Promossi e bocciati a Cassino in vista di Regionali e Comunali

Proiettando i dati delle Politiche di domenica scorsa su Regionali e Comunali ci sono vincitori e vinti nel collegio di Cassino. E ora inizia la resa dei conti

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Gli esperti sono già all’opera. Calcolatrice alla mano, carta geografica aperta: studiano come ha votato ogni Sezione. I più abili riescono a ricostruire tutti i dettagli, vengono dal periodo del centralismo democratico quando il partito indicava ad ognuno chi e come votare. Riescono a compiere un’analisi famiglia per famiglia e casa per casa.

A cosa gli serve quel lavoro? A studiare le prossime elezioni: le Regionali che si terranno a metà dell’inverno e poi le Comunali del 2024. Quei flussi aiutano a capire chi funziona e dove invece si deve intervenire.

I flussi a Cinque Stelle

Enzo Salera

Il bacino sul quale tutti sono concentrati è quello del Movimento Cinque Stelle. Per il semplice motivo che il Partito di Giuseppe Conte a Cassino non esiste: non ha una sede, non ha una classe dirigente, non esprime un consigliere comunale, non ha referenti territoriali che dialogano con i parlamentari. Eppure, il M5S a Cassino ha raccolto 3.670 voti, pari al 22,19%: più dell’intero Centrosinistra che, pur governando la città, alla Camera si ferma a 3.472 voti con il Pd che non arriva a raggiungere il 15%.

Com’è possibile? Nel Centrosinistra ci sono due analisi sul tema. La prima è sul piano politico e proviene dai dirigenti del Partito Democratico: sono in pre allarme per le prossime Regionali. Quel bacino è enorme e può contribuire a determinare l’elezione di un Consigliere pentastellato alla Pisana drenando consenso ai Dem. Chiedono indicazioni al Provinciale: la Direzione per l’analisi del voto era convocata a Frosinone per giovedì della prossima settimana. È stata rinviata perché nello stesso giorno ha convocato la Direzione Nazionale il Segretario Enrico Letta.

Di quei numeri non fanno un dramma invece sul piano amministrativo. In chiave Elezioni Comunali il cerchio del sindaco Enzo Salera considera quel consenso al mondo pentastellato come voti che nella stragrande maggioranza andranno a Salera alle prossime amministrative, soprattutto in caso di un eventuale ballottaggio, così come già avvenuto anche nel 2019. L’unico timore è un’infiltrazione dal centrodestra che possa spingere il M5S a porre una candidatura a sindaco.

I flussi leghisti

Pasquale Ciacciarelli

Il dato più evidente è quello della Lega. Il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani è stato eletto deputato con il 54% dei voti Uninominali, cioè nel confronto diretto con gli altri candidati dove bastava prendere un voto in più degli avversari per ottenere il successo. A Cassino città però ha preso il 45% ovvero nove punti percentuali in meno della media dell’intero collegio elettorale.

Non è stata un’imboscata, allo stesso modo in cui non lo è stata quella registrata nelle Regioni del Nord Est: pure lì c’è stato uno sbilancio tra i voti all’uninominale e le crocette messe sul simbolo della Lega nel Proporzionale, cioè nel confronto dove si votano i Partiti. A Cassino la dimostrazione sta nella lettura dei dati ottenuti dalla Lega in tutti i Comuni dove il Responsabile provinciale Organizzazione Pasquale Ciacciarelli ha organizzato le iniziative elettorali per Ottaviani.

La Lega in molti centri del collegio è in doppia cifra. A Vallemaio ottiene quasi il 20%, mentre a Settefrati supera il 18%; a Colle San Magno è verso il 17%; c’è Pastena dove prende oltre il 16%, mentre a San Giovanni Incarico e Fontechiari viaggia verso il 15% e poco meno ottiene a Campoli Appennino, Villa Latina, Colfelice, Coreno Ausonio, Pico e Fontechiari; nei seggi di Roccadarce la Lega ha preso il 13%, a Fontana Liri e San Giorgio a Liri sfiora il 12%. È sopra l’11% a Gallinaro e Broccostella, a Belmonte Castello ed Arce, a Piedimonte San Germano e Pignataro Interamna così come a Sant’Elia Fiumerapido. Al 10 ci sono Comuni popolosi come Sora, Aquino, Castrocielo, Castelliri e Casalattico.

Un dato che lascia senza preoccupazioni per le Regionali il Consigliere uscente Pasquale Ciacciarelli. Eletto la volta scorsa in Forza Italia, in questi cinque anni gli equilibri si sono spostati verso il Carroccio. La Lega non ha preoccupazioni a centrare l’elezione: a condizione di schierare una lista competitiva; l’ingresso di Gianluca Quadrini garantisce un valore aggiunto.

Il doppio problema

Come va letto allora l’8,2% preso a Cassino? Ci sono due fattori: uno politico ed uno di campanile. Sul piano politico: come cinque anni fa Cassino ha agganciato i flussi del Sud Italia, votando il Movimento 5 Stelle; alle elezioni del 2018 quella tendenza costò l’elezione certa di Mario Abbruzzese.

Sul piano campanilistico: Nicola Ottaviani è stato due volte sindaco di Frosinone, città che a Cassino è da sempre ritenuta usurpatrice del suo ruolo di capoluogo che le venne scippato nel ’27 per decisione di Mussolini. Una ferita rinnovata ora dal fatto che Cassino non ha avuto un suo candidato di centrodestra in queste elezioni. Votare un frusinate per quanto si tratti di Ottaviani è complesso a Cassino.

Gli attivisti di Ciacciarelli poi hanno chiesto il voto per l’uninominale, spingendo per l’elezione del loro candidato alla Camera; il voto sul simbolo è stato sollecitato solo in parte.

La resa dei conti a destra

Gabriele Picano e Franco Evangelista

La prossima scadenza sono le Regionali. Ed ognuno viaggerà per conto suo a caccia delle preferenze personali. Lo sa benissimo un esperto della materia: il Consigliere comunale Franco Evangelista, eletto nella Lega e poi transitato in Fratelli d’Italia.

Calcolatrice alla mano spiega: “A Cassino ha vinto Fratelli d’Italia, non la Lega. Anzi, direi che la Lega è riuscita a far perdere il Centrodestra un’altra volta“. Il Centrodestra in realtà è la prima coalizione a Cassino con 7.511 voti, Fdi il primo partito con il 26,3%. Dunque, cosa intende Evangelista per sconfitta? Sostiene che il traino di Fratelli d’Italia sia stato determinante. “Invito l’onorevole Nicola Ottaviani, se vuole rappresentare questo territorio, a fare una riflessione sui dati di Cassino“.

La realtà è che sta accendendo i motori per le prossime Regionali. La ruggine con Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese è personale ed antica: risale ai tempi di quando tutti e tre militavano in Forza Italia. Ma il consigliere di Centrodestra punta poi il dito anche contro il sindaco di Cassino, spiegando che dovrebbe dimettersi dopo queste elezioni. Per quale motivo? Sostanzialmente spiega che il suo Pd non arriva al 15%, ovvero quattro punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale. Quindi estrapola nel dettaglio i dati delle frazioni di Sant’Angelo e dice: “Su 1835 votanti delle quattro sezioni della frazione dove risiede anche il sindaco Salera, al Senato il Pd e il candidato del territorio Sergio Messore si fermano a 211 voti“.

Il feudo di Caira

Salera gioca a scacchi con Fardelli

Un dato interessante è anche quello che emerge dalle sezioni 9 e 10: sono quelle delle frazioni di Caira, fortino elettorale di Cesare Fardelli e oggi dei due figli Marino, difensore civico della Regione Lazio e Luca, consigliere comunale di Cassino.

Nel 2019 Luca si è candidato alle Comunali a supporto di Giuseppe Golini Petrarcone, contro il Pd. Ha poi sostenuto Salera al ballottaggio, ma non è bastato a risanare le ferite: trascorsi tre anni da quelle votazioni, i rapporti sono ancora altalenanti. Si sono tornati a logorare alla vigilia delle Politiche: Enzo Salera ha rifiutato di partecipare all’iniziativa a Caira con Sergio Messore organizzata proprio da Luca Fardelli. Che qualche sera prima era stato visto in compagnia del coordinatore provinciale di Italia Viva Salvatore Fontana.

In molti, a partire dal sindaco, temevano che stesse facendo campagna elettorale per loro, sostenendo Messore senza convinzione, solo di facciata. I dati delle urne dicono altro: Azione/Italia Viva raccoglie poco più di 50 preferenze nei due seggi di Caira, mentre Messore ne conquista 170 alla sezione 9 (vince Fazzone con 187) e 162 alla 10, anche in questo caso vince sempre Fazzone, con 197 voti.

A supporto del senatore uscente e della lista di Forza Italia ha messo in campo le sue truppe soprattutto l’ex consigliere comunale di Cassino Rossella Chiusaroli, dimostrando di avere ormai un bacino politico autonomo. Un bacino diverso da quello degli anni in cui a guidare le truppe di Berlusconi in città c’era il gruppo dirigente ora passato alla Lega.

Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Messore e Salera

Nel Centrosinistra si guarda il bicchiere mezzo pieno. Se è vero che il Pd in città va sotto la media nazionale, è stata invece vinta la scommessa con il candidato del territorio, Sergio Messore. (leggi qui: Metà dei voti a Partiti che non sono in Comune).

Enzo Salera evita i trionfalismi. Attende il passare di qualche giorno ma ha due obiettivi già ben chiari: fare i conti con la segreteria provinciale e rivedere la sua giunta. Per il momento manda avanti il coordinatore della sua lista, Fernando Cardarelli, che lancia segnali inequivocabili al Segretario Provinciale Luca Fantini: “Credo di poter dire che a Cassino il Pd ha ottenuto tra i migliori risultati della provincia (malgrado la netta sconfitta che abbiamo subito). Spero sia chiaro a tutti“. 

Per quel che riguarda invece gli assessori da rivedere, invece, tutti sono in discussione. Intanto a festeggiare è solo uno, Luigi Maccaro, coordinatore provinciale di Demos, che sui social scrive: “A Roma centro Paolo Ciani ferma la destra conquistando uno dei pochi seggi per il centrosinistra. Perché Paolo ce l’ha fatta? Perché Paolo non è uno che urla per convincere gli altri, non è uno che insulta gli avversari, non è uno che ridicolizza le scelte altrui, non ha bisogno di mostrare i muscoli per affermarsi“.

Già, i muscoli. Il riferimento è a quelli che Enzo Salera non di rado fa invece valere anche all’interno della sua squadra. E che a breve si prepara nuovamente a sfoderare: tutti sulla graticola, nessuno è intoccabile.

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