Frecciate e colpi di spillo: primo faccia a faccia tra Bruni e De Donatis

Roberto De Donatis

Allusioni. E frecciatine lanciate con il sorriso. Dopo un mese di gelo arriva il primo vero faccia a faccia tra Massimiliano Bruni, Roberto De Donatis e altri esponenti della maggioranza. Lino Caschera accusato di giocare alla roulette. Mosticone solleva il problema politico e del revisore di Ambiente scaduto. Per Fratelli d’Italia è iniziata l’era dell’appoggio esterno

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

L’occasione è stata la riunione della Commissione Lavori Pubblici convocata dal suo presidente Massimiliano Bruni per venerdì 5 giugno alle 12. Necessaria per organizzare la seduta del Consiglio comunale in programma per lunedì pomeriggio. La prima post emergenza Covid, che si terrà a porte chiuse con la sola presenza dei giornalisti.

In quella commissione si sarebbe dovuto discutere dei due punti all’ordine del giorno dell’assise. Ossia il Piano di vendita degli alloggi popolari del Comune di Sora e la proposta di riqualificazione della ex Tomassi: una semplice delibera di indirizzo sulla quale lo stesso Bruni si starebbe mettendo di traverso. Invece il consigliere ex delegato ai Lavori pubblici ci ha voluto mettere altro. Una sorta di ricognizione dello stato di attuazione delle opere, quasi a voler dimostrare che i ritardi imputatigli dal primo cittadino per togliergli nei giorni scorsi la delega non sono dipesi da lui. Ma dalla lentezza della burocrazia. (leggi qui Terremoto in municipio a Sora: ritirate le deleghe a Bruni).

E infatti alla seduta della Commissione era presente anche il dirigente comunale. Oltre ai consiglieri che ne fanno parte: Ernesto Tersigni e Luca Di Stefano per l’opposizione. Lino Caschera e Alessandro Mosticone per la maggioranza. Oltre allo stesso Bruni che ha presieduto i lavori e il sindaco Roberto De Donatis.  

Il primo faccia a faccia

Massimiliano Bruni con il sindaco Roberto De Donatis

Si è trattato in realtà del primo vero faccia a faccia fra il sindaco e il consigliere di Fratelli d’Italia. Non si rivolgevano la parola da oltre un mese. Ben prima che De Donatis annunciasse con un comunicato stampa, il 14 maggio, l’intenzione di non rinnovargli la delega ai Lavori pubblici, che ha tenuto per se, parlando di mancanza di fiducia a livello personale.

Mossa a cui era seguita la decisione di Fratelli d’Italia di rimanere in maggioranza per senso di responsabilità, ma valutando di volta in volta cosa e come votare. (leggi qui Deleghe? No grazie Robè, il cerino acceso resta a te).  

Il primo punto è scivolato via senza troppi problemi. Del resto era già approdato in Consiglio comunale, salvo poi saltare per mancanza di maggioranza. Quel giorno, Bruni era arrivato con ritardo in Aula: era andato a una riunione di centrodestra. Ed il consigliere Alessandro Mosticone non gli aveva voluto reggere il gioco garantendo la maggioranza. (Leggi qui Il centrodestra è in riunione, salta la seduta del Consiglio Comunale)

Il nodo ex Tomassi

L’area ex Tomassi / Serapide

È stata invece la delibera di indirizzo sulla ex Tomassi, ad accendere il dibattito.

È il progetto per la riqualificazione del complesso immobiliare ex Tomassi: un tempo era alla periferia della città, che crescendo è diventata uno delle zone più affollate. C’è da anni un piano per trasformarla in un centro destinato alla preparazione dei pasti per le mense scolastiche cittadine, un’area verde, una serie di appartamenti di housing sociale ma anche spazi commerciali e sale cinematografiche. A cui ora, nell’ambito di un progetto che verrebbe rivisitato, si aggiunge la realizzazione di una scuola per 600 alunni. In cambio il Comune rinuncia agli oneri concessori dovuti, per almeno 2 milioni e 400 mila euro. Oltre i nuovi che si aggiungeranno.

Perché torna di attualità quel piano, iniziato ai tempi dell’Amministrazione Tersigni? La giunta De Donatis ha riaperto il dialogo con la vecchia cordata di imprenditori e sarà all’ordine del giorno del consiglio dell’8 giugno.

È su quel fascicolo che Bruni sembra intenzionato a concentrare l’attenzione. Nei giorni scorsi, con una richiesta di accesso agli atti, ha chiesto copia di tutti i documenti.

“Ora sei più libero di fare politica”

Massimiliano Bruni ed il sindaco De Donatis

I toni pressoché formali. Il clima gelido. Di distacco. Per qualcuno l’occasione è stata propizia per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. L’assist lo ha fornito il sindaco durante la discussione. Proprio mentre si parlava della ex Tomassi.

Hai visto com’è bello adesso. Sei più libero per fare domande, per chiedere. E per fare più politica” ha detto Roberto De Donatis. Resta da capire se fosse un modo per rompere il ghiaccio e convincere Bruni della opportunità della scelta effettuata circa tre settimane prima. Oppure una provocazione.

Qualunque fosse dei due casi, Bruni non si è affatto convinto. Anzi. Visto che ha risposto per le rime, rilanciando le accuse: “Qui la politica, chi ha iniziato a farla prima di me sei stato tu”. Riferendosi chiaramente alla strategia messa in atto da circa un anno con Forza Italia. A questo punto il sindaco avrebbe lasciato cadere senza replicare. (leggi qui L’intervista di Fazzone manda all’aria la grande migrazione di Quadrini)

Caschera e la roulette

Lino Caschera

Non si è dovuto attendere molto per assistere al secondo round. Che stavolta ha visto finire nel mirino di Bruni il consigliere con delega alle Manutenzioni Lino Caschera. Viene da Forza Italia, è stato fino alla fine nell’ala dell’ex presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese e del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli: il primo ora sta in Cambiamo di Giovanni Toti ed il secondo da dicembre è nella Lega. Che a Sora ha detto chiaramente di non volere Caschera se non lascia prima la maggioranza e passa con lei all’opposizione.

Massimiliano Bruni ora svela che Lino Caschera ha aperto una trattativa con Fratelli d’Italia mentre era in attesa di capire come evolvesse la vicenda della Lega. “Ti faccio i complimenti perché riesci a giocare su quattro o cinque tavoli insieme. Mentre io non riesco a farlo nemmeno su due” la freccia avvelenata di Bruni.

A cui ha risposto Mosticone, anche lui proveniente da Forza Italia ed oggi a capo del gruppo civico Reset: “Con Lino è come stare alla roulette. Punta sul nero, sul rosso, sul pari e sul dispari. Cosa è rimasto?”.   

E’ rimasto lo zero. Quello verde” scherza Caschera. “Verde Lega” replica Mosticone.  

È un diesel

Terzo round. Sempre in commissione Lavori pubblici. E sempre durante la discussione sulla ex Tomassi.

Tu vai a benzina perché ho visto che sei partito sprint. Io invece vado a gasolio. Ci metto più tempo a scaldarmi ma una volta partito non mi fermo più”. Con evidente allusione all’atteggiamento di Bruni che “pur essendoci due soli punti al Consiglio di lunedì lui in Commissione ne ha portati sette”.

Fra cui la questione delle opere per completare il recupero di rione Napoli. E cioè una nuova area giochi per bambini, una struttura per il Padel e l’area verde da sistemare. Un chiaro messaggio di Bruni per il sindaco: “sulla riqualificazione di Rione Napoli c’è la mia firma e non lo mollo. Nonostante tu mi abbia tolto la delega”.    

L’affaire Coletta

Natalino Coletta

La ciliegina sulla torta è arrivata dal consigliere di minoranza e già sindaco Ernesto Tersigni. Che su quello che ormai è diventato l’affaire Coletta (il consigliere che da oltre un anno è in predicato di entrare in giunta) ha messo il dito nella piaga. (leggi qui Rinviare Natalino per tirare a campare. Ma è meglio che tirare le cuoia).

Sorridendo ha chiesto al sindaco quando Coletta sarebbe diventato assessore. De Donatis ha risposto con un altro sorriso.

Il sindaco riunisce la maggioranza

Si sono incontrati sempre in Municipio. Sempre venerdì 5 giugno. C’erano tutti i consiglieri tranne Massimiliano Bruni. Assenti anche alcuni degli assessori: il vicesindaco Fausto Baratta, l’assessore al Bilancio Maria Gabriella Paolacci  e quello alla Cultura Sandro Gemmiti.

Bruni in commissione si era riservato di fare delle domande proprio alla riunione a cui non ha poi partecipato. Invece non è andato ritenendo che “politicamente non c’è più alcun rapporto. C’è soltanto un impegno amministrativo per cui il Partito è stato rappresentato dalla nostra capogruppo”.  

In pratica è iniziata la strategia dell’appoggio esterno. Già annunciata dopo il ritiro delle deleghe da parte del sindaco. Ossia quella di valutare di volta in volta cosa fare. Anche se, per completezza, Fratelli d’Italia a questo punto dovrebbe restituire tutte le deleghe che ha ancora in mano. Altrimenti è un appoggio dall’esterno solo a parole.

Mosticone reclama chiarezza

Alessandro Mosticone

Ad esprimere la posizione di Fratelli d’Italia ci ha pensato la capogruppo Simona Castagna. A domanda specifica ha annunciato che Bruni sarà in Consiglio e voterà il primo punto. Per il secondo, ossia la riqualificazione ex Tomassi, si sta decidendo il da farsi.

Ma la questione non è votare i punti o meno. C’è un problema politico di fondo” ha sbottato il capogruppo di Reset Alessandro Mosticone che ormai vede un percorso a ostacoli per il prosieguo dell’Amministrazione. Ed è stato sempre lui, durante la stessa riunione, a dire ciò che pensa. Senza peli sulla lingua ha fatto notare che ci sono alcune cose che non vanno. Ormai manca un anno. Occorre focalizzarsi su poche cose da fare. Tre o quattro al massimo. E realizzarle”.

Quindi è tornato a sollevare la questione del revisore unico di Ambiente Surl, ora Ambiente e Salute: “E’ scaduto da due anni e non è stato ancora rinnovato”.

Non voglio gettare benzina sul fuoco ma il revisore va cambiato” gli ha dato man forte Natalino Coletta.

Un chiaro segnale di come anche gli equilibri interni stiano cambiando. Visto che il revisore rimasto in carica per ulteriori due anni dopo la scadenza era stato espresso da Fratelli d’Italia.   

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