Pro Loco? Pro Poco! Il Comune salta gli incontri e… chiude i rubinetti

Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che tra l’attuale gestione della Pro Loco di Anagni ed il Comune (meglio, questa amministrazione comunale) non corra buon sangue. Che vedute politiche diverse, o magari questioni personali, possano aver creato una barriera. Un sospetto che per qualcuno è quasi una certezza, visto che le ripetute richieste di contatti ed incontri sono sempre cadute nel vuoto. E che da dicembre di soldi non se ne vedono più.

 

Un vuoto nel quale potrebbe cadere, fino alla liquidazione, un organismo, la Pro Loco appunto, che da anni, sotto ogni bandiera politica, tenta, magari con fatica e qualche errore, di fare quello che dovrebbe fare ogni Pro Loco; stimolare la vita artistica e culturale di una città. Soprattutto se questa città si chiama Anagni. Un nome che, in quanto a storia e cultura, non ha nulla da invidiare a nessuno.

 

I fatti sono noti a tutti ormai; dopo un periodo di polemiche e scontri, tra tessere fatte a gran velocità, ed in gran numero, tanto da sollevare più di qualche polemica, qualche mese fa si tengono le elezioni per il rinnovo del direttivo. Qualcuno giura che si tratti di una vera e propria prova di forza (politica); quasi un banco di prova per tarare i successivi equilibri politici in città, in vista di possibili (allora piuttosto lontane, ora forse meno) nuove elezioni comunali. Una congettura rafforzata dal tasso obiettivamente alto di esponenti politici cittadini che si danno da fare per entrare in lista e farsi eleggere.

 

Comunque sia; le elezioni si tengono e il direttivo della Pro loco si insedia, anche se tra le polemiche, a causa di una differente interpretazione dello statuto. Da una parte chi sostiene che devono far parte del direttivo 12 consiglieri ( più il sindaco, o un suo delegato, che fa parte del consiglio per diritto); dall’altra, chi ritiene che, come da prassi consolidato negli anni, il direttivo debba essere composto da 8 consiglieri. Si ricorre ad un notaio, che conferma la versione dei 12 +1

 

Tutto a posto?

 

In effetti, tutto sembra ripartire regolarmente: il nuovo direttivo si pone, tra i suoi obiettivi, quello di rivitalizzare l’ufficio turistico e quello di aggiornare lo Statuto allineandolo con gli Statuti consigliati dall’Unione delle Pro Loco d’Italia. Viene avviata la riapertura dell’ufficio turistico, che ora è aperto tutti i giorni, come non accadeva da anni; si avvicinano altre persone, vengono realizzati espositori nei quali promuovere i prodotti degli artigiani locali. Vengono inoltre ripresi i contatti con guide accreditate per i gruppi di turisti. Si lavora anche su altri piani: ad esempio le convenzioni con licei, nell’ambito del progetto alternanza scuola lavoro: La pro loco ospiterà gli studenti liceali, per la traduzione di tutti i testi turistici della cattedrale.

 

Allora dove sono i problemi?

 

Nella resistenza, secondo la Pro Loco, mostrata da una parte dell’amministrazione nell’attivare una reale forma di collaborazione. E la prova starebbe nel fatto che fino allo scorso dicembre erano stati erogati fondi per l’organizzazione di eventi . Ma da quando si è insediata la nuova dirigenza, nulla sembra sia stato dato, nemmeno in occasione della festa di San Magno, per 13 anni gestito in tutto dalla Pro loco, tranne la parte artistica. Sulla carta è tutto a posto, c’è persino una delibera pronta per andare in giunta, con fondi destinati alla Pro Loco, portata da un caposettore. Ma ogni volta la pratica viene rinviata. E quindi i fondi non vengono dati.

 

È vero, fanno sapere dalla Pro Loco, che sull’ente grava un debito legato alla gestione degli spettacoli pirotecnici dell’estate 2013; ma è vero anche che, la Pro Loco intende farvi fronte; che il debito è stato regolarmente comunicato al Comune, che ne è aggiornato perché da Statuto ha un consigliere e conosce sempre la situazione. “Noi quel debito vogliamo regolarizzarlo. Vogliamo farcela da soli- dicono dalla Pro Loco-. Soltanto, ci saremmo aspettati almeno un segnale di attenzione e di buona volontà dal comune”.

 

Il problema, pare, è proprio nell’assenza di contatti con il comune. Che da quattro riunioni non si presenta, e nemmeno risponde alle sollecitazioni della Pro Loco. Il rischio è quello della chiusura e della messa in liquidazione della stessa Pro Loco. Di qui l’appello dell’ente: «Non c’è un pregiudizio della Pro Loco nei confronti del Comune. Siamo pronti alla collaborazione. Sollecitiamo una collaborazione. Ci dicano cosa intendono fare».

 

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