Polveriera Pd. «De Angelis molla il Comune? Ci ritiriamo tutti»

La polveriera Pd rischia di saltare. Ad innescare le polveri sono le parole di Francesco De Angelis di fronte alla candidatura che il Partito gli chiede. Quella da capolista al Consiglio comunale di Frosinone.

La risposta l’ha affidata ad Alessandro Redirossi su Il Messaggero: «È uno scherzo di Carnevale anche se non siamo a Carnevale. Sono presidente dell’Asi e sono incompatibile con la carica di consigliere comunale. La mia candidatura alle comunali non è all’ordine del giorno».

Tre frasi che accendono la miccia. Capace di far saltare in aria il Partito. Perchè ‘ineleggibile‘ è diverso da ‘incandidabile‘. In pratica, il Direttivo Pd di Frosinone chiede a Francesco De Angelis di candidarsi per dare un segnale di forza e di unità. Perché nessuna norma lo rende incandidabile. E poi, quando verrà eletto, potrà decidere su quale delle due cariche optare: consigliere comunale o presidente Asi. Rimuovendo la condizione che lo rende ineleggibile.

Francesco De Angelis gioca a non capire. Perchè non intende partecipare a quello che ritiene sia un gioco al massacro: candidarlo per impallinarlo sulle urne del capoluogo.

Ma la scintilla ormai è partita. C’è una clausola nella lista per le Comunali messa a punto lunedì sera dalla Direzione Pd e consegnata al segretario provinciale Simone Costanzo. La clausola è posta in coda all’elenco dei nomi: se anche uno solo rinuncia a candidarsi allora ci tiriamo indietro tutti.

Chi rifiuta si assume la responsabilità politica di avere fatto esplodere la polveriera. Nella quale ormai il gioco è a passare il cerino acceso a qualcun altro.

Al punto che perfino il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si sta tenendo lontano da un terreno di gioco, quello del capoluogo, che assomiglia ad un suk arabo dove tutti strillano e nessuno guida.

In quella lista sono inseriti i nomi anticipati ieri da Alessioporcu.it (leggi qui A rischio la lista per le Comunali di Frosinone). Oltre a Francesco De Angelis c’è la senatrice Maria Spilabotte, ci sono il segretario del Circolo Pd di Frosinone Norberto Venturi ed il presidente Francesco Brighindi Con il vice segretario Andrea Palladino. I consiglieri uscenti Angelo Pizzutelli, Stefania Martini, Luigi Arduini. La dirigente provinciale Antonella D’Emilia, ed il membro del direttivo cittadino Otello Mascitti). Ma ci sono pure i fedelissimi dell’ex sindaco Michele Marini Anche se, per coerenza, lui in prima persona non intende scendere in campo a sostegno di un candidato sindaco che rituene colpevole della sua sconfitta di 5 anni fa. A rappresentare lasua area però ci sono Simona Boglione e Alessandro Urbani.

Una lista che toene conto di tutte le aree interne. In modo da evitare vie di fuga e scappatoie per gli esponenti di spicco. Senza i big provinciali ma con i big che risiedono a Frosinone: vedasi De Angelis e Spilabotte.

La senatrice ha detto si già da tempo. Il presidente Asi dice no.

«Confermo che se anche uno solo si tira indietro, allora ci tiriamo indietro tutti: a rischio di non presentare la lista Pd alle elezioni. O comunque si assumano altri la responsabilità politica di formarla e presentarla». Parole di Otello Mascitti. Che punta il dito contro De Angelis. «Non può chiedere il rinnovamento solo per gli altri o per ciò a cui non si vuole candidare. Mi sembra che per l’Assemblea Nazionale e per la candidatura alla Camera De Angelis non sbandieri il rinnovamento».

Sull’altro fronte però replicano che andare a piangere da “mamma e papà” fa emergere una debolezza enorme e finisce con il danneggiare politicamente Fabrizio Cristofari.

Il quale infatti a questo teatrino dell’assurdo non partecipa.

«In cinque anni il Pd di Frosinone non è stato capace neppure di provare a ricucire lo strappo tra Michele Marini e Domenico Marzi. Adesso l’ennesimo caos sulla composizione della lista».

Se non intervengono gli artificieri al più presto il Pd rischia di esplodere.

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