Pompeo a Draghi: “O riformate le Province o lo facciamo noi”

A Ravenna, dall'assemblea delle Province Italiane, l'ultimatum per il Governo. O riforma le Province o inizieranno a legiferare le Regioni. L'urlo del presidente Upi Lazio Antonio Pompeo: "Non è più possibile amministrare nel caos creato dalla legge Delrio”

Chiacchiere. Che ai Presidenti delle Province italiane non sono piaciute. Non li ha impressionati il messaggio partito su carta intestata di Palazzo Chigi. I rappresentani dell’Unione Province Italiane hanno chiesto sostanza al premier Mario Draghi: vogliono che il Viminale mantenga la promessa e si esprima sulla riforma delle Province. Avviando così l’iter che porterebbe in Parlamento quel testo.

A Ravenna Antonio Pompeo, presidente dell’Unione Province del Lazio, lo ha ribadito. Quel testo è fermo al Ministero dell’Interno da troppo tempo, secondo Pompeo. (Leggi qui: Province, tavolo al Viminale per correggere la riforma; leggi anche Il ritorno delle Province? Pompeo a Montecitorio: “Solo parole“).

L’impegno di Draghi per le Province

Mario Draghi

Assorbito dalle giravolte del Movimento 5 Stelle, impegnato a dialogare con il Quirinale, Mario Draghi ha mandato a Ravenna una nota. Assicura “Vogliamo rafforzare le Province come importante livello di governo del territorio“; per questo “abbiamo intrapreso la revisione del Testro unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali“.

All’assemblea nazionale delle Province italiane ha fatto sapere che per lui “Le Province hanno un ruolo di sintesi tra le esigenze del territorio e quelle dei Comuni” ricordando il ruolo che svolgeranno nell’attuazione del Pnrr. ”Anche per questo – ha aggiunto il premier – abbiamo intrapreso la revisione del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali: vogliamo rafforzare le Province come importante livello di governo del territorio“.

Ma a noi non basta

Non ha tempo per aspettare Antonio Pompeo. Tra poco dovrà imboccare un bivio: affrontare la sfida per le elezioni Regionali oppure quella per le Province riformate e mandate al voto con le nuove regole.

A Ravenna lo ha detto. “Sulla riforma del Tuel non c’è più tempo da perdere: il Governo dimostri di avere a cuore gli enti territoriali e metta mano a una legge che ha creato soltanto caos. Le Regioni devono programmare e legiferare ma sono le Province ed i Comuni che devono esercitare le funzioni amministrative per dare risposte rapide e concrete ai territori”.

Il segnale è tanto chiaro quanto scomodo: le Regioni devono smettere di amministrare, il loro compito è quello di fare le leggi; amministrare i territori è competenza di Comuni e Province. O meglio ‘era‘ competenza: la riforma Delrio ha lasciato molto nel limbo. Che ora Pompeo e gli altri presidenti di Provincia chiedono di superare. (leggi qui: La solitudine di Pompeo: nessuno vuole superare la legge Delrio ).

C’è chi ha tanta fretta quanto Pompeo. “Ben venga lo scatto in avanti del presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: se entro l’autunno il Governo non provvederà, sarà la Regione, di concerto con Upi e Anci a legiferare in merito. Il Lazio faccia la stessa cosa dall’Emilia”.

Riforma improrogabile

Antonio Pompeo è stato il primo presidente della Provincia di Frosinone eletto dopo la riforma Delrio. A differenza di molti altri suoi colleghi si è opposto alla soppressione. Con l’Upi regionale e Nazionale ha lavorato per far recuperare un ruolo ed una dignità amministrativa a quegli enti.

C’è una bozza di riforma messa a punto di recente. Ma al di là del testo, per i presuidenti c’è una necessità improrogabile della riforma, oggi ancora più urgente visti gli ultimi avvenimenti politici.

 Non è più possibile amministrare nel caos creato dalla legge Delrioha detto Pompeo a Ravenna. La lettera di Draghi? Chiacchiere. Il Governo deve dimostrare ora di essere realmente interessato alle autonomie locali. Che, in tutti questi anni, non hanno mai smesso di amministrare e gestire comunità e territori con grande coraggio, enormi sforzi nonostante tutto”.

Non vuole più attendere. “Il Consiglio dei ministri decida sulla riforma. Noi presidenti di Provincia non abbiamo mai accettato il ruolo di commissari liquidatori: ci siamo assunti, invece, l’onere di investire e intervenire sui territori, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Bene, dunque, quanto annunciato dal presidente dell’Emilia Bonaccini: se il Governo non procederà alla riforma del Tuel, già in autunno la sua Regione, di concerto con Upi e Anci, metterà mano a una legge regionale di riordino delle funzioni. Ecco, il Lazio faccia la stessa cosa dell’Emilia Romagna: adesso non c’è davvero più tempo da perdere”.

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