Primarie Pd, listone di Renzi trionfa e va verso l’en plein

Che fosse destinato a vincere, nessuno aveva dubbio. E che avesse la possibilità di trionfare, in tanti ci scommettevano. Ma che il listone dei renziani potesse sfiorare l’en plein in provincia di Frosinone era un’eventualità remota. Invece, i numeri dicono che se non ce l’ha fatta c’è mancato molto poco. Renzi è al 78%, Orlando è al 12,4%, Emiliano intorno al 9,6%. Sei delegati su sette all’Assemblea Nazionale sono sicuri di marca listone Renzi: sono entrati Francesco De Angelis Barbara Caparrelli (area Scalia), Nazzareno Pilozzi, Sara Battisti, Carmelo Messore (area Simone Costanzo), Francesca Gatta (area Scalia). Il settimo, il sindaco di Isola del Liri Vincenzo Quadrini, è in bilico. Per agganciare il barcone in partenza verso il Nazionale, ha nuotato come un dannato: ha portato al seggio di Isola del Liri 1.575 persone, di queste ben 1.287 hanno votato per Renzi e quindi per lui. Tanto per fare un paragone: i tesserati Pd in città sono 556, gli iscritti andati al seggio sono stati 376.

Ma il trend è stato alto in tutta la provincia. Le previsioni parlavano di un rischio flop. E invece Frosinone ha superato l’asticella piazzata già in alto la volta scorsa. A votare, a queste primarie sono andati più di 22mila, per gli amanti delle statistiche 22.017. La volta scorsa era stato segnato il record a quota 21.237. Quasi 800 in più. Frosinone è una delle province con i migliori risultati su scala nazionale.

Hanno funzionato le due settimane vissute letteralmente incollato al telefono da Francesco De Angelis, il tour svolto da Simone Costanzo e quello parallelo fatto da Mauro Buschini, la mobilitazione tra i sindaci della nuova cordata in costruzione ad opera di Antonio Pompeo, gli incontri mirati di Francesco Scalia, le visite effettuate da Sara Battisti e Domenico Alfieri.

A Frosinone hanno votato in 1.039, poca roba rispetto alla potenza di fuoco vista ad Isola del Liri. Pure a Cassino non hanno scherzato: 1.426 votanti. E molti non sono elettori del Pd. C’è chi giura che sia scesa in campo la sempre potentissima signora della politica Cassinate Anna Teresa Formisano, tanto per mandare un segnale a qualcuno nel Pd. Altrettanti giurano che pure il dominus di Forza Italia Mario Abbruzzese abbia mandato alle urne un po’ delle sue truppe. Il presidente del Cosilam Pietro Zola è stato visto a capo di una comitiva di votanti. In fila anche Salviniani e simpatizzanti di destra. L’impressione è che si sia giocato ad ‘inquinare‘ il voto, rendendo ancora più caotica una sezione divisa in tre anime.

I numeri dicono che l’antipasto della sfida che si potrebbe profilare alle prossime Regionali tra Antonio Pompeo e Mauro Buschini è stato vinto dal presidente della Provincia. A Ferentino ha portato a votare 1.170 persone mentre ad Alatri il conto si è fermato a 963.

Giuliano di Roma il sindaco Adriano Lampazzi ha centrato il rapporto più alto tra elettori e voti renziani: 565 votanti, ben 512 a Renzi, 26 a Orlando e 15 ad Emiliano, più 7 bianche e 5 nulle.

Un dato sul quale riflettere: a Ceccano (oltre 15mila abitanti) hanno votato 601; a Castrocielo (sotto i 5mila) hanno votato 612, cioè ben 11 in più del comune frabaterno. E ancora: a Veroli hanno votato in 512 mentre a Patrica l’orlandiano Lucio Fiordalisio ha portato alle urne 665 elettori.

Altro motivo di riflessione invece a Ceprano. L’amministrazione comunale ha puntato su Orlando che è arrivato al 20,9%, mentre Renzi ha preso il 65,75% ed Emiliano il 12,32%.

A Falvaterra i votanti sono stati 149 e di questi hanno votato Matteo Renzi 132, Orlando 8, Emiliano 7; Renzi all’88%.

 

EMILIANO E CASSINO

Ma la riflessione più importante sarà quella su Cassino. Al lordo dei voti arrivati da ogni dove ci sono i numeri finali. E dicono che la mozione di Emiliano (sulla quale si contava Salvatore Fontana) è al 34% con 471 voti; a Villa Santa Lucia ha toccato il 70% a Piedimonte San Germano il 38%. Arriva dal Cassinate buona parte del 9,6% provinciale conquistato dal governatore della Puglia, attestatosi a 2077 voti.

 

ORLANDO E MAGGIANI
Supera il 12% il ministro Andrea Orlando, sostenuto dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti e grazie ad una campagna portata avanti dalla capolista Alessandra Maggiani (anche lei centra l’elezione all’Assemblea Nazionale Pd). E’ stata capace di mettere insieme i Giovani del Pd con l’ala più ortodossa che ha in Ermisio Mazzocchi il portabandiera.

 

LE REAZIONI
Il senatore Francesco Scalia ha detto «L’affluenza alle #primarie è la migliore dimostrazione della forza e del radicamento del PD. Avanti insieme!». Francesco De Angelis non sta nella pelle: «Abbiamo superato il voto della volta scorsa e siamo tra le poche federazioni in Italia che migliorano in maniera così netta il dato delle precedenti primarie: abbiamo fatto sentire la nostra voce. Come sempre, uniti si vince. Il Pd quando è unito vince».

Per Barbara Caparrelli «Grandissimo successo del PD in provincia di Frosinone più che nel resto d`Italia. Siamo stati bravissimi». Il segretario provinciale Simone Costanzo si affida ad un hastag: «#straordinariagiornatadidemocraziaoltre22000votanti». Per Alessandra Maggiani: «Come capolista per Andrea Orlando a Frosinone ho vissuto una delle più belle esperienze politiche della mia vita. Sono stata in molti seggi aperti per le primarie: Frosinone, Isola del Liri, Arpino, Fontana Liri, Arce e Roccasecca, e dappertutto ho trovato generosità, accoglienza e tanti giovani. Ringrazio di cuore tutti i nostri meravigliosi militanti che ogni volta rendono possibile questa grande prova di democrazia che sono le primarie! Senza di loro il PD non potrebbe esistere».

Per Nazzareno Pilozzi «Una bella pagina di democrazia, un’affluenza straordinaria aldilà di ogni aspettativa, grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato. Un risultato chiaro che ci lascia una grande gioia e una grande responsabilità. Michele Emiliano e Andrea Orlando due degni competitori, Matteo Renzi un grande segretario con cui ricominciare. »

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