Piacentini suona l’adunata a Forza Italia. Ciacciarelli, sfiducia in Regione

Polverini, nuovi segnali a Renzi. "Esigo rispetto da Forza Italia". Toti non invitato dal centrodestra. Ciacciarelli attacca: "In Regione stanno con Zingaretti". E prepara la sfiducia. Piacentini suona l'adunata al Partito.

Si ricompatta, si aggrega, perde pezzi ma ne recupera altri: il centrodestra cerca di ricostruirsi dopo l’uscita della Lega dal Governo e la fine dell’esperienza gialloverde a Palazzo Chigi.

Polverini, esigo rispetto

L’ex governatore della Regione Lazio Renata Polverini la settimana scorsa si è sospesa dal Gruppo di Forza Italia a Montecitorio. In molti hanno notato i segnali lanciati in direzione del centro e di Matteo Renzi. (leggi qui Renata Polverini si sospende da Forza Italia. E guarda Renzi).

Renata Polverini

Oggi sono arrivati nuovi indizi. La parlamentare laziale è intervenuta a Radio Cusano Campus. Le hanno chiesto di Italia Viva. E lei ha ricordato che «La scorsa settimana Matteo Renzi ha difeso Silvio Berlusconi sull’aggressione in campo giudiziario». Il riferimento è all’inchiesta con la quale si sta verificando se il Cav sia coinvolto nell’attentato a Maurizio Costanzo avvenuto negli anni Novanta a causa delle trasmissioni che andavano in onda su Canale 5 e nelle quali attaccava la mafia.

«Nella storia di Forza Italia – ha fatto notare Renata Polverininessuno aveva difeso Silvio Berlusconi con tanta veemenza come ha fatto Renzi. Renzi ha parlato con quei valori che forse oggi in Forza Italia non ci sono più. Oggi forse si vuole sminuire l’atteggiamento di Renzi».

L’ex governatrice ai tempi di Mario Abbruzzese presidente d’Aula e Franco Fiorito capogruppo del Pdl ha spostato ancora di più la barra al centro. «Alcuni miei colleghi hanno liquidato Renzi con una battuta, io invece sarei più cauta perché mi sembra sia nello stesso campo in cui siamo noi e che forse oggi stiamo abbandonando».

Renata Polverini con Mario Abbruzzese

Fin qui l’apertura politica. Poi l’apertura personale. «Renzi a Berlusconi è sempre piaciuto, il cavaliere aveva un’attrazione politica nei confronti di Renzi, che poi faccia una riflessione in questo senso non lo so. Io sono in attesa di capire cosa intende fare il mio Partito rispetto allo ius culturae. Io ho la mia storia ed esigo rispetto, quel rispetto che in questo momento non ho avuto dal mio Partito».

Toti non invitato

Nel centrodestra che si sta ricompattando non c’è posto per Giovanni Toti. Non al tavolo che domenica ha visto gettare le basi per la ripresa di un dialogo tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

 Lui finge indifferenza. «No, francamente no» ha risposto oggi il presidente della Regione Liguria e leader di ‘Cambiamo!‘, a margine del convegno ‘Infrastrutture e Olimpiadi‘, al Palazzo delle Stelline di Milano. Lo detto a chi gli chiedeva se si aspettava di essere invitato al vertice del centrodestra di ieri.

Foto © Aif / Giorgio Di Cerbo

Ostenta impegni e distanza. «Ero, a proposito di infrastrutture, ad occuparmi del rifacimento della Via dell’amore, alle Cinque Terre, un simbolo del nostro Paese, chiusa dal 2012. Siccome nel centrodestra non si discuteva ieri di infrastrutture ma di regionali e, siccome ho già chiarito che io sarò candidato in Liguria alle prossime regionali, non avevo granché di altro da dire ai miei partner di coalizione. Di questa cosa abbiamo già discusso a lungo in Liguria con Matteo Salvini e con tutti gli altri».

La mozione Ciacciarelli

Su di lui c’è una fatwa di Silvio Berlusconi. Nel momento in cui Toti è uscito da Forza Italia è scattata la dannazione. «Abbiamo una visione diversa. Io non temo di scomparire e sono anche piuttosto visibile e ben piazzato. Temo, invece, che scompaia il polo moderato all’interno del centrodestra, visto che abbiamo perso milioni di voti negli ultimi dieci anni e non si è mai invertito il trend».

Pasquale Ciacciarelli

Nel Lazio Cambiamo ha tra i suoi pilastri il presidente della Commissione Cultura, Pasquale Ciacciarelli. «Nel Lazio abbiamo risvegliato l’attenzione degli amministratori locali. Significa che la funzione propulsiva, la spinta di Forza Italia, si era esaurita. Mercoledì ci riuniremo per istituire i primi Coordinamenti sul territorio. Il vero dubbio è però il ruolo di Forza Italia: ricordo a me stesso che in Regione Lazio sta appoggiando Nicola Zingaretti. Al punto che noi e la Lega rifiutiamo di sederci al tavolo con loro. Siano chiari».

In giornata ha messo a punto una nuova mozione di sfiducia a carico di Nicola Zingaretti. In settimana la presenterà. «Vedremo chi sta con chi».

L’appello di Adriano

A fiutare il rischio di implosione è Adriano Piacentini. L’ex coordinatore provinciale di Forza Italia nella tarda mattinata ha avviato una serie di telefonate. Vuole riunire il Partito.

«Da semplice iscritto, senza alcun ruolo organizzativo, chiedo a Forza Italia di riunire i suoi quadri. Alla presenza del vice presidente Antonio Tajani, del coordinatore regionale Claudio Fazzone, del vice Gianluca Quadrini. Una riunione tra amici, non un convegno o un congresso: per vedere chi siamo e quanti siamo. E tracciare la rotta. Siamo ancora la principale forza del centrodestra sul territorio. Occorre che iniziamo a dircelo».

L’obiettivo di Adriano Piacentini è quello di dare una scossa, una scarica con cui defibrillare il partito. «Il lavoro svolto da Quadrini sotto il coordinamento di Fazzone, la presenza di Tajani, stanno portando tanti allo scoperto dicendo che sono con noi. Vediamoci, contiamoci, ripartiamo. E lo dico senza alcuna finalità. A maggior ragione ora che non ho incarichi».

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