Il Pd fissa la data delle Primarie. Ma potrebbero essere inutili: verso un nome unitario

Il centrosinistra terrà le primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco di Cassino il 10 o il 17 marzo. Ma potrebbero non servire: ipotesi nome unitario. Pd pronto a togliere il simbolo per aggregare oltre il Partito. Il centrodestra sbarra la strada a D'Alessandro

Senza complotti, senza trappole: il centrosinistra individuerà il suo candidato sindaco di Cassino il 10 o il 17 marzo. In uno dei due giorni si terranno le Primarie con cui far scegliere il nome direttamente ai cittadini. A meno che non si riesca prima ad individuare un nome unitario che metta tutti d’accordo. E al momento una strada che porta in quella direzione c’è e si sta tentando di percorrerla fino in fondo. Lo ha rivelato ieri sera il segretario cittadino del Pd di Cassino Marino Fardelli nel salotto di A Porte Aperte su Teleuniverso.

Il Pd senza simbolo

Nel 2016 Carlo Maria D’Alessandro non ha vinto le elezioni: le ha perse il centrosinistra, dividendosi tra due candidati. La lezione è stata appresa. «Non vogliamo ripetere gli errori del passato. Il candidato a sindaco di Cassino del centrosinistra – spiega Marino Fardelli deve essere determinato tramite le primarie. Non saranno aperte solo al Pd ma a tutte quelle forze che vogliono creare una valida alternativa ad una amministrazione fallimentare».

Che tipo di coalizione? «Ampia, unita da un programma e da un nome che siano condivisi con la convinzione più totale. E se il simbolo del Partito Democratico dovesse apparire come un ostacolo non è un dogma la sua presenza in lista».

È uno spiraglio per il vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli: che non sarà mai del Pd e rappresenta un elettorato centrista al di fuori dell’orbita Dem.

L’incognita Petrarcone – Mosillo

Marino Fardelli è un fiume in piena. Rivela che ha già convocato il tavolo con tutte le forze politiche che potrebbero fare parte dell’alleanza. Mettendo in chiaro che gli elettori non ammettono errori: «Ci chiedono quell’unità che non siamo stati capaci di esprimere nel 2016».

Tra i pretendenti c’è il due volte sindaco Giuseppe Golini Petrarcone che ha sempre giudicato la sua candidatura come un diritto dinastico. E c’è l’area Dem che fa riferimento a Francesco Mosillo che ha una sensibilità diversa. Due anni e mezzo fa non si riuscì a trovare una sintesi. Ora i due protagonisti sono ancora al centro della scena. «Non assisteremo ad una replica di quel film dell’orrore – assicura il segretario Fardelli – Gli elettori ce lo hanno già mandato a dire rispondendo al sondaggio che ho lanciato su Facebook. L’86% delle persone che hanno partecipato a quel sondaggio hanno votato per le primarie. Peppino e Francesco sapranno esprimere una sintesi».

Non è un’aspirazione. C’è molto di più. «Non è detto che le Primarie però siano necessarie». C’è un’ipotesi di lavoro che sta prendendo forma: «Un profilo unitario, capace di mettere insieme tutti. Ci stiamo lavorando».

Non è Gianrico

Il nome che circola, anche nei messaggi che arrivano in diretta durante la trasmissione, è quello del professor Gianrico Ranaldi. Avvocato del Foro di Cassino, professore dell’Università di Cassino, erede di una famiglia storica che dal Dopoguerra ha espresso diversi amministratori cittadini: alle scorse Politiche è stato protagonista di una buona prestazione personale.

Ma il nome unitario al momento non sembra essere il suo. Marino Fardelli lo ha contattato. Fino a questo momento non ne ha ricevuto la disponibilità a scendere in campo: troppo impegnativo il governo di una città vasta e complessa come Cassino dovendo fare anche il docente universitario e mantenere fede agli impegni presi con i clienti che hanno affidato a lui i loro destini giudiziari.

Dall’elenco dei papabili va cancellato con certezza quello di Marino Fardelli. «Ho finito il mio mandato elettivo a marzo. Non sono un uomo che campa di politica, ho il mio lavoro e non mi candiderò a sindaco della città di Cassino». 

FdI sbarra la strada a D’Alessandro

Sul fronte del Centrodestra l’ex Sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha lasciato capire che potrebbe volere una rivincita. Il coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia, Paolo Pulciani nel corso della trasmissione sbarra subito la strada: “Se D’Alessandro vorrà ricandidarsi lo potrà fare soltanto se i Partiti del centrodestra sono d’accordo. Improbabile, perché dovrebbe spiegarci prima i motivi che hanno portato alla fine della sua amministrazione».

Non è stato capace di tenere unita la coalizione mentre era al governo, non può essere aggregante dopo averlo perduto: «Fratelli D’Italia aveva preso le distanze dalla sua amministrazione ormai dai otto mesi, la Lega ha fatto altrettanto, moltissime delle forze civiche con le quali aveva vinto le elezioni si erano allontanate o erano state messe fuori. Francamente non mi sembra che quello di Carlo Maria D’Alessandro possa essere considerato un nome aggregante».

Non è solo il fallimento della sua amministrazione a mettere fuori dai giochi D’Alessandro. Il problema è soprattutto il metodo. «Il sindaco ci ha detto che non voleva più rapporti con i Partiti e voleva gestire la sua amministrazione direttamente con i consiglieri. E questo per una città come Cassino non può essere accettato. I fatti gli hanno dato torto. Non mi sembra una buona idea appoggiare la riproposizione di questo metodo che si è già rivelato fallimentare».

Un patto con la Lega

All’orizzonte c’è un patto con la Lega. Ma «al momento non siamo stati convocati. Non c’è ancora un tavolo» assicura Pulciani. La Lega sta lavorando al nome di un imprenditore di area, non iscritto alla politica attiva. Ma di area. Che però ha già risposto manifestando le sue perplessità: troppo impegnativo riuscire a conciliare la gestione della città e l’amministrazione dell’azienda.

Fratelli d’Italia però parte dal presupposto che una sintesi andrà individuata. E che andrà in coalizione con la Lega.

E Forza Italia?

Forza Italia cosa farà? Dal palcoscenico sparisce una figura nazionale come quella del vice coordinatore Enti Locali Mario Abbruzzese. Mercoledì ha annunciato ad Alessioporcu.it che non si occuperà delle trattative né per costruire una sintesi politica nel centrodestra né per individuare un candidato sindaco unitario. (leggi qui Mario Abbruzzese molla: «Sindaco e alleanze? Non sono più materia mia»).

Ha lasciato il timone al consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ed «alla nuova generazione di giovani dirigenti che è maturata».

Il nome che circola è quello dell’ex vicesindaco Benedetto Leone. Una circostanza appare certa: sarà molto difficile che Forza Italia possa andare ad appoggiare un candidato sindaco della Lega dopo che i consiglieri del Carroccio hanno fatto cadere il sindaco eletto da Forza Italia.

Chiusaroli: “No alla Lega”

C’è poi la posizione dei re dissidenti di Forza Italia che con la loro firma hanno determinato la caduta di D’Alessandro. per loro, il vice coordinatore cittadino di Forza Italia Laura Viola ha chiesto l’espulsione dal Partito. «Aspettiamo, vediamo se arriverà questa espulsione. Ma francamente . mette on chiaro Rossella Chiusaroli – mi sembrerebbe strano dal momento che della crisi erano informati, passo dopo passo, il coordinatore regionale Claudio Fazzone ed il vice coordinatore nazionale Antonio Tajani. I quali hanno fatto il possibile per comporre una frattura diventata insanabile per responsabilità non nostre».

Con chi si schiererà alle prossime elezioni? «Io sono di Forza Italia e quindi se non mi cacciano sarò candidata nelle liste di Forza Italia».

Un messaggio chiede conto della voce secondo la quale avrebbe già un patto con la Lega. «Parlo con la Lega come con tutti i Partiti e le coalizioni civiche, – chiarisce ai telespettatori – ma parlare non significa appartenere a questo o quello schieramento. E comunque chiariamolo: non ho alcun patto con la Lega, non intendo andare con la Lega».




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