Pompeo, il tempo delle scelte che pesano

Profilo totalmente Pd, coalizione di centrosinistra o alleanza larga, civica e trasversale? Il presidente della Provincia deve decidere il da farsi in vista delle candidature che contano. La valenza strategica dell’associazione.

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo è abituato, in questo ruolo, ad avere intese con Partiti di centrodestra. All’inizio, nel 2014, venne addirittura eletto “contro” il Pd, alla guida dei Democratici voluti da Francesco Scalia. Con il sostegno decisivo del Nuovo Centrodestra di Alfredo Pallone e di Forza Italia di Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani.

DANIELE MAURA E ANTONIO POMPEO

Nel 2019, dopo che il centrodestra aveva ottenuto la maggioranza dei consiglieri, Pompeo ha siglato un tacito patto con Fratelli d’Italia. L’attribuzione delle deleghe alla guida dei lavoro dell’aula a Daniele Maura è stato un messaggio chiaro.

A fine dicembre si torna al voto (ponderato) per rinnovare i dodici consiglieri. Salvo clamorosi ma improbabili colpi di scena sarà ancora una volta il centrodestra ad avere la maggioranza. Ma la situazione è molto diversa rispetto al passato. Perché Antonio Pompeo dovrà decidere quale tipo di strategia intraprendere.

La strategia di Pompeo

È al secondo mandato sia come sindaco di Ferentino che come presidente della Provincia. E’ il riferimento di Base Riformista, quelli che una volta venivano definiti gli ex renziani rimasti nel Pd. Punterà sicuramente, Antonio Pompeo, ad una candidatura importante. O al consiglio regionale oppure al Parlamento. In entrambi i casi dovrà giocarsela, in entrambi i casi dovrà rimanere nei confini del Pd.

Giovedì presenterà il primo evento della sua associazione, che può rappresentare una sorta di contenitore. Pompeo ha sempre guardato agli amministratore, anche in modo trasversale. Ora però è cambiato tutto in prospettiva. Potrebbe doversi limitare a guardare solo all’interno del Pd per poi tentare di giocarsi carte importanti quando si tratterà di decidere le candidature. Ma la vera domanda che il presidente della Provincia si sta ponendo è una sola: basteranno? Cioè i voti della sua corrente e del Pd basteranno per essere eletti? (Leggi qui Piacere, Antonio Pompeo: e ora alzo il Volume).

Una soluzione equilibrata potrebbe essere quella di provare a ricostituire una specie di coalizione di centrosinistra. Oppure di dare vita nei Comuni ad alleanze vaste, aperte e civiche.

L’allargamento del campo

La locandina dell’incontro di giovedì

Un primo segnale della direzione nella quale Antonio Pompeo intende allargare il campo la fornisce proprio l’evento di giovedì. Ha scelto che il taglio debba essere quello dell’amministratore prima che del politico. Così il tema del dibattito sarà il Recovery con i suoi miliardi e le strategie calate sul territorio per trasformare la provincia.

L’ulteriore conferma la fornisce il panel degli interventi. Ci sarà il vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe; ci sarà l’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato italiane Gianfranco Battisti che oggi è componente del CdA dell’università Luiss e mette a disposizione dei grandi gruppi la sua consulenza come Infrastrucutre and Mobility Manager; spiegherà cosa significa per il territorio quell’immensa mole di investimenti il rettore dell’università di Cassino Giovanni Betta.

L’allargamento politico del campo sta tra le righe, nello sfondo. A moderare quell’incontro sarà Daniela Bianchi, già consigliere regionale del Lazio, vicina a quella sinistra cattolica popolare che non è Pd né vuole esserlo, ma nemmeno gli è ostile. Terreno ideale per allargare il recinto.

Perché in ogni caso il tempo delle scelte si avvicina.

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