Promozioni in Regione, l’Accusa dice: “Assolveteli”

Il processo all'ax capo di gabinetto della Regione Maurizio Venafro ed altri tre dirigenti. L'accusa presenta le sue richieste. E dice: "Il fatto non sussiste”

Il fatto non sussiste. Non ci furono scorciatoie né trucchi sulle nomine fatta dalla regione Lazio nel 2014. A sostenerlo è lo stesso ufficio della Pubblica Accusa: oggi ha chiesto l’assoluzione con formula piena per quattro alti dirigenti regionali. Si tratta dell’ex Capo di gabinetto di Nicola Zingaretti Maurizio Venafro, dell’attuale segretario generale del Consiglio regionale del Lazio Cinzia Felci, dell’ex segretario generale del Consiglio regionale del Lazio Antonio Calicchia e dell’ex vice direttrice dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Lazio Maria Grazia Pompa.

Processo per abuso

Tutti e quattro sono sotto processo di fronte ai giudici della II Sezione Penale del tribunale di Roma.

Valentina Corrado

I magistrati stanno valutando se abbiano commesso i reati di abuso d’ufficio e falso quando nel 2014 sono state fatte le nomine per il Consiglio regionale del Lazio e per l’Arpa.

Il caso era nato da tre interrogazioni ed un esposto del Consigliere regionale Valentina Corrado (Movimento 5 Stelle). Un primo caso prendeva di mira la nomina fatta nel 2014 alla dottoressa Cinzia Felci diventata direttrice del Servizio di Coordinamento amministrativo delle Strutture di Supporto degli organismi autonomi del Consiglio regionale del Lazio. L’incarico le venne affidato dall’allora Segretario generale Antonio Calicchia.

Il dibattimento ha dovuto verificare se Calicchia abbia facilitato la nomina della Felci, Antonio Calicchia, se l’abbia aiutata a costruirsi una carriera da dirigente senza averne i requisiti La risposta data dall’Accusa è No, non ha commesso reati. Ma non potevano accorgersene prima? Anche in questo caso la risposta è No. Perché la sede naturale nella quale accertare la fondatezza di situazioni indiziarie è il tribunale.

I vicedirettori della Regione

La sede della Giunta Regionale del Lazio (Foto: Stefano Petroni)

L’ccusa per l’ex capo di gabinetto della Regione Maurizio Venafro è di avere nominato vicedirettore dell’Arpa Lazio la dottoressa Maria Grazia Pompa.

Cosa aveva di sospetto quella nomina? Stando all’esposto non c’era abbastanza esperienza nel curriculum della candidata. Ed era stata seguita una procedura anomala per individuare la dottoressa Pompa. Che procedura? All’inizio la Regione ha avviato un interpello per l’affidamento dell’incarico tramite l’approvazione di un avviso pubblico; poi ha deciso di procedere con la nomina del presidente della Regione Lazio. (Leggi anche Non pilotò l’appalto: Venafro assolto in maniera definitiva).

Nel 2019 era stato condannato con il rito Abbreviato (un anno) l’altro vice direttore promosso all’Arpa Sergio Marchi (ex assessore ai Trasporti della giunta di centrodestra). Pure nel suo caso il M5S aveva sollebvato riserve.

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