Presidenza della Provincia, il tabù del centrodestra

Tra un anno scade il mandato di Antonio Pompeo e il centrodestra dovrebbe muoversi subito considerando che negli ultimi decenni ha vinto solo una volta con Antonello Iannarilli. Ma la frattura tra Lega e Fratelli d’Italia a Frosinone è indicativa e non promette nulla di buono.

Il 18 dicembre si vota per eleggere i 12 consiglieri provinciali, ma tra un anno esatto scade il secondo mandato del presidente Antonio Pompeo. Il quale nel 2014 vinse il “derby”  del Pd con Enrico Pittiglio, mentre nel 2018 travolse Tommaso Ciccone, impallinato dai franchi tiratori del centrodestra.

Il problema è proprio il centrodestra, che quando si tratta di elezioni provinciali va sempre in crisi.

Il tabù antico

Antonello Iannarilli con la fascia di Presidente

Ai tempi dell’elezione diretta del presidente e dei consiglieri, ci sono stati i trionfi di Loreto Gentile prima e di Francesco Scalia dopo. L’unica eccezione fu rappresentata dalla vittoria di Antonello Iannarilli, ma quell’esperienza durò pochissimo perché lo stesso Iannarilli decise di interrompere anticipatamente la consiliatura per candidarsi alle regionali. Dove non venne eletto.

Ma anche prima, quando cioè non c’era l’elezione diretta, la Provincia è sempre stata terreno fertile per il centrosinistra. Sempre. Il fatto è che il centrodestra sembra non porsi proprio il problema di come provare a vincere e ad eleggere il presidente.

I nomi papabili

Certamente sulla carta ci sono nomi di possibili candidati. Tutti sindaci naturalmente, come prevede la legge: Roberto Caligiore (Fratelli d’Italia), Anselmo Rotondo (Lega), Daniele Natalia (Forza Italia), Lucio Fiordalisio (Patrica). E altri. Ma la coalizione esiste? Perché mentre per l’elezione dei consiglieri ogni Partito correrà per sé, con una propria lista e affidandosi ai voti ponderati, per eleggere il presidente occorre un’unità riconosciuta e molto forte.

Caligiore, Sementilli e Rotondo

Vuol dire che i Fratelli d’Italia di Massimo Ruspandini, la Lega di Nicola Ottaviani, Forza Italia di Claudio Fazzone, l’Udc di Angelo D’Ovidio e Coraggio Italia di Mario Abbruzzese dovranno procedere all’unisono. Trasmettendo alle truppe formate da sindaci e consiglieri comunali un solo inequivocabile messaggio: si vota il candidato alla presidenza. Il quale però andrebbe già scelto, considerando la lunga tradizione del centrodestra di arrivare sotto porta senza avere uno straccio di idea su chi mettere in campo. E poi succede che o non si presenta un candidato alla presidenza (è successo nel 2014) oppure lo si presenta allo sbaraglio (come accaduto nel 2018).

Il fatto è che in questo momento una coalizione di centrodestra non esiste se non sulla carta. Lo scontro in atto a Frosinone tra Lega e Fratelli d’Italia la dice lunga.

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