Prima convocazione: prova di forza della maggioranza (di C. Trento)

Comune Il centrodestra ha avuto sempre il numero legale. Ma sul rendiconto il dibattito con l’opposizione prosegue. Stefano Pizzutelli non risparmia una stoccata agli esponenti del gruppo della Lega

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Sull’approvazione del rendiconto 2018 la prova di forza della maggioranza di centrodestra è stata evidente. (leggi qui Il Consiglio Comunale approva: Ottaviani può salire sul palco con Salvini). La coalizione aveva autonomamente il numero legale, per il quale servono 17 presenze in aula. I consiglieri di centrodestra presenti in aula sono stati 20 su 21. Costantemente. Mancava soltanto, per improcrastinabili impegni di lavoro, Giampiero Fabrizi. Dunque, in poche ore (si è deciso la sera di lunedì di procedere in prima convocazione) la mobilitazione voluta dal sindaco Nicola Ottaviani ha funzionato.

Per quanto riguarda le opposizioni, le 4 presenze in aula sono state importanti sul piano della partecipazione e del contributo ad una discussione su un tema decisivo come il rendiconto. Ma non necessarie per il mantenimento del numero legale.

E hanno voluto sottolinearlo loro stessi. Il capogruppo del Pd Angelo Pizzutelli dichiara: «La maggioranza aveva ampiamente il numero legale e sull’eccezionalità e sul perché dell’orario si è dibattuto molto ma francamente interessa relativamente. Nel merito del rendiconto, invece, il ricorso a “quota 100” ha permesso la copertura del disavanzo per questa annualità, ma per il 2020-21-22 il Comune sarà costretto ad abbattere la spesa corrente e quindi i relativi servizi ad essa collegati, compresi quelli sociali. È questo che mi preoccupa».

Vincenzo Savo, capogruppo della Lista Cristofari, scherza: «Auguriamoci che Salvini venga più spesso, così le sedute consiliari si terranno in prima convocazione sempre». Mentre Daniele Riggi (Psi) rileva: «Da un punto di vista di mera tattica e prassi politica spetta alla maggioranza assicurare e mantenere il numero legale».

Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) dice: «Vi pare che non avrei chiesto la verifica del numero legale se non ci fosse stato? La realtà è che la maggioranza lo aveva ampiamente e autonomamente. Così come era perfettamente normale che la seduta si tenesse in prima convocazione».

Per il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini «l’approvazione del rendiconto 2018 in prima convocazione dimostra ancora una volta la solidità della maggioranza».

Per quanto riguarda il rendiconto, Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) dice: «Condividiamo quanto dichiarato dall’assessore Mastrangeli sull’origine del disavanzo sul consuntivo 2018: il Governo centrale ha disatteso il patto che il Governo e il Comune avevano sottoscritto per consentire al Comune il rispetto del piano di rientro».

«Nella delibera di consiglio c’è poi un altro passaggio fondamentale: il disavanzo 2018 è dovuto all’incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità per circa 5,3 milioni di euro “dovuto al forte ritardo nei pagamenti da parte dei cittadini a fronte degli annunci del Governo, già a partire dalla metà dell’anno 2018, sui provvedimenti della pace fiscale”. Ma la direzione centrale della finanza locale, che vigila sui piani di risanamento, e determina la politica dei tagli di questi anni è un dipartimento del Ministero dell’Interno. Frosinone in Comune spera quindi che i tanti leghisti ciociari folgorati sulla via del Carroccio, chiedano al loro ministro dell’Interno di occuparsi, oltre che di selfie, di finanza locale, mantenendo i patti che il Comune e il Governo avevano sottoscritto».

«Credo anche che una politica fiscale basata sui condoni possa avere come conseguenza che qualche cittadino si senta giustificato a non pagare le imposte arretrate. Ma in questo modo costringendo il Comune a inserire una posta che ha oltre 5 milioni di euro di effetto sul disavanzo 2018».

Concetti che Stefano Pizzutelli aveva già espresso nell’intervento in consiglio comunale. E sui quali il sindaco Nicola Ottaviani aveva replicato in aula, sottolineando di «trovare politicamente incomprensibile la posizione di Stefano Pizzutelli».

Rilevando: «In realtà la situazione di oggi è dovuta a decisioni assunte dai Governi passati. Infatti stiamo fronteggiando una situazione finanziaria non solo derivante dal disequilibrio dei conti dell’anno 2012, ma anche dalle novità legislative introdotte nel 2014, con il mancato gettito del passaggio dall’Imu abitazione principale alla Tasi e con la spending review che ha colpito indistintamente Comuni in piano di riequilibrio – come il nostro, che aveva già operato notevoli tagli alla spesa corrente – e Comuni spendaccioni».

«Il rendiconto portato in consiglio certifica anni di sacrifici e un’attività condotta da questa Amministrazione, mediante l’assessorato al bilancio e alle finanze, non solo lineare e trasparente, ma anche enorme, rimediando pure a delle novità legislative che mettono in difficoltà i Comuni e soprattutto quelli in piano di riequilibrio».

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