Pompeo rilancia: «Un Pd nuovo anche in provincia»

Il presidente della Provincia: «Bene la linea di Enrico Letta». «In Ciociaria non onorato l’impegno di una gestione unitaria»

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Come ha detto Letta: serve un partito nuovo. Anche in provincia di Frosinone». Lo scrive Antonio Pompeo, presidente dell’Amministrazione provinciale e referente della corrente Base Riformista (quella degli ex renziani) sul territorio.

Domenica, giorno nel quale Enrico Letta è stato eletto segretario del Partito Democratico, Antonio Pompeo non aveva rilasciato dichiarazioni ufficiali. Non con delle note o dei comunicati. Lo ha fatto il giorno dopo, argomentando la sua presa di posizione.

Ha notato Pompeo: «Mi ha fatto estremamente piacere ascoltare dal nuovo segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, quello che sostengo e ho sostenuto da diverso tempo e in tutte le sedi: dagli interventi negli organismi di Partito a quelli sulla stampa. Serve un Pd nuovo, che fino ad oggi non c’è stato. Facciamo tesoro di quanto successo in questi ultimi mesi per cambiare approccio ed evitare di tornare a ripetere gli stessi errori. Se non lo capiremo, anche questa crisi sarà stata un’occasione persa».

Territori e coalizione per Pompeo

Antonio Pompeo

Poi aggiunge: «Lo ha spiegato chiaramente il neo Segretario cosa si intende per Partito nuovo e lo sottoscrivo appieno. Un Partito che guarda ai territori, che ne valorizza le energie e le esperienze migliori, perché se quello che funziona, quello che produce risultati per i cittadini, spesso viene messo in secondo ordine, è poi difficile pensare che la gente si avvicini al Pd, che si tesseri, che ci voti. Abbiamo dimostrato di essere il partito del “saper amministrare bene i territori”, diciamolo, non nascondiamolo».

Prosegue Antonio Pompeo: «Ottimo anche il passaggio sulla coalizione che dovrà costruire il Pd per presentarsi agli elettori: Letta ha chiaramente aperto a uno schieramento il più ampio possibile, con Leu, Italia Viva, Azione e di confronto con il Movimento 5 Stelle. Uno schieramento aperto, allargato, perché se poniamo delle pregiudiziali verso alcune forze, siamo e saremo perdenti. È un lavoro difficile, ma il Pd di cui ha bisogno il Paese è questo: un Partito che non ha paura di essere la forza leader di uno schieramento. Ultimamente non lo abbiamo fatto, abbiamo subito alcuni processi, e questo contravviene alla nostra storia e alla nostra identità».

L’aspetto locale

Poi Pompeo si è concentrato sull’aspetto locale, legato alla fisionomia futura del Partito in Ciociaria. Notando: «Anche nel Pd della provincia di Frosinone occorre una seria riflessione sul discorso di insediamento di Enrico Letta. Ci sono tante parole chiave, ci sono i temi che ho evidenziato in precedenza, di cui dobbiamo fare tesoro e applicare nella conduzione quotidiana del partito. Abbiamo celebrato un congresso nei mesi scorsi, per una gestione unitaria e rispettosa delle pluralità. Se facciamo un bilancio ad oggi di questo impegno, certamente non si può dire che sia stato onorato. E questo non offre una prospettiva positiva al Partito: perché senza una parte, o quanto meno con una parte non valorizzata come si deve per i risultati, comunque il Pd è più debole».

FOTO: AG. ICHNUSAPAPERS

Conclude Pompeo: «Lancio un invito al nostro Segretario. Lo sosterremo con forza e lealtà proprio sull’agenda Letta. Apriamo una discussione concreta sulla linea politica del Pd in provincia di Frosinone: su cosa vogliamo essere, su cosa vogliamo realizzare, sui temi concreti che interessano le persone, non sulle dispute ideologiche. Proviamo a mettere in campo una rivoluzione di metodo: lavoriamo su quello che ci unisce, individuato attraverso un dialogo e un confronto leale e aperto, e non su ciò che ci divide. Il Pd è una grande forza, ha una grande prospettiva, è ricco di energie. Non disperdiamole o, peggio, oscuriamole: rendiamo tutti protagonisti. Non è questa una sfida, ma la semplice traduzione pratica della strada che ha indicato Enrico Letta, che vale a livello nazionale e che vale in ogni singola realtà locale».

Pompeo, attacco frontale

Non c’è bisogno di interpretazioni. Antonio Pompeo critica la gestione del Partito in provincia di Frosinone. E lo fa ribaltando la “sensazione” che la segreteria di Enrico Letta potesse mettere all’angolo gli ex renziani di Base Riformista. (Leggi qui L’eredità di Zingaretti che Letta vuole rilanciare).

Un passaggio va sottolineato: «Abbiamo celebrato un congresso nei mesi scorsi, per una gestione unitaria e rispettosa delle pluralità. Se facciamo un bilancio ad oggi di questo impegno, certamente non si può dire che sia stato onorato. E questo non offre una prospettiva positiva al Partito: perché senza una parte, o quanto meno con una parte non valorizzata come si deve per i risultati, comunque il Pd è più debole». Si riferisce all’elezione di Luca Fantini alla segreteria, nel solco di un percorso unitario che ha visto schierati insieme Pensare Democratico, Base Riformista e le altre correnti.

Antonio Pompeo

Ora, è chiaro che l’area di Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti è maggioritaria in provincia. E a quell’area è riconducibile anche il segretario Luca Fantini, già leader dei Giovani Democratici e fedelissimo di Nicola Zingaretti. L’impostazione unitaria del congresso però è arrivata al termine di un confronto molto aspro tra le due correnti. E questo ha avuto un peso.

Unica soluzione: la conta

Pompeo chiede di «aprire una discussione concreta sulla linea politica del Pd in provincia di Frosinone: su cosa vogliamo essere, su cosa vogliamo realizzare, sui temi che interessano le persone, non sulle dispute ideologiche».

Il messaggio politico di Antonio Pompeo è indirizzato a Luca Fantini, ma anche e soprattutto a Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. Resta da vedere quali dinamiche inizieranno adesso. Ma la linea di De Angelis negli anni è stata basata sulla maggioranza che Pensare Democratico ha in provincia di Frosinone. Indipendentemente cioè dal piano nazionale. Anche se non sfugge a nessuno la fortissima sintonia politica di De Angelis, Buschini, Battisti e Fantini con Nicola Zingaretti.

Si apre indubbiamente una nuova fase. Ma in Ciociaria la sensazione forte è che in ogni caso all’ordine del giorno resta un solo punto: la conta.

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