Picano: “La crisi è l’ultimo inganno, siamo davvero alla canna del gas”.

La crisi rischia di essere un nuovo colpo al sistema industriale del Lazio. Ed in particolare della provincia di Frosinone che ne ospita la maggior parte. Picano (fDi) sollecita il ritorno immediato alle urne. E soluzioni industriali di lungo respiro

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Una maggioranza non c’è mai stata, noi lo abbiamo sempre detto, ed ora, nel momento meno adatto si apre una crisi che vuol dire solo una cosa: ritorno alle urneGabriele Picano, responsabile regionale del dipartimento Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia analizza così il momento politico italiano, sottolineando come ormai i Cinque Stelle abbiano gettato la maschera.

Conte parla di un Paese sul baratro, si agita, ma non riesce a capire che in quel baratro ce lo ha portato lui, con provvedimenti assurdi ed una totale mancanza di vedute“.

Un’assenza di visione che per Picano ha avuto una vittima privilegiata: il sistema produttivo italiano. Le aziende, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, sono state lasciate in balia degli eventi ed i risultati di questo abbandono si vedranno in autunno.

Sul gas non c’è più tempo

Gabriele Picano

Una delle preoccupazioni più grandi è quella che riguarda l’approvvigionamento di gas. I provvedimenti che possono essere presi in tempo di crisi, secondo Picano, lasciano il tempo che trovano. “Noi dobbiamo renderci conto di un fatto su tutti: negli ultimi dieci anni i signori che oggi sono in maggioranza nella guida del Paese hanno fatto nulla. L’Italia si è aggrappata al tubo del gas russo ed ora che non ci sarà più siamo destinati ad un inverno terribile“. Il riferimento del responsabile regionale crisi aziendali del Partito della Meloni è esplicito, riguarda il gasdotto “Nordstream”, ora chiuso per manutenzione, ma che difficilmente riaprirà vista l’alta tensione tra Russia e Occidente. (leggi qui: Il rischio del grande freddo dietro l’angolo).

La necessità ora è quella di provare a guardare oltre l’orizzonte della crisi e studiare soluzioni di lungo termine. “Stiamo finalmente per archiviare una pagina deludente della nostra nazione, come quella dei Cinque Stelle, un movimento politico che è nato con i “no” e con la stessa natura sta morendo” ha detto Picano.

Sulla sua scrivania ci sono almeno tre decine di fascicoli: uno per ogni crisi industriale sulla quale ha studiato la situazione. Per ciascuna ha raccolto cifre, ragioni della crisi, indicato collegamenti con le altre situazioni di emergenza industriale. “Si deve studiare adesso e senza indugi un piano che innanzitutto punti ad aumentare la nostra produzione di gas, mettendo in campo tutto il possibile per estrarre tutto quello che possiamo dalla nostra terra“.

Eppure la realtà è che anche in questo terreno, come riporta proprio Picano, l’Italia si è legata le mani da sola: “Esiste un provvedimento – afferma il politico cassinate – varato proprio dal Governo Draghi e proposto dai pentastellati, che ha limitato e non poco la possibilità di utilizzo dei nostri giacimenti. Questo è un dato di fatto che certifica ancora una volta come un autorevole Presidente del Consiglio conti davvero poco se sostenuto da una forza politica dannosa come i Cinque Stelle“.

Sfruttare ogni risorsa

Foto © Imagoeconomica

L’Italia, affidandosi a fornitori stranieri sta provando a diversificare l’offerta, la dipendenza dalla Russia scende ed aumenta quella dall’Algeria, una nazione che in ogni caso non fornisce troppe garanzie.

“Ok la diversificazione delle fonti – dice Picano – ma dobbiamo renderci conto che comunque dipendiamo da qualcuno. Quindi la strada può essere giusta a livello momentaneo, ma non in prospettiva. Ripeto, bisogna sfruttare tutte le risorse“.

Tra queste risorse ci sono anche quelle che noi evitiamo come la peste e che necessariamente devono essere messe al centro. Come i rifiuti e le sostanze di scarto animali e vegetali. Produrre energia dalle immondizie, o meglio dalla frazione umida, così come dal letame o dagli sfalci d’erba non è una soluzione risolutiva, ma un qualcosa in più, una freccia da aggiungere all’arco in una vera e propria battaglia per la sopravvivenza.

La provincia di Frosinone ha un numero elevatissimo di aziende energivore. Basti pensare ai comparti del cemento, del vetro, dell’acciaio e della ceramica. Voci che impattano sui costi di un asset centrale come l’Automotive. Qui servirebbero come il pane impianti a servizio delle fabbriche. Spediamo l’umido, i reflui delle aziende agricole e gli scarti vegetali arricchendo altri territori. Mentre qui gli imprenditori fanno i salti mortali per pagare le bollette“. 

Basta con le mancette

Foto Skittephoto

Secondo Picano è ora che chi guida Regione e Governo si metta davvero al servizio dell’Italia. “Se pensiamo al decreto aiuti ad esempio, è vergognoso. Al suo interno non c’è una sola misura a livello energetico, niente di strutturale. Insomma nessuna risposta al paese reale, a cittadini ed imprese“.

Il tutto al contrario, secondo Picano, delle mancette e dell’assistenzialismo a pioggia. Abbiamo sprecato tempo e risorse. Ci siamo concentrati su misure che si sono rivelate inutili ed anzi dannose. Il Reddito di Cittadinanza è una di queste. Un Governo ha il dovere di dare la possibilità agli imprenditori di creare lavoro e non a chi è a casa di rimanerci“.  

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