La strategia di Pizzutelli dietro alla nomina di Debora Patrizi

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Cosa c'è dietro alla nomina di Debora Patrizi a commissario cittadino del Polo Civico di Frosinone. La strategia di Gianfranco Pizzutelli. Le mire di espansione. E sul Comune di Frosinone

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Con la designazione di Debora Patrizi alla carica di Commissario cittadino del Polo Civico di Frosinone, il fondatore del movimento politico che è il socio di maggioranza nell’amministrazione comunale di Frosinone Gianfranco Pizzutelli, manda un segnale preciso alla politica, ai partiti tradizionali, agli scontati che si agitano al loro interno.

La premessa: il Polo Civico è un movimento nato dal basso, trasversale ai Partiti ed alternativo ai loro schemi; può vantare il gruppo più numeroso nel Consiglio guidato dall’unico sindaco della Lega in provincia di Frosinone ed unico sindaco leghista di capoluogo del Lazio. Inoltre ha consiglieri un altri Comuni della Provincia e grazie a questo radicamento ha eletto un suo consigliere in Provincia facendosi ospitare nella lista della Lega. Che di consiglieri non ne ha eletti.

Gianfranco Pizzutelli ha avviato la transizione che porterà Polo Civico a strutturarsi come un Partito tradizionale: con una classe dirigente eletta in un Congresso, nel quale si discuterà e alla fine ci si conterà, individuando una sintesi in maniera democratica.

È esattamente quello che è venuto a mancare ai Partiti tradizionali, condannandoli all’inconsistenza. Perché se non c’è il coinvolgimento dei cittadini e non c’è la loro partecipazione, nemmeno c’è Partito. Se n’è accorto Nicola Zingaretti che in occasione del Congresso con cui è diventato Segretario è andato a cercarseli piazza per piazza tutti i cittadini. E se li è riportati a casa.

Il Movimento 5 Stelle è diventato il primo Partito in Italia perché ha sostituito le Sezioni con i MeetUp: cambia la forma, la sostanza del coinvolgimento è la stessa. Quanto poi sia attendibile il conteggio fatto on line, senza un terzo indipendente che conti i voti, è altra materia e soprattutto faccenda interna ai pentastellati.

Polo Civico si rivolge ad un elettorato ed una classe politica che da sempre reclama la fine dei cerchi magici ed un Partito strutturato sulla base del consenso e del merito che ognuno riesce ad esprimere. È esattamente quello che Gianfranco Pizzutelli sta proponendo ora a quell’elettorato, cercando di fare massa critica in vista delle prossime elezioni.

Una cosa deve essere chiara: il fondatore del Polo Civico non è rimasto troppo tempo sotto al sole e non ha alcuna ambizione di eleggere né un premier, né formare un governo. La mossa è molto più concreta e realizzabile: il suo Partito è limitato ad una dimensione interprovinciale. Per ora è a Frosinone e Latina, l’obiettivo è tutto il Lazio. Così, come ha eletto il consigliere provinciale (e la Lega no), ora si prepara ad assaltare le elezioni Regionali, strutturandosi e dimostrando ai portatori di voti che sono scontenti di Forza Italia, delusi dall’esperienza fatta nella Lega, insoddisfatti di Fratelli d’Italia, che c’è un’alternativa in cui si viene pesati e si cresce in base al consenso che si porta.

La nomina di Debora Patrizi è il primo passo. La scelta del suo nome non è causale ma legittimata dal numero di voti che ha preso alle scorse comunali: un ulteriore segnale che nel Polo ci si conta e si viene pesati. Il Congresso sarà il passo del Rubicone.

Soprattutto è una mossa fatta prima degli altri. Nicola Ottaviani è stato costretto a parcheggiare in soffitta il suo Movimento Italia: incompatibile con i dogmi della Lega nella quale si è infilato, irrealizzabile senza i capitali e la struttura di un Berlusconi che (dettaglio da non dimenticare) poggiò la costruzione di Forza Italia sulla struttura di Pubblitalia che era radicata in tutta l’Italia.

Un’opzione sul prossimo sindaco di Frosinone è chiaro che Gianfranco Pizzutelli vuole metterla.

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