Promoveatur o amoveatur: cosa c’è dietro al ritorno di Zicchieri a Frosinone

Cosa sta accadendo nella Lega. Perché Francesco Zicchieri ha ripreso il timone provinciale del Partito. Appena 24 ore dopo la promozione del Coordinatore Francesca Gerardi. I due incontrio chiave. Che spiegano tutto il riposizionamento

Promoveatur ut amoveatur: quando i Consoli delle periferie dell’Impero non erano efficaci nel gestire i territori Roma li promuoveva a Senatori, affinché lasciassero le proprie terre e si trasferissero nella Capitale per un po’ di tempo: abbastanza per dover nominare un nuovo Console al loro posto. Se anche l’onorevole Francesca Gerardi sia stata promossa solo per essere rimossa senza disonore dal ruolo di Coordinatore provinciale lo diranno le prossime settimane.

Ci sono, allo stesso tempo, alcuni elementi che lo escludono. Ma altri che accreditano questa ricostruzione. Soprattutto ci sono due eventi chiave dietro alla riorganizzazione territoriale in atto: l’incontro avvenuto al parco Matusa con Francesco Zicchieri, il confronto con gli eletti nel Lazio voluta a Roma la settimana scorsa da Matteo Salvini.

Tutta roba di Matteo

Matteo Salvini

L’incontro del Capitano con gli eletti ha due volti. Quello ufficiale: Matteo Salvini ha spronato tutti a lanciare la campagna per assediare il Campidoglio e la Pisana per vincere le prossime elezioni. Quello non ufficiale: il vero avversario in questa fase è Fratelli d’Italia perché sul territorio risulta più radicato, i sondaggi danno la Lega in calo e FdI in crescita. (leggi qui Salvini: “Via alla campagna per Roma”. Ma l’obiettivo è FdI).

La stessa cosa può essere letta anche in un altro modo: numeri alla mano, così non va. Nel Lazio la Lega ha un potenziale che non sta esprimendo. È la stessa criticità che ha determinato la sconfitta in Emilia Romagna: manca il radicamento sul territorio. Lo hanno detto con chiarezza le scorse elezioni regionali nel Lazio e lo stanno confermando i numeri dei sondaggi condotti in questi giorni. Secondo i quali la Lega scende ed il suo consenso si sta lentamente travasando sul Partito di Giorgia Meloni.

Un trend che Matteo Salvini ha chiesto di interrompere dicendo: dobbiamo reagire, senza creare scontri interni né litigare con FdI, ma aumentando il nostro consenso.

I numeri della criticità

Alessia Savo con Fabio Forte, prima di lasciare la Lega e passare in Fratelli d’Italia

C’è un dato su tutti in grado di far capire la situazione: alle Regionali di marzo 2018 la Lega ha preso nel Lazio 252.772 voti sul suo simbolo. Ma di quegli elettori solo 46.555 hanno scritto il nome di un candidato che intendevano mandare alla Pisana. Significa che sono voti di Matteo Salvini, cuciti sulla pelle della Lega. E non dei candidati che erano stati schierati nel Lazio.

Un dato confermato in tutte le province. A Frosinone 28.259 voti e 10.260 preferenze (circa una ogni tre voti); a Latina 32.647 ma appena 8.356 preferenze (una ogni quattro voti); a Rieti 7.777 voti e appena 530 preferenze; a Viterbo 19.268 voti ma solo 1.409 preferenze. Stesso dicasi per Roma e provincia: 164.821 voti e solo 26mila preferenze.

Manca insomma il valore aggiunto che portano i candidati. È quello che Matteo Salvini ha reclamato dalla riunione dell’altro giorno. Invocando l’assedio a Nicola Zingaretti e Virginia Raggi ma in realtà chiedendo di accumulare più appeal e consenso per la Lega.

Non ci sono prove d’appello. I generali che hanno i voti devono dimostrarlo: altrimenti è sufficiente mandare un console da Varese.

Tutto questo giustifica il promoveatur di Francesca Gerardi a vice coordinatore regionale del Carroccio. Affinché ci sia più spinta e si recuperino quegli elementi di consenso individuale che faticano ad arrivare.

Ut amoveatur

La riunione al Parco Matusa

Ma c’è anche una serie di elementi che fa propendere per la tesi del removeatur. E per comprenderlo bisogna andare al Parco Matusa di Frosinone ed alla riunione dei giorni scorsi convocata dal coordinatore regionale Francesco Zicchieri. (leggi qui La Lega va al confronto interno: troppe tensioni.)

È una riunione decisiva per comprendere questa storia. Al punto che qualcuno ha pure cercati di negarne l’esistenza. (leggi qui La Lega smentisce, Alessioporcu.it conferma).

Francesco Zicchieri la convoca perché si è arrivati all’intollerabile, al politicamente inaccettabile: il Gruppo della Lega si muove senza coordinarsi con il sindaco della Lega. Anzi, tenta addirittura di imporgli la linea, come se Nicola Ottaviani non fosse l’unico sindaco leghista di un capoluogo nel Centro Italia ma fosse un subordinato del Gruppo.

Addirittura provano a metterlo in difficoltà chiedendo l’azzeramento di una tassa cittadina che, ex lege e come ribadito dalla Corte dei Conti, non può essere toccata oltre quello che lui ha già fatto.

È un’insubordinazione che Francesco Zicchieri riporta nei ranghi senza far volare gli stracci, senza strepiti fuori luogo.

Questione di polso

Nicola Ottaviani con Francesco Zicchieri

Ma è evidente che occorra un polso diverso. Così come appare fuori controllo la situazione a Cassino dove il consigliere leghista Michelina Bevilacqua non firma le iniziative del suo capogruppo Franco Evangelista bensì quelle proposte da Italia Viva di Matteo Renzi.

C’è un’oggettivo ritardo nella definizione della lista elettorale della Lega a Ceccano, nella definizione dell’alleanza a Pontecorvo. Su Sora la situazione è arrivata ad un punto di contrapposizione con la Sezione. Ed è lontana l’amalgama con il gruppo di Pasquale Ciacciarelli: al punto che una parte di quei voti leghisti ha cominciato a sondare il terrono in casa dei Fratelli d’Italia.

Una situazione alla quale ora tenterà di imprimere un’accelerazione Francesco Zicchieri, che proprio per questo motivo ieri ha comunicato sulla chat del Direttivo che ha assunto l’interim del coordinamento provinciale di Frosinone. Verrà affiancato in ogni occasione da Francesca Gerardi, affinché nessuno possa pensare che per lei ci sia stato un amoveatur. E sia chiaro che per lei c’è stato solo un promoveatur.