E la Popolare del Frusinate accende il ‘verde’: cosa c’è dietro ai semafori delle banche

Federcasse si è arrabbiata. I numeri pubblicati in questi giorni anche in provincia di Frosinone non sono piaciuti all’associazione che rappresenta le banche di credito cooperativo – casse rurali ed artigiane.

I dati sono quelli che ha diffuso il settimanale L’Espresso. E’ un dossier elaborato da R&S, la società di ricerche e studi di Mediobanca. Ha analizzato una serie di parametri, anche delle quattro banche ‘locali’ della provincia di Frosinone: Banca Anagni, Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi, Banca Popolare del Cassinate, Banca Popolare del Frusinate.

Sulla base di quei numeri ha ottenuto una graduatoria, sulla ‘sicurezza’ degli istituti di credito. In pratica? Il titolo dell’Espresso dice: “Banche in pericolo, così i piccoli e medi istituti rischiano il crack. Due istituti su tre tra quelli minori non hanno i conti a posto“.

Perché Federcasse è insorta? Perché quei numeri fanno riferimento ai bilanci del 2015. Nel frattempo Banca Popolare del Frusinate ha approvato poche settimane fa il bilancio 2016 (leggi qui ‘Bpf, conti 2016 in crescita nonostante la crisi’). Altrettanto ha fatto Banca Popolare del Cassinate meno di un mese fa (leggi qui ‘Bpc, via libera ai conti 2016 e c’è anche il Bilancio Sociale’) .

Insomma, sostiene Federcasse che in questo periodo molte delle banche prese in esame dalla ricerca «hanno già abbattuto porzioni significative di sofferenze, per tutte le altre ci sono programmi autonomi di irrobustimento patrimoniale o percorsi di messa in sicurezza».

La cosa che Federcasse mette in evidenza è che «In nessun caso i risparmi e gli investimenti sono a rischio! Questo va detto con chiarezza e altrettanta efficacia immediatamente».

 

 

I DATI LOCALI

Ma quali sono i numeri che riguardano le quattro banche della provincia di Frosinone? Mediobanca ed il suo istituto di ricerca hanno tenuto conto di quattro indicatori.

Il primo: l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul patrimonio netto tangibile della banca. Cosa significa? I “crediti deteriorati” sono i mutui, finanziamenti e prestiti che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Ad esempio: se pago con ritardo le rate del mutuo con cui ho comprato casa, se salto una rata e poi il mese prossimo ne pago due, il mio mutuo viene considerato un ‘credito deteriorato’. Quando i crediti deteriorati superano il 100 per cento del patrimonio netto tangibile, l’equilibrio delle banca comincia ad essere compromesso.

I numeri delle banche in provincia di Frosinone dicono che:

  • Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi ha un rapporto del 93,8%
  • Banca di Credito Cooperativo di Anagni è al 58%
  • Banca Popolare del Frusinate sta al 55,3%
  • Banca Popolare del Cassinate ha un rapporto del 32,4%

 

C’è un altro numero importante: quanto è l’attivo. Cioè – tentando di dirla in parole semplici – quant’è il segno più sul ‘conto’ della banca?

  • Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi ha un attivo di 196 milioni e 200mila euro
  • Banca di Credito Cooperativo di Anagni ha un attivo di 811 milioni e 100mila euro
  • Banca Popolare del Frusinate ha un attivo di 749,1 milioni al 2015 (bilancio tenuto in considerazione da L’Espresso per la ricerca) cresciuto oggi a  823 milioni e 310mila euro (bilancio 2016)
  • Banca Popolare del Cassinate ha un attivo di 1 miliardo 943 milioni e 500mila euro (al 2015) cresciuto a 2 miliardi e 59 milioni di euro del bilancio 2016

 

Il secondo parametro della ricerca, tiene conto dell’incidenza delle sofferenze sullo stesso patrimonio netto.

  • Banca di Credito Cooperativo di Anagni ha un’incidenza del 1,9%
  • Banca Popolare del Frusinate ha invece il 2,8%
  • Banca Popolare del Cassinate sta al 4,6%
  • Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi raggiunge il 7,8%

 

L’altro dato importante, tenuto in considerazione è la la svalutazione dei crediti deteriorati sui ricavi

  • Banca Popolare del Cassinate è ad un rapporto del 18,6%
  • Banca Popolare del Frusinate sta al 26,3%
  • Banca di Credito Cooperativo di Anagni è al 40,2%
  • Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi ha un rapporto del 73,8%

 

Il quarto dato è il cosiddetto cost/income, cioè il rapporto tra costi operativi e ricavi, il principale indicatore di efficienza.

Nel rapporto Clienti / totale attivo, la situazione è

  • Banca Popolare del Cassinate 25,1
  • Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi 40,1
  • Banca di Credito Cooperativo di Anagni 44,5
  • Banca Popolare del Frusinate 55,5

 

IL MOMENTO PARTICOLARE
Nel presentare i loro bilanci 2016, sia BPF che BPC hanno parlato di risultati positivi nonostante il momento particolare. Cosa intendevano dire. L’economia frusinate ha iniziato a riprendersi soltanto dopo il 2016. In pratica, in quei bilanci c’è ancora tutto il peso della crisi economica ed industriale che per quasi tutto il 2016 ha continuato ad attanagliare il territorio. I grandi insediamenti industriali sviluppatisi negli anni 60-70 hanno spostato gli impianti in territori nei quali la mano d’opera costa meno. Oppure ci sono maggiori servizi allo sviluppo industriale: strade più efficienti e tenute bene, reti informatiche in fibra… I mercati delle costruzioni e dei trasporti, motori dell’economia ciociara per tantissimi anni, non riescono ancora ad uscire dalla forte recessione iniziata dal 2008. Infatti, nel solo settore delle costruzioni sono stati persi 7.750 posti di lavoro e 914 aziende hanno chiuso.

In questo quadro economico, le banche nazionali hanno giocato sugli investimenti. Le locali invece hanno continuato nella loro mission: raccogliere il risparmio e dare credito. In questo modo hanno sostenuto l’economia del territorio, erogando il credito alle piccole e piccolissime imprese.

 

 

IL SEMAFORO VERDE
Il presidente della Banca Popolare del Frusinate, Domenico Polselli, ha annunciato con soddisfazione il raggiungimento del ‘semaforo verde’ cioè l’indice di sicurezza nei conti, in base alle elaborazioni dei dati Mediobanca.

Quel semaforo si è acceso grazie ad un lavoro interno avviato negli ultimi anni. L’avvio del processo di radicale modernizzazione di Bpf è coinciso con la parentesi che ha visto al timone Carlo Salvatori, il banchiere di Sora che oggi è presidente di Lazard Italia, di Banca Monte Parma e presidente di Allianz Assicurazioni. Il salto definitivo è coinciso con il Consiglio d’amministrazione del 2014 che all’unanimità ha chiamato Domenico Polselli alla presidenza. Un lavoro condotto in tandem con il direttore generale Rinaldo Scaccia. Fino ad accendere il Semaforo Verde.

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