Il gioco a non farsi incastrare di Abbruzzese, Pallone, Fardelli

Mario Abbruzzese conferma la guerra totale al Pd per averlo mandato all’opposizione in Provincia. Ma se scavi bene scopri che proprio totale quello scontro non sarà: dove ci sono uomini di Francesco De Angelis eviterà rappresaglie. Marino Fardelli si prepara a giorni a sciogliere il gruppo LB per Zingaretti, di cui è unico componente, per entrare ufficialmente nel gruppo Pd della Regione Lazio. Ma se scavi bene scopri che assomiglia molto all’incasso della cambiale pagata alle scorse Provinciali evitando di schierarsi con Schietroma e contro il suo nuovo Partito. Alfredo Pallone gioca a fare il filosofo della politica. Ma se scavi bene scopri che di filosofico c’è poco o nulla perché è una delle ultime vecchie volpi della politica e il risultato lo centra sempre. E’ quanto emerso dalla puntata di A Porte Aperte andata in onde in diretta ieri sera su Teleuniverso.

Il parterre vede nelle poltrone nere e bianche simil Vespa il presidente della Commissione Riforme della Regione Lazio (il padrone del vapore in Forza Italia), il vice presidente dell’Ente Nazionale Aviazione Civile e coordinatore regionale di Area Popolare nel Lazio, il capogruppo di Lista Bongiornbo per Zingaretti.

La trasmissione inizia già mentre in onda c’è ancora la pubblicità. Fuori onda, Abbruzzese e Pallone apprendono che Fardelli è lì ancora in quota LB: «E no Marino, tu sei qui per il Pd a tutti gli effetti». Il capogruppo con le valigie in mano verso il Pd li guarda e ribatte: «Ma che, siete venuti qui per mettermi a giro?»“

E allora, finita la sigla, il direttore Alessio Porcu non fa nemmeno raffreddare la battuta e parte proprio da Fardelli: Chi ha vinto le elezioni Provinciali? «Tutti, a sentire dalle dichiarazioni sulla stampa. Ma i numeri dicono che il Pd ha la maggioranza in Consiglio». E guarda oltre. «Se ne ricava che il Pd ha la maggioranza anche nei Comuni che nella prossima primevare andranno al voto». Intanto il Pd ha tenuto ben chiusa a Fardelli la porta del Pd regionale: niente spazio per uno che vuole creare una componente interna tutta cassinate e si sta per candidare nella lista socialista di Schietroma. Così, paga dazio e si allinea alla disciplina del nuovo Partito. Ora sta per riscuotere. Quando entra nel gruppo Pd? «Nei prossimi giorni, solo questioni burocratiche mi dividono da questo passaggio”». Scatta la domanda al veleno: a quale chiesa del Pd si iscriverà quella di Francesco De Angelis o quella di Francesco Scalia? Fardelli dribbla: «“Noi vogliamo presentare una alternativa a livello generale, non con un Francesco contro l’’altro»”.

Si passa ad Abbruzzese. Vi hanno mandato all’opposizione: pentiti di non esserci andati da soli, prima del voto, quando mezzo Partito lo chiedeva a gran voce? “«Siamo soddisfatti. Il Pd ha preso più seggi di Forza Italia ma ha riconfermato gli stessi seggi di due anni fa e questa volta li ha presi con una percentuale inferiore (38,5%). Diverso il percorso di Forza Italia espresso appunto dai numeri». Perbacco Consigliere, allora ha vinto Forza Italia: come mai allora siete finiti all’opposizione? «Perché il Pd ha preso più consiglieri, ma i numeri sono lì, il nostro sorpasso è solo rinviato». Pentito di non avere lasciato il Pd quando lo diceva Adriano Roma? «Nel 2014 avevamo appoggiato un progetto politico con Antonio Pompeo e non con il Pd, la riunificazione dei due gruppi del Partito Democratico è cosa successiva e che non ci riguarda. Noi siamo stati ai patti. Oggi prendiamo atto che Pompeo ha scelto altro. E dico: con lui non bisogna prendersi nemmeno un caffè al bar, noi usciremo da tutte le maggioranze e da tutti i patti sottoscritti con il Pd, appena giungeranno a scadenza». Poi la stoccata di Abbruzzese: «Guardate che il Pd senza i voti portati da Massimiliano Mignanelli di Area Popolare sarebbe al 32%”».

E’ un invito a nozze quella citazione dell’ex presidente del Consiglio Comunale di Cassino, tra i colonnelli di Forza Italia poi passato a Ncd – Area Popolare e finito candidato nella lista Pd. Ma Mignanelli fa parte di Area Popolare? Alfredo Pallone salta sulla poltrona: «“Sono qui a parlare di politica…. Ognuno fa le scelte che vuole. Bisogna rispettarle. Certo Mignanelli ha contributo a questa vittoria del Pd. Purtroppo questa campagna è stata fortemente politicizzata –- continua Pallone – dimenticando che stavamo parlando di un ente di secondo grado». Alfredo Pallone è troppo esperto per cadere nell’errore di apparire troppo vicino agli azzurri. Quindi, un colpo di spillone va anche in quella direzione: «Se Forza Italia decide di uscire dai patti raggiunti con il Pd dovrebbe farlo anche da tutti gli altri Enti. In tal caso si aprirebbe un discorso generale che investirebbe anche i Comuni dove si va a votare. E poi vorrei ricordare che qui si vince con le alleanze politiche e non con i numeri crudi».

Intanto le trattative per comporre la nuova maggioranza di governo alla Provincia vanno avanti. Sinistra Italiana ha rivendicato la vice presidenza dell’ente per Luigi Vacana. Oggi appartiene ad Andrea Amata. Pallone si attesta in difesa? «Noi non ragioniamo in termini di poltrone. Non ci interessa. Aspettiamo che il Pd si riunisca e decida. E in quel caso ci esprimeremo”».

In Provincia il presidente Antonio Pompeo sta valutando la possibilità di lasciare a Forza Italia tutte le funzioni di garanzia: la presidenza del Consiglio per Danilo Magliocchetti ed altre commissioni a Gianluca Quadrini. Salta come una molla Mario Abbruzzese: «Noi non parteciperemo a nessuna forma di collaborazione con il Partito Democratico». Consigliere ma sono commissioni di garanzia… «Noi non siamo interessati ad avere a che fare in alcun modo con questo Pd».

Intanto, Alfredo Pallone aveva dato un altolà al Partito Democratico: nessun collegamento tra le trattative per le Provinciali e l’alleanza per le Comunali di Frosinone. Ma non è che lo dice per avere le mani libere nel capoluogo? L’Alfredo Filosofico e Volante dribbla con eleganza la domanda: “«Il Comune di Frosinone? Voglio avere le mani libere di appoggiare chi è vicino alle esigenze della gente». Si va bene, passando a cose più serie: Cristofari Ottaviani? «Non ho deciso, non posso decidere io…. Vedremo che c’è dietro ognuno di loro”».

Come sente parlare di alleanza, Mario Abbruzzese si contorce: è come se la peperonata tentasse di riproporsi. «Negli Enti di secondo livello non si dovrebbe parlare di politica. Purtroppo non è stato così. Noi però romperemo le alleanze nel Cosilam e nell’Asi, perché il Pd cerca la controparte politica solo quando è in difficoltà». E poi, tagliente profetizza: «“Il Pd perderà anche a Frosinone dopo aver perso Cassino…”». Ma a Frosinone Forza Italia farà un patto con Area Popolare di Pallone? «Il sindaco Nicola Ottaviani ha un rapporto di stima con l’amico Pallone. Nicola è deputato a chiudere gli accordi, so che c’è un dialogo aperto. E spero che vada fino in fondo».

Pallone, non molto tempo fa, giurò che non avrebbe mai più fatto accordi con Mario Abbruzzese. Scusi presidente, ma è ancora valido quel veto oppure oggi ci farebbe un nuovo accordo con il Mario Regionale? «L’accordo con Abbruzzese? Aprite una vecchia ferita – sorride Pallone -. A me piace ascoltare, ma più ascolto e più comprendo di meno quanto accade. Diciamo innanzitutto che in politica non ti puoi fidare di nessuno. Se non si parla di progetti e si resta nel campo dei numeri crudi. Questa provincia ha perso una serie di grandi occasioni, ce lo siamo chiesto? Il M5S? La gente non ama loro, è diverso: non ama noi, non ama come governiamo». Sguscia come un’anguilla. Presidente: Cristofari e Ottaviani? –«E’un problema di affidabilità politica perché comunque parliamo di due amici e persone rispettabilissime”». Pallone non lo incastri.

Abbruzzese torna sul famoso accordo saltato con Pallone: la presidenza del Consorzio Asi che toccava al centrodestra e poi è finita a Francesco De Angelis. E velocemente liquida la questione: “«Non c’erano più le condizioni per tenere stretto quel tipo di accordo dopo le elezioni”».

Già, c’è un po’ di confusione nel capoluogo. L’altra sera si sono visti a cena Cristofari e Marini, presente lo Stato Maggiore della componente De Angelis, assente l’area Scalia nonostante sia stata la prima a benedire la candidatura a sindaco per il Pd del presidente dell’Ordine dei Medici. Cosa succede? “«Non lo sanno nemmeno loro”» ironizza fulmineo Abbruzzese. “«Il miglior alleato del Pd -– dice Fardelli – è Mario Abbruzzese. Io mi auguro che il Pd siamo davvero forte nella città di Frosinone. E che non si guardi solo alle caselle, ai numeri”».

“Ma insomma, alla fine, Pallone questo patto lo fa o non lo fa con Abbruzzese? «Perdonare è da re, dimenticare è da sciocchi”».
(ha collaborato Giovanni Lanzi)

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