Politiche, Regionali e Congresso: il ballo più lungo del Pd

Tra dodici mesi all’orizzonte ci saranno le elezioni politiche ma pure quelle regionali. E il 17 marzo 2023 scade il mandato di Enrico Letta come segretario. Per un motivo semplice: il periodo inizia a decorrere dal 17 marzo 2019, quando vinse Nicola Zingaretti. Strategie, intrecci e colpi bassi.

Un anno in politica passa presto, soprattutto di questi tempi. E tra un anno saranno all’orizzonte tre appuntamenti in grado di cambiare molto nel panorama politico nazionale e regionale. Nel 2023 si voterà per le politiche e anche per le regionali del Lazio. Il 17 marzo 2023 scade il mandato di Enrico Letta come segretario del Pd, perché è legato all’arco temporale definito dalla vittoria congressuale di Nicola Zingaretti, avvenuta il 17 marzo 2019.

Dunque nei prossimi dodici mesi, una volta archiviata la questione della presidenza della Repubblica, bisognerà correre per capire chi potrà essere candidato alla Camera e al Senato e chi aspirare alla guida del Pd.

Aspirante Governatore cercasi

Nicola Zingaretti e Dario Franceschini

Nicola Zingaretti è l’unico presidente della Regione Lazio rieletto. Mai nessuno c’era riuscito prima. Non sarà semplice individuare il prossimo candidato a Governatore per il centrosinistra e per i Democrat in particolare. Si parla di primarie de di sfida annunciata tra Alessio D’Amato e Daniele Leodori. Ma ci sono pure altri nomi, a cominciare da quello di Enrico Gasbarra. (Leggi qui Il dopo Zingaretti si decide con le Primarie).

Zingaretti è destinato ad un seggio parlamentare e ad un ruolo di Governo se il Pd riuscirà a vincere le elezioni. Non si schiererà a favore di un candidato alla presidenza del Lazio. Non è nello stile dell’uomo e neppure nelle corde del politico. Non sarà semplice trovare una sintesi tra le correnti laziali e romane del Partito ed è per questo che probabilmente le primarie possono rappresentare la soluzione migliore.

Un Segretario ed una linea per il Pd

Enrico Letta (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Poi c’è il congresso nazionale. E qui bisogna ricordare cosa è successo. Perché nel 2019 il vincitore del congresso è stato Nicola Zingaretti. Il quale a marzo del 2021 si è dimesso da segretario “contro” lo strapotere e il cicaleccio delle correnti. Enrico Letta è stato individuato come reggente e traghettatore ma non ha la legittimazione congressuale.

Nelle ultime settimane si sta discutendo molto di un possibile rientro nel Pd di Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, ma il tema non è all’ordine del giorno. Enrico Letta ha stoppato certe interpretazioni per lanciare messaggi rassicuranti agli ex renziani rimasti nel Pd.

Poi ci sono le date. In teoria le elezioni politiche e regionali dovrebbero tenersi ai primi di marzo 2023. Il congresso del Pd non prima del 17 marzo. Quindi dopo. Ma nei Dem la domanda che circola è già una sola: chi decide le liste? Una segreteria in scadenza di mandato? Un accordo tra le correnti?

Un tema che Nicola Zingaretti sta già studiando, perché alla fine nessuno può dimenticare che l’ultimo vincitore di un congresso è stato lui.

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