Il potere in piazza: come cambia la mappa dei potenti (di C. Trento)

Foto: copyright Stefano Strani

Album della cerimonia del 2 Giugno a Frosinone: per capire come cambia la mappa dei potenti dopo le elezioni. Rufa festeggia nel collegio in cui è stato eletto. I 'vecchi' finiscono in terza fila o addirittura in soffitta. Ai nuovi squilla il cellulare in pieno Inno di Mameli

 Il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’ Italia) che dialoga con le deputate Francesca Gerardi (Lega) e Ilaria Fontana (Movimento Cinque Stelle). Il senso di come è cambiata la mappa del potere in provincia di Frosinone è tutta qui. Ieri mattina, durante i festeggiamenti per il 2 giugno, il colpo d’occhio di piazza della Libertà raccontava che la narrazione politica è mutata radicalmente dopo lo tsunami del 4 marzo.

Il prefetto Emilia Zarrilli, da perfetta padrona di casa, ha dato un tono istituzionale alla manifestazione. Per il resto, però, riflettori puntati sui nuovi parlamentari. Presenti e assenti.

 

Esordio a Cinque Stelle 

C’erano le due donne elette a Montecitorio: Enrica Segneri e Ilaria Fontana, che nel maggioritario si è tolta lo sfizio di battere Mario Abbruzzese nel collegio Camera Cassino. Sorridente, stringe molte mani, in tanti la cercano. Farà parte della commissione Ambiente, strategica in quello che è stato definito il governo del cambiamento. Enrica Segneri è lì vicino: lei sarà membro della commissione al Lavoro e allo Sviluppo. Con il reddito di cittadinanza come bandiera pentastellata, ha una grande responsabilità. Da protagonista.

Non c’ è Luca Frusone, l’unico parlamentare di questa provincia riconfermato. Non si sbilancia, resta al coperto, ma nessuno si stupirebbe se dovesse diventare sottosegretario o presidente di una commissione. Si vede pure il consigliere regionale Loreto Marcelli, uno che preferisce tenere un profilo basso. In ogni caso i Cinque Stelle appaiono a loro agio nelle postazioni riservate alla maggioranza. Come fecero i leghisti venti anni fa. Corsi e ricorsi storici. Che fanno la differenza però.

 

Il nuovo centrodestra 

Sarà pure come dice Matteo Salvini che ormai la contrapposizione è tra popolo ed elite, ma sorprende registrare che Forza Italia è fuori dalla rappresentanza parlamentare di questa provincia. Il centrodestra ha assunto una connotazione diversa e gli alleati hanno preso la scena, oltre che il sopravvento.

Massimo Ruspandini, senatore di Fratelli d’ Italia, ha fatto tutta la gavetta. Viene da lontano e non si lascia sorprendere. Il Partito di Giorgia Meloni non fa parte del Governo, però sul voto di fiducia si asterrà. Poi si vedrà di volta in volta, ma il solco è tracciato: senso di responsabilità e via di fuga se le cose si metteranno male. Una politica della doppia opzione che rappresenta un lusso di questi tempi.

Per la Lega c’è Francesca Gerardi, che alla Camera farà parte della commissione Finanze. Un ruolo delicato e importante: dalla flat tax ai rapporti con l’Europa. Tutto passerà da quella Commissione. La Gerardi è una debuttante in Parlamento, ma padroneggia la scena. Il senatore  Gianfranco Rufa ha festeggiato il 2 giugno a Viterbo, perché in quel collegio è stato eletto. Una mossa tanto elegante quanto opportuna.

Non c’è Francesco Zicchieri, ma per lui ci sono prospettive politiche di straordinaria valenza. È in piena corsa per la presidenza della commissione Antimafia, che nella scorsa legislatura fu guidata da Rosy Bindi. Ma non finisce qui. La nomina di Giancarlo Giorgetti a sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio rende necessaria la nomina di un nuovo presidente del gruppo dei deputati del Carroccio. Zicchieri era il vice di Giorgetti. Può arrivare a dama, con un doppio colpo pesantissimo sul piano politico.

 

Il Pd che (r)esiste 

Seduti uno accanto all’ altra Mauro Buschini e Sara Battisti, entrambi consiglieri regionali (il primo è capogruppo Dem alla Pisana). Loro fanno parte dell’eccezione che conferma la regola. L’ eccezione è il Pd vincente di Luca Zingaretti. Portano la bandiera, considerando che dodici mesi fa in quella stessa piazza c’erano tre parlamentari del Partito: i senatori Francesco Scalia e Maria Spilabotte e il deputato Nazzareno Pilozzi.

 

La pattuglia “azzurra” 

In prima fila, con la fascia tricolore di sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. Pure per lui, come per Zingaretti, vale l’effetto controtendenza. In Forza Italia è tra i pochi che può dire di aver vinto. C’è il coordinatore provinciale Adriano Piacentini. Quindi, si notano il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli e il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro che parlano in maniera molto fitta.

Più dietro ci sono Mario Abbruzzese (viceresponsabile nazionale degli Enti Locali), Danilo Magliocchetti (capogruppo provinciale e comunale di Frosinone), Rossella Chiusaroli (consigliere provinciale), Adriano Roma (vicesindaco di Arnara).

In Ciociaria gli “azzurri”  restano centrali e maggioritari nel centrodestra, ma il vento del Carroccio soffia forte anche qui. E Fratelli d’ Italia… s’ è desta.

 

Patrizi e Mignanelli 

Immancabile Giuseppe Patrizi, ex commissario della Provincia. Debutto assoluto per Massimiliano Mignanelli, da poche settimane vicepresidente della Provincia. Indossa la fascia blu di ordinanza: un momento da fotografare.

Inno nazionale e telefonini  Risuonano le note dell’ inno di Mameli. Tutti in piedi, a cominciare dai sindaci, orgogliosi della fascia tricolore. Ma parlamentari e consiglieri regionali non sono da meno. Però il destino “cinico e baro”  ci mette… il telefonino. Più di qualche cellulare squilla e c’ è pure chi risponde.

“Dov’ è la Vittoria? Le porga la chioma; ché schiava di Roma Iddio la creò” . «Non posso parlare, sono alla manifestazione del 2 giugno».

Dell’ anno 2018, quello che cambiò la mappa del potere.

 

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