La mucca nel salotto e la traversata nel deserto del centrosinistra a guida Zingaretti

La profezia di Pierluigi Bersani si è avverata. Il centrodestra è ormai largamente maggioritario, anche in provincia di Frosinone, dove però Ruspandini e Zicchieri non riescono a dare la spallata ad Abbruzzese. E il Pd non ha altra strada se non quella di “recuperare” sui territori, a scapito dei Cinque Stelle.

Aveva ragione Pierluigi Bersani quando, da segretario del Pd (ha vinto le primarie due volte, contro Dario Franceschini e contro Matteo Renzi) ammoniva che a forza di concentrarsi sul Movimento Cinque Stelle il Partito Democratico avrebbe finito con il non vedere la mucca che intanto si era sistemata nel corridoio, prima di entrare direttamente in cucina e nelle camere da letto. E nel salotto.

La mucca naturalmente era il centrodestra, ormai largamente maggioritario nel Paese. Un centrodestra diverso da quello del passato monopolizzato da Silvio Berlusconi. Con la Lega forte solo al nord, con Alleanza Nazionale non in grado di avvicinare gli “azzurri” sul piano del consenso e con Ccd e Cdu funzionali ma comunque marginali.

Oggi lo schema è profondamente diverso: la Lega di Matteo Salvini è straripante, i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni hanno una vocazione sovranista ma, almeno finora, con percentuali di voto che comunque sono la metà di quelle di Forza Italia. Il Partito di Berlusconi è in difficoltà, continua a perdere voti ad ogni elezione e ad indietreggiare nei sondaggi. Vedremo alle europee. Ma il problema è anche di compatibilità caratteriale tra il nuovo Capitano Matteo Salvini e il vecchio leader Silvio Berlusconi. Tutto questo sul piano nazionale.

Per quanto riguarda la Ciociaria, al netto della situazione del Comune di Cassino (sfuggita ad ogni tipo di controllo), nel centrodestra il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e l’onorevole Francesco Zicchieri (Lega) non sono riusciti in questi undici mesi a mettere all’angolo Mario Abbruzzese, vice responsabile nazionale degli Enti Locali e punto di riferimento di Forza Italia. Le Europee avranno una dimensione nazionale, con il voto di opinione prevalente.

La situazione del centrodestra provinciale appare ingessata e l’approdo del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani nella Lega non cambierà comunque la sostanza politica della questione. Il centrodestra è maggioritario anche dalle nostre parti, ma non riesce neppure a far sedere i suoi rappresentanti attorno allo stesso tavolo da mesi.

Il centrosinistra e il Pd hanno davanti una lunga traversata nel deserto, sia sul piano nazionale che locale. Ma non comincerà prima del 3 marzo prossimo, quando sarà chiaro il risultato delle primarie. Con Nicola Zingaretti lo schema sarebbe chiaro: coalizione larga, apertura alle liste civiche, ripartenza dai territori. Lo spazio politico però è lo stesso dei Cinque Stelle. Che adesso dovranno cercare di correre ai ripari proprio sul piano di quel radicamento territoriale che hanno sempre snobbato.

Non sarà per niente semplice.

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