Porto di Gaeta, i progetti prendono il largo grazie al Recovery Fund

Una marcia in più ai progetti per la riqualificazione del sistema portuale Gaeta - Civitavecchia - Fiumicino: si punta sul Recovery Fund. Intanto prende il via anche il piano del prefetto Frattasi. Più competitivi con l'economia di prossimità

I fondi europei del Recovery Fund per realizzare a Gaeta una vastissima area portuale. Talmente ampia da inglobare anche il pontile Petroli dell’Eni. Talmente avveniristico da prevedere lo spostamento del pontile al largo, fuori Punta Stendardo: unendo il rispetto per l’ambiente e la sicurezza pubblica.

L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale sta lavorando in queste ore sulle indicazioni inserite nel recente Decreto Infrastrutture e sulle previsioni finanziarie del Recovery Fund. Tramite loro punta a dare un nuovo volto al porto commerciale “Salvo D’Acquisto” di Gaeta.

Richiesta da 830 milioni

Sono stati richiesti contributi a fondo perduto per circa 830 milioni di euro. Servono per il completamento dei Piani Regolatori dei tre porti che ricadano sotto la giurisdizione dell’ex Authority del Lazio: Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia.

Anche da Gaeta sono arrivate a Palazzo Chigi, attraverso il Ministero delle  Infrastrutture, alcune relazioni tecniche. Consentono di adeguare l’attuale Piano Regolatore Portuale, realizzando una vasta area portuale. Comincerebbe dalla località Conca – laddove insiste lo storico cantiere navale Italcraft – e si estenderebbe sino al pontile petroli dell’Eni.

Queste schede – ha osservato il presidente Francesco Maria di Majo –  evidenziano la maturità tecnica dei nostri progetti, la loro fattibilità entro il 2026, il rispetto delle regole di erogazione nell’ambito del Recovery Fund”.

Altri 190 milioni

Il sistema dei porti nel Lazio continua ad essere accarezzato del Governo Conte. Il Decreto Infrastrutture ha stanziato 100 milioni di euro per migliorare l’accessibilità stradale. Andrà a migliorare il turismo crocieristico.

Questa prima pioggia di finanziamenti servirà anche per la realizzazione della prima darsena pescherecci del nuovo porto commerciale di Fiumicino.

Il Decreto Infrastrutture, sposando il  piano di azione dell’Authority del Sistema Portuale, rappresenta la cornice per la prossima istituzione della Zona Logistica Semplificata a favore dei tre porti laziali, compreso quello di Gaeta

Economia del Mare e di prossimità

Gaeta, Civitacecchia e Fiumicino rappresentano gli scali commerciali di riferimento della Capitale e del Lazio. Una regione il cui tessuto produttivo pesa circa il 50% di quello del Centro Italia e l’11% di quello nazionale. Oltre a rappresentare il secondo bacino di consumo a livello nazionale. Perché sono numeri importanti per l’economia del Mare? Lo sono in un’ottica di sviluppo dell’economia di prossimità e quindi di trasporto intelligente e sostenibile con l’obiettivo di ridurre  le percorrenze chilometriche sia lato mare che lato terra. (leggi qui Meno carbone, più passeggeri, il porto di Gaeta scommette sui nuovi piazzali).

Lo sollecita il recente Regolamento UE 2020/852 del 18 giugno 2020. Propone l’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili. È quindi fondamentale che il mondo dello shipping e della logistica scelga quei porti che siano più vicini alla destinazione finale delle merci.   

Di tutto ciò –  ha aggiunto il presidente di Majo –  mi sento in dovere di ringraziare, anzitutto, la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli con gli uffici e le strutture dello stesso ministero, che hanno saputo tenere in giusta considerazione i progetti e la documentazione tecnica da noi presentata, valorizzando in tal modo i porti che si trovano a stretto contatto con la Capitale.

Più Porto, più competitivi

La realizzazione delle opere consentirà ai porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta  non solo di acquisire ulteriore e maggiore competitività nel settore dei traffici commerciali, ma soprattutto di uscire dalla crisi che sta vivendo per effetto dell’emergenza sanitaria.

La cantieristica costituisce un segmento fondamentale della blue economy. Soprattutto per Gaeta. Che si prepara a dare ’attuazione alla delibera dell’ex commissario del Comune, il prefetto Bruno Frattasi. Prevedeva la riqualificazione funzionale dell’area della Cantieristica Nautica. Il tutto, attraverso l’arrivo di un finanziamento di 500mila euro della Regione Lazio, stanziati proprio per concretizzare, dopo quasi dieci anni, la delibera dell’allora commissario.

L’Autorità portuale ha annunciato di voler operare in stretta sinergia con l’amministrazione comunale. Con la quale, subito dopo la pausa estiva, “sarà sottoscritto  un preciso protocollo d’intesa”. Definirà la linee guida, il crono programma e l’iter per approntare il progetto di sistemazione e di riqualificazione di un ampio ampio tratto del water front alle porte della città di Gaeta.

La delibera Frattasi: un Porto nuovo

La delibera ‘Frattasi’, alla luce di un accordo stipulato nel luglio 2018 con il Consorzio industriale del sud pontino, prevede lo spostamento di alcuni cantieri navali. Sono quelli che al momento operano a ridosso del quartiere Peschiera-Porto salvo. Andranno in un’area demaniale con destinazione urbanistica ad hoc, a cavallo del fossato di Conca tra l’ex stabilimento Italcraft e il porto commerciale.

L’AdSP  è convinta che la delocalizzazione di queste attività, oltre a favorire il rilancio del comparto, potrebbe permettere il completamento della banchina di riva del porto commerciale di Gaeta. Alla sua sinistra nascerà un’area “ad hoc” per la cantieristica di oltre 20mila metri quadrati che prevede la realizzazione di un bacino di tiro e di uscita per imbarcazioni da diporto di lunghezza sino a 50 metri e anche l’installazione di due binari per permettere il varo ed il rimessaggio delle barche di più grandi dimensioni e lunghezza (oltre i 100 metri).

Molti cantieri, di piccole e medie  dimensioni, operanti nel quartiere Peschiera-Porto Salvo, resteranno laddove operano tuttora: “Ma con un diverso assetto ed una migliore fruibilità funzionale – ha spiegato il presidente Francesco Maria di Majo Soprattutto con una serie di servizi e standard che devono garantire la tutela del comparto e la salvaguardia dell’ambiente in cui si trovano allocati. Il rispetto delle regole d’ora innanzi dovrà essere un’assoluta priorità per gli stessi operatori”.

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