Più italiani e meno stranieri: il Frosinone ha cambiato strategia

Le difficoltà di ambientamento di molti calciatori provenienti dall’estero hanno indotto la società a puntare maggiormente sui giocatori nostrani. E così sono arrivati i vari Lucioni, Turati, Moro, Ciervo, Monterisi e Caso. Ceduti invece ben 7 elementi arrivati da oltre confine. In Serie B comunque sono in leggero aumento gli atleti sbarcati da fuori Italia

Alessandro Salines

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Il “campionato degli italiani”, il Frosinone degli italiani. Il club giallazzurro sempre più autarchico in linea con l’ormai famoso slogan che accompagna la Serie B. Al netto di quanto potrà ancora accadere sul mercato, il numero degli stranieri a disposizione di Fabio Grosso è diminuito di oltre la metà rispetto alla scorsa stagione. Erano 15, ora sono 6.

Il Frosinone è tra le società più italiane dell’intero torneo e ha puntato su una serie di giocatori nostrani: dall’esperto Lucioni ai giovani Turati, Moro, Ciervo, Monterisi e Caso. Mentre sono stati ceduti ben 7 calciatori stranieri (da Bozic a Novakovich, passando per i vari Klitten, Koblar, Kremenovic, Charpentier e Barisic).

Una scelta precisa

Il danese Klitten, arrivato la scorsa stagione, è stato ceduto senza aver neppure debuttato

Non sembra casuale la decisione di orientarsi maggiormente sul mercato italiano. Quasi un cambio di rotta rispetto alla stagione scorsa quando soprattutto ad inizio mercato sono arrivati diversi stranieri.

Molto probabilmente la società si è resa conto delle loro difficoltà di ambientamento, a partire dalla lingua. Alcuni elementi infatti non hanno neppure esordito o hanno racimolato soltanto qualche minuto. Altri a gennaio sono stati ceduti in prestito. Quindi la scelta di cambiare strategia e dare spazio ai giovani italiani con la speranza di valorizzarli come è successo con Zerbin e Gatti.

Certo la dirigenza non abbandonerà totalmente il mercato straniero e l’arrivo per la Primavera del difensore ceco Macej è l’esempio.

La legione straniera

Lo svedese Rohden al quarto campionato col Frosinone

Più che una legione è una pattuglia. Due giocatori per reparto. In difesa uno dei punti fermi è il polacco Szyminski che si appresta ad affrontare il quarto campionato in maglia giallazzurra (75 presenze e 2 reti). Il centrale ha rinnovato fino al 2025 e nell’ideale undici farà coppia con Lucioni.

Nel pacchetto arretrato figura poi il terzino destro Oyono, gabonese nato in Francia. Arrivato la stagione scorsa, non ha avuto tanto spazio. Tuttavia Grosso e la società sono pronti a scommettere sulle qualità dell’esterno africano.

A centrocampo lo svedese Rohden al quarto campionato in maglia giallazzurra e fresco di rinnovo fino al 2023. E’ uno degli elementi più esperti anche se è reduce da una stagione tormentata dagli infortuni. Ma un Rohden tirato a lucido rappresenta un valore aggiunto. In mezzo al campo il croato Lulic, una mezzala dotata di ottima tecnica e di spiccato senso tattico. E’ reduce da un buon campionato con qualche battuta a vuoto. Ci si aspetta un’ulteriore crescita.

Il maltese Satariano

In attacco sono da registrare i rientri dai prestiti del polacco Parzyszek e del maltese Satariano. Non è scontato che rimangano anche se la partenza di Novakovich ha lasciato una casella vuota. Parzyszek è un attaccante possente, il classico centravanti da area di rigore che in talune circostante potrebbe far comodo. Prima del prestito al Pogon ha disputato 28 gare in giallazzurro con 5 reti. Discorso diverso per Satariano, giovane attaccante (tornato dalla Pergolettese) che deve dimostrare tutto il suo valore.

In attesa di Kujabi

Il gambiano Kujabi

Ad onor del vero gli stranieri del Frosinone sarebbero 7 con il centrocampista gambiano Kujabi, proveniente dalla Torres che però ancora non è tesserato in quanto sta aspettando la cittadinanza italiana. E’ un giovane di 22 anni sul quale Angelozzi è pronto a scommettere.

Inoltre in rosa ci sono 3 elementi con doppio passaporto ma si tratta di ragazzi nati e cresciuti in Italia. Il riferimento è al difensore Kalaj (ha origini albanesi) ed ai centrocampisti Haoudi (italo-marocchino) e Boloca (italo-rumeno).

Il mappamondo della Serie B

Il rumeno Man, uno degli stranieri del Parma (Foto: Mario Salati / Alessioporcu.it)

Attualmente sono 184 i giocatori stranieri impegnati nel campionato cadetto. Pari al 31.5% del totale (584). Ma col mercato aperto fino al 1 settembre ci saranno sicuramente delle variazioni.

Rispetto al campionato passato c’è un leggero aumento: erano 182 sui 592 totali. Ovvero il 30,7%. Nel 2020-2021 i calciatori provenienti dall’estero invece rappresentavano il 27,2%, l’anno prima il 26,2, nel 2018-2019 il 24,8, nel 2017-2018 il 23,9 e nel 2016-2017 il 23,1. La presenza stranieri insomma è in crescita e quindi il Frosinone va in controtendenza.

L’organico più internazionale è quello del Parma con 25 stranieri. Poi Venezia (22) e Genoa (20). E non è un caso che siano società con proprietà americane. Le neopromosse invece sono i club con meno stranieri: Modena e Sudtirol con 2, Palermo con 3 e Bari con 4. Ed infine è estero (l’uruguaiano Nandez del Cagliari) il giocatore con la valutazione di mercato più alta (13 milioni di euro).  

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