Prodi chiama, Tajani risponde. Quella pazza idea del Centro

Il Professore e fondatore dell’Ulivo interviene sul futuro dell’Europa: “O la finiamo con le approvazioni all’unanimità o saremo sempre destinati ad essere i servi degli altri”. Il coordinatore nazionale di Forza Italia: “Più poteri al parlamento significa poter esercitare un vero controllo sulla Commissione e sul Consiglio da parte dei cittadini”. Può essere una piattaforma.

Antonio Tajani è coordinatore nazionale di Forza Italia oltre che vicepresidente del Ppe. Partecipando in collegamento al secondo forum sul futuro dell’Europa, Tajani ha spiegato: L’Europa ha un problema politico perché non ha un leader, con l’uscita di Angela Mekel, sono rimasti Emmanuel Macron e Mario Draghi, ma non c’è una vera e propria leadership capace di guidare l’Europa ad essere protagonista. Quando dobbiamo confrontarci con grandi realtà come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina o l’India ci deve essere un leader”.

Non si possono perdere occasioni per veti di vari Paesi su determinate questioni. Si deve poi cambiare l’assetto democratico: penso anche sia essenziale che il parlamento europeo debba avere più potere, qualcosa è stata ottenuta con il trattato di Lisbona, ma ancora è poco. Il parlamento deve avere potere di iniziativa legislativa. Più poteri al parlamento significa poter esercitare un vero controllo sulla Commissione e sul Consiglio da parte dei cittadini. C’è ancora carenza di democrazia in Europa”. 

Il monito di Prodi

Romano Prodi. Foto: Marco Cremonesi, Imagoeconomica

Non sono frasi di circostanza, perché in realtà l’attribuzione di più poteri al Parlamento europeo va nella direzione di un cambio di assetto che potrebbe anche arrivare ad un punto nuovo: meno poteri alla Commissione e più al Consiglio europeo. E in un tale contesto lanciare l’opzione Mario Draghi. E’ un tema all’ordine del giorno del dibattito politico europeo.

Precedentemente sul punto aveva detto la sua il professor Romano Prodi, fondatore e leader dell’Ulivo, l’unica coalizione di centrosinistra capace di vincere le elezioni e governare. Prodi è presidente della Fondazione “Per la collaborazione tra i popoli” ed ex presidente dell’Unione europea.

Ha partecipato in collegamento al secondo forum sul futuro dell’Europa “La metamorfosi di Europa”, incontro organizzato da “Taobuk”, a Taormina, all’Universita di Messina. Ha affermato il Professore: “O la finiamo in Europa con le approvazioni all’unanimità o saremo sempre destinati ad essere i servi degli altri: come si fa ad avere l’unanimità su tutte le questioni più complesse? Già era difficile in sei, con 27 paesi è inconcepibile. Non riusciremo mai a fare una politica estera comune e a confrontarci con Russia e gli altri grandi paesi perchè il problema del comando in politica è determinante. Oggi  posso parlare con questa brutalità perchè sono il nonno d’Europa”.

Con l’unanimità non possiamo avere una  politica estera ed economica e non possiamo risolvere i grandi  i problemi come l’immigrazione. Siamo tra i grandi attori dell’economia mondiale ma non conteremo molto finchè non avremo una linea di comando comune . Meglio un’Europa a più velocità che con il motore spento Se qualche paese non può starci, che non ci stia. Se si deve trattare su cose concrete si deve avere una posizione di maggior forza”.

L’aspetto nazionale

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Parole fortissime, che non potevano e non possono passare inosservate. Ma c’è anche un aspetto politico, perfino di carattere nazionale, che non va sottovalutato. In Italia la situazione è la seguente: due forze sovraniste (Lega e Fratelli d’Italia) che occupano i primi posti dei sondaggi da tempo. In modo stabile. Un Pd che regge intorno al 20% ma è privo di una credibile politica delle alleanze. E poi i Cinque Stelle che oscillano tra il 14 e il 16%. Si potrebbe provare a mettere in piedi una coalizione europeista formata dalle forze moderate.

In altri termini quell’alleanza tra Pd e Forza Italia che Matteo Renzi e Silvio Berlusconi aveva evocato, potrebbe perfino starci. Correnti del Pd (e di Forza Italia) permettendo.

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