Pompeo si dimette: «Ma non escludo il ritorno»

Antonio Pompeo si dimette da sindaco di Ferentino. Per evitare la tagliola dell'incandidabilità in Regione Lazio. E ricorda che ha 20 giorni per ripensarci. "Non escludo il ritorno"

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Si è dimesso. Doveva farlo. Altrimenti non avrebbe potuto presentare la sua candidatura a consigliere regionale del Lazio. Perché la legge considera incandidabili i sindaci dei Comuni con oltre 15mila abitanti. Come nel caso di Ferentino e di Antonio Pompeo. Il sindaco si è dimesso nel pomeriggio. E lo ha fatto in maniera sibillina.

Nella chat del Gruppo di Maggioranza su WhatsApp ha comunicato la sua decisione alle 17:50. Lo ha fatto con un messaggio stringato: “Per chi c’è sempre stato è solo un arrivederci” seguito da un cuore.

Antonio Pompeo firma le dimissioni

A distanza di qualche minuto arriva il comunicato stampa: “È finita ufficialmente questo pomeriggio la seconda era Pompeo. Il primo cittadino di Ferentino, infatti, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di sindaco della città alle ore 17.30 alla presenza del segretario comunale, il dottor Franco Loi”.

C’è poi un’ulteriore riga: «Passeranno venti giorni prima che le dimissioni diventino irrevocabili».

L’addio sibillino

Cosa significa quella postilla? Due cose. La prima la dice sul piano amministrativo. E cioè: il Testo Unico che governa la vita degli Enti Locali prevede che in caso di dimissioni, il sindaco abbia tre settimane per ritirarle. Vale sempre, vale per tutti. Perché ricordare quel passaggio? A chi era diretto il segnale?

La seconda cosa la dice sul piano politico. A domanda diretta, Antonio Pompeo risponde “Potrebbe succedere di tutto. In pratica? «Sono con il mio staff della comunicazione. Stiamo decidendo la data: ci sarà una conferenza stampa nella quale avrete tante news. Una conferenza su tutto».

Antonio Pompeo

Potrebbe rinunciare alla candidatura e tornare a fare il sindaco per altri sei mesi. E le dimissioni di oggi? Avrebbero comunque senso: se non le avesse firmate sarebbe stato incandidabile. Possibile? Improbabile. anche se, a domanda precisa, il sindaco ed ex presidente della Provincia dice: «Non escludo il ritorno».

Le ipotesi per la successione

Per la successione ad Antonio Pompeo la coalizione punta sul penalista Vincenzo Galassi presidente dell’Ordine degli Avvocati di Frosinone. Hanno già detto si il Pd cittadino, la lista Pompeo, il gruppo del presidente del Consiglio Comunale Claudio Pizzotti, i civici di Fare Futuro e quelli di Gruppo Indipendente. Una coalizione civica che ha il suo zoccolo duro nell’attuale maggioranza con la prospettiva di allargarla ad altri gruppi civici.

Poi c’è la coalizione alla quale sta dando forma l’ex vicesindaco Luigi Vittori. È formata al momento da Ferentino nel Cuore e dall’assessore Massimo Gargani che però non è stato seguito dai suoi consiglieri comunali di riferimento Stefano Zaccari e Giancarlo Lanzi, sono con Pompeo e quindi favorevoli al progetto Galassi.

Virgili e Pompeo

Vittori ha lanciato l’idea delle primarie per individuare il candidato di una seconda coalizione di centrosinistra e civica. Uno dei nomi che potrebbero partecipare è quello dell’ex sindaco Piergianni Fiorletta. Proprio il nome di Fiorletta come successore di Pompeo, nei mesi scorsi è stato il motivo di rottura tra Ferentino nel Cuore ed il resto della maggioranza.

Al momento è in una posizione di attesa Uniti per Ferentino dell’assessore Giuseppe Virgili che conta due consiglieri. Non è uscito dalla maggioranza ma si è dichiarato favorevole alle Primarie. Giura che a lui nessuno ha proposto la candidatura di Vincenzo Galassi. Sul fronte centrodestra totale immobilismo. Il nuovo asse provinciale Lega – Pd ha fatto saltare tutti gli schemi. (Leggi qui: La rivoluzione dei poli secondo Luca (e Francesco, Nicola, Riccardo)).

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