Pigliati nà pasticca: Catalent si compra lo stabilimento Bristol di Anagni

Il colosso statunitense Catalent ha concluso un accordo per l'acquisto dell'impianto farmaceutico di Anagni da Bristol Myers Squibb. Confermati tutti i posti di lavoro. Il piano per portare nuovi clienti. Tutti i numeri.

Una forza lavoro composta da 11mila dipendenti, un centro ricerche con 1800 scienziati, una capacità produttiva superiore ai 70 miliardi di dosi all’anno per quasi 7.000 prodotti, oltre 2,5 miliardi di dollari di entrate annuali nell’anno fiscale 2018: il migliore partner possibile ha chiesto di acquisire lo stabilimento Bristol-Myers Squibb di Anagni. Il partner si chiama Catalent Inc. ed è un colosso farmaceutico che sta nel Somerset nello stato del New Jersey. Catalent è il principale fornitore globale di tecnologie avanzate di consegna, soluzioni di sviluppo e produzione per farmaci, prodotti biologici, terapie geniche e prodotti per la salute. Soprattutto è un gruppo che ha una visione ed una prospettiva industriale.

L’annuncio simultaneo

L’annuncio è stato dato in simultanea dalla sede centrale di Bristol-Myers Squibb Italia, da Catalent Inc e da Unindustria Frosinone.

Bristol-Myers Squibb ha concluso un accordo per la cessione a Catalent del suo impianto di produzione e confezionamento di prodotti solidi orali, biologici e sterili situato ad Anagni.

Le società prevedono di completare la transazione entro la fine del 2019: il tempo necessario per ottenere le approvazioni dell’Antitrust in merito alla concentrazione ed ai rischi di monopolio; ultimare la procedura di informazione e consultazione con i sindacati; soddisfare alcune altre condizioni di chiusura fissate nel pre contratto.

Nessuna indicazione sui termini economici dell’accordo. Che lascia soddisfatte tutte le parti: il venditore BSM, che aveva deciso di vendere per concentrarsi su un nuovo tipo di farmaci negli Usa; l’acquirente CTLT Inc, che sta sviluppando la produzione di nuovi farmaci genici; i sindacati che vedono la Bristol passare nelle mani di un acquirente che conferma tutti i posti di lavoro.

Lou Schmukler, presidente di Bristol-Myers Squibb, sintetizza tutto dicendo: «Questo segna un passo importante nell’evoluzione in corso della nostra rete di produzione per sostenere l’innovativo portafoglio prodotti dell’azienda».

Il progetto Catalent

Catalent ha indicato che intende «portare nuovi clienti potenziali sul sito di Anagni: sia per la produzione di prodotti biologici che per la produzione e l’imballaggio orale a dosi solide».

L’acquisizione arriva subito dopo un’altra operazione appena conclusa da Catalent: l’acquisizione, per 1,2 miliardi di dollari, della Paragon Bioservices: un partner di sviluppo e produzione di vettori virali per le terapie geniche.

Lo stabilimento Bristol-Myers Squibb di Anagni è l’impianto ideale per ampliare questo genere di produzione. Nato con il progetto di sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, è stato innaugurato nel 1966 e occupa circa 19.300 metri quadri su un’area di 34 ettari. Produce e confeziona farmaci cardiovascolari, neurolettici, antitumorali, metabolici e antinfiammatori. Inoltre, antibiotici non a base di penicillina, antivirali, analgesici iniettabili e biologici. Serve 71 Paesi e produce 58 milioni di confezioni all’anno, con 700 dipendenti altamente specializzati. 

Soprattutto, nel corso degli anni lo stabilimento di Anagni è stato una delle principali strutture di lancio di nuovi medicinali di Bristol-Myers Squibb contro gravi malattie come il cancro e le malattie cardiovascolari. Al termine dell’operazione, prevista per la fine del 2019, Catalent continuerà a produrre l’attuale portafoglio prodotti di Bristol-Myers Squibb presso il sito.

Rafforzando la propria rete globale con lo stabilimento di Anagni, Catalent porterà potenziali nuovi clienti al sito. In particolare, Anagni fornirà ai clienti biologici di Catalent l’accesso a un avanzato riempimento / finitura di prodotti farmaceutici sterili. Inoltre, Anagni andrà ad integrarsi con la rete e capacità di imballaggio in Europa di Catalent, aumentando le potenzialità oggi garantite attraverso gli impianti del gruppo esistenti in Belgio e nel Nord America.

Ad oggi cataletti conta 30 sedi produttive in Europa, Nord America, Asia, America Latina.

Garanzie per i dipendenti

Al tavolo organizzato da Unindustria per presentare l’accordo erano presenti il direttore generale di Bristol Myers Squibb Anagni Barbara Sambuco, il direttore delle Risorse Umane Davide Boccacci, il responsabile delle Relazioni Sindacali Veronica Vita.

Per i sindacati c’erano le segreterie territoriali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiletec Uil, rappresentate rispettivamente da Antonella Valeriani, Sandro Chairlitti, Mauro Piscitelli.

I sindacati hanno chiesto garanzie sui posti di lavoro e sugli investimenti. L’azienda ha confermato che per ora si continuerà a produrre i farmaci Bristol Myers Squibb e quindi non ci sono rischi per gli attuali livelli di occupazione. E poi si lavorerà per valorizzare il sito, inserendolo nella rete Catalent puntando sui nuovi clienti.

E Bristol?

Bristol-Myers Squibb ha dichiarato che manterrà una presenza strategica in Italia attraverso lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi farmaci.

Allora perché ha venduto? Una diversa scelta strategica. Catalent è solida e radicata nel presente, BSM ha fatto una scommessa orientata sul futuro, con una diversa generazione di farmaci: capaci di prevenire le malattie nei pazienti che potenzialmente potrebbero svilupparle. (leggi qui Bristol-Myers Squibb: ecco cosa c’è dietro alla vendita).

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