Pompeo il pragmatico: a tavola con Fontana e Petrarcone

Cena al Trofì di Piedimonte San Germano. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo mette insieme Fontana e D'Ambrosio. Invitato, Petrarcone declina all'ultimo minuto. Chiede il loro voto per Di Pucchio alle Provinciali. E per le Regionali...

Tutti insieme. Ed anche intensamente. Invitati intorno alle stesso tavolo il presidente della Provincia Antonio Pompeo, leader della componente Pd Base Riformista; il Consigliere comunale di Cassino Salvatore Fontana che dal Partito è uscito due anni fa quando il Circolo si è lacerato sulla scelta del nome da candidare a sindaco; il consigliere Giuseppe Golini Petrarcone, già sindaco di Cassino due volte e sul quale il Partito si è poi diviso tra lui ed Enzo Salera; l’avvocato Alessandro D’Ambrosio, già consigliere comunale di Cassino e Provinciale di Frosinone nel primo esecutivo Pompeo; la commercialista Antonella Di Pucchio, consigliere comunale ad isola del Liri. Unico assente, per un impegno di Studio all’ultimo minuto, l’avvocato Petrarcone.

L’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone. Foto © Michele Di Lonardo

Cosa c’è di strano nella cena al ristorante Trofì di Piedimonte San Germano? Che tutti i commensali intorno al presidente non fanno parte del Partito Democratico. E ne sono usciti sbattendo la porta. Salvatore Fontana oggi è vicino ad Italia Viva (ma non ha incarichi di Partito): è uscito dal Pd insieme all’allora Segretario Marino Fardelli ed il fratello Luca nel 2019 quando il Segretario regionale Bruno Astorre ha imposto il rispetto dello Statuto ed il ricorso alle Primarie per individuare il candidato sindaco. (Leggi qui Pd in crisi epilettica: dimissioni, anzi ritiro, anzi no. Astorre: Primarie e basta giochi).

Con loro è uscito Giuseppe Golini Petrarcone, sconfessando il Partito direttamente dal palco. (leggi qui La scomunica di Petrarcone: «Maledetto il Pd ed i suoi antenati»). Via anche Alessandro D’Ambrosio ma con un anno di anticipo su di loro. (Leggi qui Il vaffa di Carlo Maria alla maggioranza, il vaffa di D’Ambrosio al Pd). Antonella Di Pucchio ha detto no alla candidatura come sindaco di Isola del Liri per Massimiliano Quadrini e si è schierata nel fronte avversario. (Leggi qui Di Pucchio è fuori ma ha una ‘Scala’ nel Pd dell’inclusione).

Pompeo il pragmatico

Menù leggero e raffinato. Antipasto a base di insalata con polpo e patate, primo piatto con risotto ai gamberi, seguito da un fritturina di calamari. A chiudere, i dolci della tradizione realizzati dallo chef. Vino, rigorosamente bianco.

Cosa ci faceva a tavola con Antonio Pompeo? È andato a riportarli all’interno del campo largo indicato da Enrico Letta. I suoi commensali non sono del Partito Democratico ma non sono certamente di destra. Sono esattamente i voti che il Segretario a chiesto di andare a recuperare.

Antonella Di Pucchio

Li ha chiesti per Antonella Di Pucchio, la consigliera che Pompeo ha riportato al centro del dibattito politico dopo i due anni di decantazione previsti dallo Statuto per chi si candida contro le indicazioni del Partito.

E non solo. Con loro ha avviato un discorso in chiave Regionali: il Presidente della Provincia sta costruendo la strada per le prossime elezioni, i rumors le danno dietro l’angolo, nel 2022. Perché Nicola Zingaretti viene dato in uscita dalla Regione per entrare nel Governo che gestirà il Pnrr. Anche per questo a Ferentino ha accelerato il processo per la scelta del suo successore nella carica di sindaco.

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