperienza».

Gli domandano se si stia preparando alle Regionali. «Io vivo il momento: quando ero consigliere mi chiedevano se sarei diventato assessore. Quando ero assessore mi domandavano se sarei diventato sindaco. Da sindaco mi domandavano se sarei diventato presidente della Provincia. Ora mi domandano se andrò in Regione… Io dico che, bisogna lavorare per il territorio». Traduzione: si, ma non posso dirlo, porta sfiga.

Gli domandano della sua fissa che lo porta a mettere in evidenza il ruolo degli amministratori. Esce dal seminato, parla di pancia. «La pandemia ha messo in evidenza il ruolo degli amministratori: troppi nella politica nazionale temono il ruolo degli amministratori. Se non ci fossimo stati noi con la nostra capacità di parlare al territorio, durante la pandemia non ci sarebbe stata tutta la tenuta sociale che poi abbiamo avuto».

Pensare Democratico vuole soffocarvi? «La pluralità c’è anche in famiglia. La pluralità fornisce stimoli. Mettere in discussione, come talvolta facciamo noi, non significa essere contro: unitàa non significa dover stare in silenzio».

È una risposta all’apertura fatta nei giorni scorsi da Francesco De Angelis. Antonio Pompeo non vuole essere contro: ma vuole essere riconosciuto. E se non glielo daranno, quel riconoscimento se lo prende: a costo di… alzare il Volume.

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