Pontecorvo, c’è il piano B se Roscia non si può candidare

*[PIANO B]* Un piano di riserva nel caso in cui Roscia risultasse incandidabile. L'ipotesi è la convergenza nel pistone delle opposizioni al sindaco Anselmo Rotondo. Che lancia l'appello al voto utile. "Votate chi vi pare ma non chi ha usufruito della prescrizione"

La riunione è avvenuta a metà della settimana. Da un lato l’onorevole Francesca Gerardi, coordinatore provinciale della Lega; dall’altro l’onorevole Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale eletto in Forza Italia transitato sul Carroccio alla fine dello scorso dicembre. Al centro del confronto: la strategia da adottare alle elezioni comunali di Pontecorvo.

La decisione spetta all’onorevole Gerardi: non soltanto perché è al vertice del Partito ma soprattutto perché è consigliere comunale a Pontecorvo. Conosce le dinamiche e le persone coinvolte.

Ma c’è un problema. Emerso con chiarezza durante il tavolo. Potrebbe essere necessaria una doppia strategia.

Il piano A

Il coordinatore provinciale della Lega Francesca Gerardi con Pasquale Ciacciarelli

Francesca Gerardi e Pasquale Ciacciarelli concordano sulla linea: schierarsi in contrapposizione all’amministrazione comunale uscente. In pratica, andare contro il governo comunale guidato da Anselmo Rotondo che si candida per un secondo mandato.

Con chi andare? L’analisi delle candidature sul campo, vede l’ago della bilancia indicare il fronte costruito dall’ex sindaco Riccardo Roscia. La parlamentare ha deciso di puntare in quella direzione. Appoggiando la lista. Allo stesso tempo rispettando il principio del centrodestra unito: siccome Anselmo Rotondo è un candidato ufficiale di Forza Italia, la Lega ha deciso di non contrapporsi con i simboli di Partito ma aderendo ad uno schieramento civico. Quindi, la linea è: confronto e scontro con Rotondo sul piano amministrativo, tenendo però lontani i temi politici.

La variabile

Cosa manca ancora? C’è una variabile. Il consiglio comunale nel quale Riccardo Roscia verrà estromesso per la seconda volta: dichiarato incompatibile per via di una lite pendente con il Comune. Era già accaduto due anni fa ed è stato riammesso all’inizio del 2020 al termine di un lungo confronto giudiziario.

Venerdì scorso era all’ordine del giorno il bis. Saltato per l’assenza del segretario comunale. Infatti la dottoressa Valentina Lepore, invita a Pontecorvo dall’Agenzia Nazionale dei Segretari Comunali, ha fatto presente di essere incompatibile: fa parte del Nucleo di Valutazione del Comune. Il vice segretario Grossi è incompatibile poiché è stato oggetto di una querela presentata da Roscia.

Il sindaco Anselmo Rotondo ha voluto che tutto avvenisse nella massima trasparenza. “Potevamo far svolgere le funzioni di Segretario al Consigliere Anziano ma abbiamo preferito aggiornare il consiglio comunale a martedì prossimo. Pochi giorni non cambiano la sostanza degli atti”.

Il piano B

Riccardo Roscia

Ad evidenziare la necessità di un Piano B è stato Pasquale Ciacciarelli. Teme che il rinvio del Consiglio sia stato fatto in realtà per dare meno tempo a Riccardo Roscia per contestare la sua seconda estromissione dall’Aula Consiliare. E – più ancora – la dichiarazione di un motivo di incompatibilità che metterebbe in discussione la sua candidatura.

Una parte dei giuristi consultati sostiene che non ci sia incandidabilità, al limite ci sia ineleggibilità. Un’altra parte dei giurati propende invece per l’incandidabilità di Roscia nel caso in cui venga dichiarata la decadenza bis.

E se il rinvio fosse tutto un pretesto per dare meno tempo a Riccardo di fare ricorso? Da qui la necessità di un Piano B.

In un primo momento Francesca Gerardi aveva detto di essere disposta a candidarsi come sindaco, se Roscia risultasse incandidabile. Disponibilità poi revocata per via della mobilitazione imposta dalla Lega a tutti i suoi parlamentari regionali e nazionali nel Lazio.

Con chi andare? L’ipotesi allo studio è quella di convergere allora con lo schieramento civico che raccoglierebbe tutte le opposizioni a Rotondo, sta mettendo insieme l’area della dottoressa Annalisa Paliotta, parte del Partito Democratico (il resto ritiene più saggio convergere su Roscia, ma se saltasse la candidatura ci sarebbe la riunificazione del Circolo Pd); il bancario Giacinto Carbone (intorno al quale ci sono molti sostenitori che contribuirono all’elezione a sindaco dell’avvocato Michele Notaro).

Il candidato sindaco? Verrebbe definito con le primarie ad inizio aprile. E se dovesse maturare questo Piano B, chi sosterrebbe la Lega? Non il candidato Dem ma la dottoressa Paliotta (più probabile) o il dottor Carbone. Tenendo giù anche in questo caso i vessilli e partecipando ad una competizione in forma del tutto civica.

Il manifesto di Anselmo

Anselmo Rotondo

Il sindaco uscente Anselmo Rotondo sembra non curarsi affatto di chi sarà il suo avversario. E se sarà uno soltanto o più di uno.

Continua con la sua campagna basata sul Manifesto della Legalità. Per lanciare il quale ha preso in prestito una frase di Benedetto Croce: “Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo bisogno solo di gente più onesta”.

Il Consiglio saltato venerdì scorso per la mancanza del Segretario comunale ha lasciato il segno. “Oltre al linguaggio scurrile ed agli insulti usati nei confronti della maggioranza, le parole che mi hanno colpito di più sono quelle del consigliere destinatario del provvedimento”.

Anselmo Rotondo nemmeno lo cita per nome. “Afferma che questo paese negli ultimi 10 anni ha perso tutto e la sua discesa in campo è solo per ridare identità, dignità e rispetto al nostro paese. Con molta pacatezza non rispondo al consigliere che ha beneficiato di svariate prescrizioni”.

Gli ricorda però che già cinque anni fa sosteneva gli stessi concetti ed è uscito sconfitto dal loro confronto alle urne. “Non accetto da Roscia lezioni di morale soprattutto per rispetto dei cittadini di Pontecorvo”.

Rispetto della Legge

Anselmo Rotondo

Sull’azione di decadenza ribadisce che “è un aspetto puramente legale nel rispetto della legge, dell’onestà, delle serietà, che lui tanto invoca. È stato il primo appena eletto a fare ricorsi e denunce, (invocando il rispetto della legge) contro alcuni consiglieri di maggioranza. E denunce anche ad personam. Le ha perse tutte, noi abbiamo aspettato serenamente senza agitarci risultati e sentenze a nostro favore. Ora invece di agitarsi, di rendersi vittima, perseguitato, ed aspettare serenamente il corso della giustizia, continua a buttare fango”.

Poi l’affondo agli ex consiglieri di maggioranza che hanno votato la decadenza ri Roscia nel primo procedimento, “come i consiglieri Tanzi e Gerardi, che ora sono candidati con lui o vicini a lui con propri candidati”. E chiede un minimo di coerenza.

E poi l’appello “al voto utile. Votate tutti tranne chi ha usufruito dell’istituto della prescrizione. Poteva rinunciarci e farsi giudicare”.

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