La sfida di Pigliacelli: «Fondiamo lo stesso le Camere di Commercio»

La fusione delle Camere di Commercio tra Frosinone e Latina non è tramontata. Entro lunedì la decisione: Pigliacelli potrebbe lanciare la sfida

Mercoledì, verso il tramonto. I giudici della Corte Costituzionale non hanno ancora fatto in tempo a rimettere nel guardaroba di Palazzo della Consulta la loro toga con il collare ed il medaglione d’oro della Repubblica Italiana. Ad Anagni Marcello Pigliacelli, presidente in prorogatio della Camera di Commercio di Frosinone prende al volo la sentenza che hanno appena pronunciato. E lancia la sua sfida: «Adesso che nessuna legge ci obbliga, noi dobbiamo avere il coraggio di fare in modo volontario la fusione delle Camere di Commercio di Frosinone e Latina».

 

L’INCONTRO DI ANAGNI

Lo dice a bassa voce a Giovanni Turriziani, suo successore alla guida degli industriali di Unindustria Frosinone. A due passi da loro c’è Giorgio Klinger il presidente degli industriali pontini. Poco più in là c’è il gotha dell’imprenditoria di tutto il Sud del Lazio.

Sono riuniti ad Anagni per l’incontro annuale. È l’occasione nella quale farsi gli auguri di buone feste, ma anche confrontarsi, fare il punto sulla situazione.

La Corte Costituzionale da poco ha pronunciato la sentenza 261. È quella che boccia un passaggio chiave della legge con cui il governo Renzi aveva disposto la trasformazione delle Camere di Commercio, disponeva il loro accorpamento, ne aumentava le competenze. (leggi qui Camere di Commercio, abbiamo scherzato: la fusione per ora salta)

In sala c’è più di qualcuno che ha tirato un sospiro di sollievo. La prima conseguenza di quella sentenza è che la fusione tra le Camere di Frosinone e Latina non si farà. Non ora, non subito, non con queste regole. Prima deve riunirsi la conferenza Stato – Regioni. Che non lo farà prima delle prossime elezioni. La fusione va per le lunghe. Anzi, per le lunghissime.

 

LATINA: ORA RINNOVO

Il presidente Giorgio Klinger prende atto. E dice a dire: «A questo punto ognuno si farà il rinnovo dei propri organismi dirigenti e poi si vedrà».

Frosinone e Latina proprio un anno fa avevano avviato l’iter per la Fusione. Poi avevano marcia indietro: Latina riteneva più corretto che la decisione venisse presa dal nuovo presidente con il nuovo Consiglio Camerale.

Le nove pagine di documento che erano già state messe a punto, definivano in pratica ogni cosa: sede legale a Latina, in Viale Umberto I, sede operativa a Frosinone, in viale Roma. Alle imprese localizzate nella circoscrizione territoriale di Frosinone veniva riconosciuto un peso pari al 45,4%, mentre quelle di Latina il 54,6%.

La nuova Camera di Commercio di Frosinone e Latina sarebbe stata tra le prime dieci in Italia per peso.

Con il rinvio della fusione come conseguenza della sentenza della Consulta, Giorgio Klinger chiede allora di tornare presto alla gestione ordinaria dell’Ente, eleggendo subito il nuovo presidente. Mettendo così fine al commissariamento che dura da aprile del 2016 quando il Consiglio Camerale di Latina ha revocato la sfiducia al presidente Enzo Zottola.

E la fusione? Il ragionamento del presidente degli industriali è coerente con lo stop deciso un anno fa: Prima torniamo alla amministrazione ordinaria e poi i nuovi organismi dirigenti, nel pieno dei loro poteri, potranno decidere ciò che riterranno migliore per il territorio.

 

PIGLIACELLI RILANCIA

Marcello Pigliacelli rilancia. Chi era a due passi da lui e da Giovanni Turriziani giura di averlo sentito dire «Giovà, la fusione o si fa adesso o non la facciamo nemmeno tra cento anni». Non c’è conferma se sia sua, o di un altro imprenditore, la frase «Bisogna cogliere l’attimo: se non guidiamo questo processo, il territorio rischia di rimanere ai tempi della Contea di Ceccano e del Ducato di Maenza».

Con certezza però è il presidente della Camera di Commercio di Frosinone ad avere detto: «Noi dobbiamo avere il coraggio di farla lo stesso la fusione. E farla su base volontaria, muovendoci all’interno dello schema che avevamo sottoscritto un anno fa».

Le consultazioni erano partite già nelle settimane scorse, all’interno delle associazioni. Per verificare se emergesse una figura condivisa da proporre alla guida del nuovo Ente Camerale. Nell’ambito di queste audizioni, il presidente di Unindustria Cassino Davide Papa, interpellato per la prima volta in maniera ufficiale, aveva risposto con un garbato ma fermo: «Non sono disponibile».

 

LA SFIDA

Il tema della fusione su base volontaria, in maniera non ufficiale, è nell’agenda di Unindustria Latina. E c’è chi giura che anche il presidente regionale di Unindustria Filippo Tortoriello abbia un appunto.

A rompere gli indugi però potrebbe essere Frosinone, Nella mattinata di lunedì, durante la prossima riunione della Camera di Commercio, è possibile che Marcello Pigliacelli ufficializzi con una dichiarazione la sua sfida. E faccia la proposta ufficiale a Latina di procedere comunque con la fusione, sulla base delle regole indicate dalla Legge e degli accordi sottoscritti nelle nove pagine di un anno fa.

Cosa ci guadagna? A chi glielo ha domandato, Pigliacelli ha sempre risposto ponendo a sua volta una domanda: «È meglio stare dentro la Camera di Commercio di Frosinone o nell’ottava Camera di Commercio in Italia?»

 

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