Pomezia come Parma: Fucci scomunicato dal M5S

Il sindaco chiede di essere ricandidato. La Casaleggio gli risponde no. Un caso analogo a quello di Parma: dove Pizzarotti venne rieletto anche senza M5S

Pomezia come Parma. Fabio Fucci come Federico Pizzarotti. Il sindaco a Cinque Stelle di Pomezia dice no alle regole del MoVimento così come ha fatto un anno fa il suo collega parmense quando è arrivato il momento della ricandidatura.

 

Fucci ha rotto gli indugi ed ha annunciato che la prossima primavera si ricandiderà a sindaco. Il M5S gli ha detto che nemmeno se ne parla. Lui gli ha mandato a dire che deciderà la città di Pomezia: perché lui si ripresenterà agli elettori, a capo di una lista civica se la Casaleggio non vorrà concedergli il simbolo.

 

Alla base dello scontro c’è la norma interna che vincola a due i mandati da sindaco. Fabio Fucci tecnicamente sta chiedendo il terzo mandato.

“La regola dei due mandati è giusta, ma la rigidità burocratica va limata in nome della realtà. Ma mi sono scontrato con un’interpretazione rigida del regolamento: perché due mandati equivalgono a 10 anni, mentre il mio primo anno da consigliere è durato poco più di un anno”.

 

La questione era stata sollevata già nei mesi scorsi. Una delegazione è andata a Milano per illustrare la questione a Davide Casaleggio, ne ha parlato poi con il responsabile Enti Locali del MoVimento Alfonso Bonafede. Tutti e due hanno detto che nemmeno se ne parla: i mandati sono due e non si fanno deroghe.

 

Una questione analoga a quella che era capitata a Parma. Anche lì il M5S pretendeva di imporre lo stop a Federico Pizzarotti. Commettendo un grave errore di valutazione: sono gli uomini che realizzano le idee, non più i Partiti; in pratica il MoVimento pretende di comportarsi come quei Partiti politici che ha sempre condannato, criticato ed avversari. E di imporre, come loro, la linea politica ai suoi uomini.

L’elettorato, nel caso di Pizzarotti, ha risposto che era buona la prima versione del M5S. E non questa versione 2.0. Infatti, ha confermato il sindaco di Parma nella carica anche senza il simbolo grillino.

 

Fabio Fucci ora confida la sua amarezza al Corriere della Sera:

“La cosa più amara è l’ipocrisia di fondo che c’è in questo rifiuto. Mi si dice: “no, perché da noi non si può vivere di politica”. Però poi mi vengono offerti incarichi di nomina: assessore, perfino capo di gabinetto di un importante ente pubblico. Quello sì che vorrebbe dire vivere di politica”

 

Come accadde per il sindaco di Parma anche per quello di Pomezia è arrivata la scomunica immediata. L’ha annunciata Luigi Di Maio: «Non è in linea con il Movimento 5 stelle e quindi si autoesclude dal Movimento».

 

Fuori. Libero di ricandidarsi. E forse di vincere. Ma senza il simbolo M5S.

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