Pirozzi lucida lo scarpone per non perdere il… Giro. E Ottaviani…

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Pirozzi lucida lo scarpone per non perdere... il Giro. E Ottaviani cerca un pertugio. Candidarsi alla guida della Regione Lazio? Possibile, ma il sindaco dovrebbe rinunciare all'attuale incarico

Nicola Ottaviani ha una sola possibilità per candidarsi alla presidenza della Regione Lazio: dimettersi da sindaco di Frosinone, carica alla quale è stato riconfermato a furor di popolo (56%) l’11 giugno scorso. Al primo turno. Dovrebbe nominare un vicesindaco destinato a succedergli per qualche mese, per poi tornare alle elezioni in primavera. Potrebbe lasciare nel ruolo Fabio Tagliaferri (Polo Civico) oppure indicare uno tra Riccardo Mastrangeli (tecnico), Danilo Magliocchetti (Forza Italia), Adriano Piacentini (Forza Italia). Oppure potrebbe nominare suo vice Alessandra Mandarelli (Forza Italia).

 

Complicato ma non impossibile. Nicola Ottaviani però ha già detto almeno 178 volte che vuole rimanere a fare il sindaco per l’intero mandato. Evidentemente in Forza Italia non gli credono. Forse qualcuno lo vede come anti-Pirozzi. Oppure come candidato alla vicepresidenza della Regione Lazio in ticket con Pirozzi. Chissà, magari in questa veste potrebbe essere della partita senza la necessità di svestire la fascia tricolore. Ma Ottaviani ha sul suo comodino il libro “La solitudine dei numeri primi”. Fare il secondo gli provoca un’allergia incurabile.

 

E Sergio Pirozzi? Il Foglio ha sentito Francesco Giro, uno dei principali leader di Forza Italia nel Lazio. Il quale, alla domanda sull’assenza di Forza Italia alla presentazione del libro del sindaco di Amatrice, ha risposto così: “Era un fatto privato”.  AggiungendO: “L’area ex An ha espresso nella seconda repubblica tra Roma e regione Lazio sette candidature, Forza Italia una, è normale che oggi pretendiamo di avere un diritto di prelazione. Se Pirozzi si autocandida, Forza Italia dice di no, e il centrodestra diviso non sarà colpa nostra. Anche dopo aver vinto, bisogna anche poter governare. E io vorrei ricordare a tutti com’è andata con la Polverini”.

 

Eppure qualcuno dentro Forza Italia dice che il benestare di Silvio Berlusconi stia per arrivare: Pirozzi in Regione, con una lista personale (“Lo scarpone”) da proporre poi anche nella coalizione da presentare alle politiche, per racimolare qualche percentuale in più. Questo il pensiero di Francesco Giro sul punto: “Pirozzi d’Amatrice, decisivo per le elezioni nazionali? Onestamente mi pare fantapolitica”.

 

Fatto sta che, dopo aver incassato il via libera con carta bianca che più bianca non si può da Francesco Storace e Gianni Alemanno, adesso Pirozzi viene tenuto nella massima considerazione da Matteo Salvini, leader della Lega senza più… Nord. Lega e basta. Salvini guarda a Pirozzi come possibile coordinatore politico del movimento Noi con Salvini in tutto il Centro Italia.

 

Ma oltre alla freddezza di Forza Italia, ci sono i dubbi di Giorgia Meloni,leader di Fratelli d’Italia, sull’ipotesi di Pirozzi candidato alla presidenza della Regione Lazio. Dopo la sconfitta strategica alle comunali di Roma, la Meloni non vuole lasciare ulteriore spazio a Salvini nel Lazio.

 

In Forza Italia il nome di Luisa Todini continua a circolare. Potrebbe essere lei l’alternativa alla candidatura di Sergio Pirozzi. Con la Todini potrebbe esserci un ruolo importante di Nicola Ottaviani: non tanto come vice ma magari come regista politico dell’operazione.
Nel frattempo però il centrodestra resta diviso. Il che non dispiace a Nicola Zingaretti, il quale non si perde neppure una comparsata di Sergio Pirozzi.

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